Konec, "fine", mormorò Wallenstein prima di cadere trafitto. "Fine", dico io, e al contrario mi alzo dalla poltroncina. Incipit alia vita (?).

*

I litblog come mezzo di beatificazione della merdaglia.
Un omiciattolo, una carogna piccola piccola, il cui giusto destino sarebbe stato di perfezionarsi in silenzio, ma dotata di grande perseveranza: che sappia espletare la missione di cui si è auto-investito – infangare chi è migliore di lui – con ostinato zelo.
Comincia dal gradino più basso del male, quello che confina col nulla, con il lavaggio domenicale della macchina e l’esibizionismo da stazione ferroviaria: infesta e distrugge forum e buonumore, discussioni e testicoli, siti e pazienza; spande la propria merda su ogni cosa.
Una certezza: è solo questione di tempo, prima che – miracolata – la carognetta passi dall’altra parte, e faccia il salto di specie.

*

Sehnsucht. Me la tatuerò a sinistra sul petto, perché non ho mai trovato altra parola capace di definire meglio il rumore di fondo della mia vita, da dieci anni a ‘sta parte.

*

– Fine? Sicuro?
– No.
– E allora perché festeggi?

*

"A ciascun giorno basta la sua pena."

*

Un altro paradosso etologico della Rete.
Due omuncoli su opposti fronti. Uno è clericale, reazionario, fascista; l’altro è apparentemente l’esatto contrario.
Entrambi amano addentrarsi in dotte disquisizioni filosofiche. Entrambi sono relitti del Settantasette.
Si incontrano in Rete. Si attaccano a colpi di randello retorico. Discutono sempre più accanitamente. Volano parole grosse – filosoficamente grosse, beninteso.
Nessuno dei due vince; o meglio, entrambi sono convinti di aver vinto. Del resto, si sa che le discussioni in Rete non hanno mai fine: si spengono nel mezzo del cammino, così, per raggiunti limiti di ragion d’essere.
I due contendenti, esausti per il duello ma soddisfatti, si annusano. Scoprono di piacersi. Si trovano l’un l’altro orribili e attraenti.
Da quel momento, sarà tutto un gioco di ammiccamenti, pacche sulle spalle, piccole alleanze a danno di terzi incomodi.
Le idee, certo, quelle restano inconciliabili. Ma cosa importano le singole idee, dopotutto? Ciò che conta in fondo è soltanto la sostanza spirituale.
E quella, nei due omuncoli, è omozigote.

*

In Thautropfen will ich hinuntersinken und mit der Asche mich vermischen:
"Voglio precipitare in gocce di rugiada e mescolarmi con la cenere".
Novalis, Inni alla notte.
Meravigliosa lingua tedesca (nemmeno l’aborrito, odioso Benny 16 riuscirà a farmela detestare).
Sono sempre più convinto che sarei dovuto nascere Germanen
im späten 18. Jahrhundert, che qualcosa all’ultimo momento nel database celeste sia andato in tilt e abbia spedito la mia anima individuale appena sfornata nella direzione e nell’epoca sbagliata.

"Die tragödie des lezten Germanen in Italien", scriveva Dino Campana all’inizio dei Canti orfici. Tolto l’"imperialistico", faccio mia la spiegazione che ne diede per lettera:
"
Ora io dissi die tragödie des lezten germanen in Italien mostrando di aver nel libro conservato la purezza del germano (ideale non reale) che è stata la causa della loro morte in Italia. Ma io dicevo ciò in senso imperialistico e idealistico, non naturalistico. (Cercavo idealmente una patria non avendone). Il germano preso come rappresentante del tipo normale (Dante Leopardi Segantini)" (qui).
Il bello è che il mio tedesco si limita a una quindicina di parole.

*

Di fatto, nonostante la vena acido-germanico-altezzosa, oggi è il primo giorno da tre anni a questa parte che mi sveglio quasi sereno.
Di persona, temo, oggi sarei addirittura simpatico.

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2 risposte a

  1. militante ha detto:

    riprendo confidenza con la rete con un buon razgul d’annata.. :)

  2. Annina1987 ha detto:

    Che dire, hai colto il mio pensiero in ogni suo punto, in primis per quanto riguarda il mio schierarmi con il mago pagano. Inoltre sono d’accordissimo con te riguardo ad Eliot. E’ un poeta che amo moltissimo, specie la sua prima produzione. The Love Song of J. Alfred Prufrock è il suo più grande capolavoro, secondo me. E’ un vero e proprio manifesto del modernismo, ed è anche l’opera che più mi piace. In particolare quando si chiede… Do I dare disturb the Universe? E’ una domanda che mi affascina. Oppure In a minute there is time for decisions and revisions which a minute will reverse. Insomma, Eliot è grande! Complimenti a te per il meraviglioso commento e grazie per i complimenti sulla traduzione, adoro l’inglese e ci metto sempre molta passione quando traduco. Torna a trovarmi, mi raccomando! A presto!
    -Anna-

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