Ora, non è che io abbia mai particolarmente stimato Hugo Chavez (a parte che i suoi comizi televisivi in cui insulta bush mi fanno schiantare dal ridere). Diciamo che i miei modelli di riferimento sono altri (a parte che, con tutti i tentativi di golpe che ha subito da quella lurida congerie di fascisti, confindustriali, clericofascisti, televisioni di destra, servizi segreti americani e franchisti che i nostri beneamati media mainstream amano definire "opposizione democratica", ho dovuto faticare parecchio per contenere la mia istintiva reazione di simpatia umana). Però, alla luce della sconfitta referendaria di Chavez (a parte che uno che chiede di poter essere eletto a vita mi procura un’istintiva reazione di "sono cazzi"), mi domando come faranno da domani il Corrierone della Serva e la Rehpoohbleehcah – tanto per menzionare i giornali più letti -, visto che da anni settimanalmente ci scassano le palle con editoriali articoli, articolesse dello stesso invariabile tenore: "Chavez è un dittatore, in Venezuela c’è la dittatura, Chavez è un dittatore, in Venezuela c’è la dittatura, Chavez è un dittatore, in Venezuela c’è la dittatura…".

*

Per fortuna esiste ancora qualcuno che viaggia tre chilometri sopra la merda. Paranoid Android a manetta sullo stereo.

*

Beh, per uno che perde ce n’è uno che vince. Anzi, stravince. Per dire, pare che in Cecenia sia andato a votare il 99% degli aventi diritto. E che il 99% di essi abbia votato per Putin. Il dato, come direbbe sua svperna majestas il Maestro Sardelli, è stumefacente: già già, di fronte a una cosa del genere, parlare di brogli è pleonastico (a parte che il nano di Arcore si starà rodendo il fegato dall’invidia).

Ora, non è che io abbia mai particolarmente stimato Putin (per usare un eufemismo).  Però, diobono, che proprio gwbush si metta a bacchettarlo sulle irregolarità elettorali…
Che poi, anche in questo caso, i nostri beneamati media fanno davvero cagare. In Italia, a leggere i giornali, si direbbe che ad opporsi al totalitarismo putiniano ci sia solo Garri Kasparov. Che sarà anche una brava persona (a parte che uno che viene picchiato dalla pula e sbattuto in prigione per aver manifestato ha tutta la mia simpatia umana), ma non esita ad allearsi con gente come il nazbol (nazional-bolscevico) Eduard Limonov. Che è un ottimo scrittore ma umanamente e politicamente fa ribrezzo (per intenderci, questo è il partito che ha fondato. Vi ricorda qualcosa?).
Allora, che Putin sia quello che è e tutto il peggio che si può dire va bene, brogli e violenze comprese. Però non mi risulta che il Corrierone si sia mai indignato quando, nei mirabili anni Novanta, a organizzare e anabolizzare le elezioni russe per far stravincere il fantoccio alcolico Boris El’cin c’erano (in una bella stanzona dell’hotel Prezident di Mosca) un intero staff di esperti yankee pljus i funzionari del Fondo Monetario Internazionale.

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Ora, non è che io sia particolarmente filocomunista, però per correttezza bisognerebbe avvisare i nostri giornalisti che attualmente, in Russia, il maggior partito d’opposizione è il Partito Comunista della Federazione Russa (che con l’11% dei voti rappresenta il secondo partito politico del Paese).

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Ciò detto, è pur vero che la tecnica retorica del "Tizio accusa Sempronio ma ai tempi con Caio non aveva fatto una piega" serve ai furbi per sviare l’attenzione e flettere strumentalmente discorso e attenzione. Per cui non basta arrivare fin qui.
Bisogna dire che di Russia, in generale, i nostri media non sanno un cazzo, e i loro inviati a Mosca di solito non sono
a loro volta grandi esperti. Risultato: il livello di approfondimento non è dissimile da quello dei giornali gratuiti che trovi la mattina fuori dalla metropolitana. Quattro banalità che non dicono nulla: "Putin ha detto/fatto così", sì, ok, ma il perché nessuno te lo dice.
Poi i casi peggiori: quando subodori qualcosa di infinitamente più losco. Quando dietro la disinformazione o l’apparente sciatteria dell’informazione non intravedi più solo il pressapochismo giornalistico, ma il libro paga e la sudditanza morale (le due cose, ho scoperto, coesistono meravigliosamente bene).

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Per cominciare a capire meglio chi ha interesse a tenersi buono lo zar, per esempio, si può andare a leggere la lista dei paesi che dipendono dalla Gazprom per il rifornimento energetico. O la composizione societaria della stessa. O vedere chi sono i suoi "partner" e i suoi "consulenti" internazionali.
E così via.

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2 risposte a

  1. georgiamada ha detto:

    Il Partito Comunista della Federazione Russa ha l’11% ? cavolo non lo sapevo … ha più di bertinotti:-)
    geo

  2. razgul ha detto:

    Sì, ma è una schifezza… basti sapere che all’internazionalismo hanno sostituito il “patriottismo” (che poi va quasi sempre tradotto come “nazionalismo”).

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