Quando finirà questo periodo di iperlavoro, in cui anche il pochissimo tempo libero viene quotidianamente sacrificato sull’altare delle incombenze, forse anche questo blog rinascerà. Per il momento no. E poi attualmente sono taciturno persino con me stesso.

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Da tempo vado dicendo che vorrei abbandonare questo Paese di merda, pieno di gente di merda, che diventerà sempre più caldo, desertico, affollato, pieno di zanzare incattivite, di gente incattivita, di telecamere forze armate ordinanze comunali confindustrie e curvesud. Ho anche individuato con precisione la mia meta ideale: l’Islanda. Una nazione di 310 mila abitanti (non so se rendo: sono talmente pochi che non hanno mai avuto bisogno di darsi un cognome), con una densità di 3 abitanti per kmq (cioè si trova al quintultimo posto nella classifica per densità delle nazioni abitate) dove: i nomi delle città sembrano usciti dalle pagine della Snorra Edda (vuoi mettere, tra abitare in un posto che si chiama Abbiategrasso e uno che si chiama Hafnarfjörður?); la seconda "metropoli" per dimensioni, Kópavogur, conta 27.800 abitanti, cioè praticamente come Abbiategrasso; la scena musicale è tutt’altro che spenta; in estate non ti svegli la mattina infradiciato di sudore dicendo con voce gemente "Che afa che afa". Peraltro, secondo gli scienziati, l’Islanda si trova nella ristretta fascia di pianeta che subirà solo di striscio la catastrofe climatica planetaria a venire.
Sì, d’accordo, il piatto tradizionale islandese è lo squalo marcio, ma è sufficiente non mangiarlo. Esistono anche in Islanda i supermarket, no? Secondo me con un po’ di lavoro si riesce persino a coltivare i pomodori (per i sughi).
E poi io rispetto al Mediterraneo ho sempre sofferto di un totale senso di estraneità. Credo di essere nato in Italia per sbaglio, dato che "lu mare lu sole e  lu vento" mi riempiono d’uggia, la taranta mi è familiare quanto le triplofonie dei mongoli, odio le melanzane e la pasta con le sarde e da sempre mi sento a casa in mezzo a brume & brughiere.
Ora l’ONU conferma ufficialmente la fondatezza delle mie impressioni: è l’Islanda il paese dove si vive meglio al mondo (and Italy sucks).

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Il Punto Freddo e gli altri mondi.

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Per chi passa di qui: guarda che il secondo numero della rivista "Il primo amore" è veramente molto bello, costa sì 15 euro ma conta anche 200 pagine piene di cose interessanti, vale la pena provare a chiederlo (ordinarlo) in libreria. Poi se non ti piace non lo compri più. Quante volte hai speso 15 euro per cose molto più inutili?

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Questa me l’ero persa. Parrebbe che dietro i misteriosi roghi di Caronia ci siano:
A) esperimenti militari supersegreti; oppure
B) gli extraterrestri.
Stavolta, però, a dirlo non è la solita rivista ufologica pensata e assemblata ad Abbiategrasso, bensì lo studio commissionato dalle autorità italiane. Oh cazzo!

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Apprendo da Wikipedia che l’Islanda è sprovvista di esercito. Sono sempre più convinto che sarei dovuto nascere da quelle parti. Deve esserci stato un errore di spedizione celeste.

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6 risposte a

  1. pistorius ha detto:

    Aggiungi anche che l’Islanda è un caso geologico raro, forse unico, un’isola sorta per l’affiorare in superficie di una dorsale oceanica – da cui i suoi geyser ecc. Pensa, tu che poetizzi, una larga fessura della crosta oceanica che erutta magma fino a formare una montagna sottomarina che poi affiora… non ci sono spunti poetici qui?

    L’unico mio dubbio, dopo aver visto la commedia di von Trier, come si chiama? quella sul gran capo, è che gli islandesi siano un po’ razzisti, ma forse solo con i danesi. ;-))
    Lorenz

  2. Annina1987 ha detto:

    Sì li ho letti! Concordo con la definizione che ne hai dato! Grazie per essere passato! Torna a trovarmi, mi raccomando!

    Per quanto riguarda il tuo post, anche io ho sempre amato l’Islanda. Da quando ci feci la ricerca d’esame di quinta alle elementari me ne sono innamorata! Se non andare a viverci, mi piacerebbe almeno andare a visitarla! Fammi sapere se ci riesci! In bocca al lupo! :-)

  3. pistorius ha detto:

    PS sulla rivista del Primo Amore: valutano anche la possibilità di pubblicare scritti di esterni di tema saggistico, nel mio caso sarebbe di filosofia della scienza?
    Lorenz

  4. razgul ha detto:

    @lorenz

    In effetti in ciò che gli scienziati vedrebbero come un “semplice” ancorché spettacoloso fenomeno geologico (la formazione di un’isola), io ci vedo un portento mitologico. Non lo sapevo, che l’Islanda è nata così. L’immagine di questa enorme massa di magma rovente che erompe da una spaccatura della crosta terrestre è pazzesca…
    Quanto a von Trier, mi sembra che nei suoi film siano piuttosto i danesi a prendere per il culo gli altri scandinavi (non so se hai presente il primario Helmer di The Kingdom – Il Regno…).

    Per quel che riguarda il Primo amore (il sito, non la rivista, che ha altri canali e altre modalità), la riflessione sulla scienza interessa sì. Anche perché essendo nojaltri pressoché tutti di formazione umanistica, quel coté un po’ ci manca.

  5. anonimo ha detto:

    In Islanda…chiederi asilo laggiù seduta stante, mi convertirei all’Asatru e andrei a vivere in uno sperduto villaggio di pescatori.
    A Reykjavìk sempre un traffico che Odino ce ne salvi perchè nessuno usa i mezzi pubblici.

    Gabi Karlsdottir
    (La vostra vecchia Gabriela Karlovna…).

  6. GiacominoLosi ha detto:

    d’estate le zanzare ci sono anche lì, mi risulta. Per allontanarle devi fumare come un turco. Ma le sigarette in Islanda costano una fortuna.
    Così me l’hanno raccontata, non garantisco. Io, fumo solo di tanto in tanto un mezzo toscano.

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