Qualche giorno fa, intervistato da Repubblica, il senatore di Rifondazione Comunista Milziade Caprili ha dichiarato la sua totale adesione al decreto sulle espulsioni dei rom / rumeni, dicendo che "La sinistra deve ritrovare una connessione sentimentale con il proprio popolo". E concludendo con un concetto analogo a quello espresso negli stessi giorni da – tra gli altri – Gianfranco Fini e Letizia Moratti: i rom / rumeni "che non hanno reddito dovrebbero essere, nel rispetto di tutti i diritti della persona, rimandati in Romania".
Sono sicuro che questo ragionamento instaura effettivamente una "connessione sentimentale" con l’umore prevalente dell’opinione pubblica. In questo senso, hanno ragione le piccole merde che rinfacciano ai "vari Sansonetti, Russo Spena, Paolo Ferrero, Rossana Rossanda, Furio Colombo, Stefano Rodota e altri" di esprimere una posizione separata dal sentire comune. Per quanto la cosa mi faccia vomitare, lo spirito collettivo è in consonanza con quello di Caprili, Fini e Calderoli.

Per quanto mi riguarda, grazie a dio, non ho mai tarato la mia legge morale sull’opinione comune. Tra tutti i difetti che ho, questo per fortuna mi manca. Preferisco sbagliare da solo, e non mi sembra stia scritto da nessuna parte che la ragione sta necessariamente con la maggioranza.
 Il "compagno" Caprili ha perso un’occasione per stare zitto e, per quanto sia una cosa minuscola, Rifondazione Comunista ha perso il mio voto.

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2 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    MLKing diceva che un vero leader non cerca consenso, ma plasma un consenso.
    Da Berlinguer in poi la sinistra non ha più avuto un vero leader – anche se Bertinotti secondo me avrebbe potuto diventarlo, se non fosse stato relegato a un partito del 5-6%, perchè, diciamo la verità, è stato di gran lunga il miglior comunicatore, specie in tv, della Sinistra, apprezzato da (e forse soprattutto, ma questo per la solita puzza sotto il naso che abbiamo noi di sinistra) moltissima gente dello schieramento opposto, politici ed elettori soprattutto, perchè prima di tutto aveva stile nel confrontarsi (parlo al passato perchè ormai sta per ritirarsi).
    Torniamo al punto.
    La destra, prima in piccolo con Bossi, poi alla grande con Berlusconi (e grazie ai suoi media e alla grana) ha avuto invece almeno due veri leader (e Fini lo potrebbe diventare se si decidesse a far le scarpe al Berlusca), persone che hanno imposto una cultura, anzi un culturame, tra le gggente, hanno plasmato intorno alla proprie idee, estremiste ed eversive, un consenso popolare esteso, fino a farle passare come idee ragionevoli, moderate.
    Questo è il nostro dramma nazionale. E ora alcune sinistra (ma non tutta!) cerca di sintonizzarsi sul sentire della gggente, ormai plasmata, chi più chi meno, dal culturame razzista-parafascista-eversivo diffuso dalla destra, anzichè creare cultura, plasmare consenso.
    E’ un vero peccato, questa resa. Ma non fermiamoci qui, e capiamone il perché. Non diamo solo la colpa alla debolezza politica: qui c’è un problema di fondo, che riguarda l’efficacia e la comunicabilità delle idee. Vale a dire: la destra dà risposte chiare e facilmente comprensibili, con effetti esperibili in breve tempo: ‘i rom sono un popolo senza reddito, che non lavora? allora rubano, rimandiamoli a casa’.
    La sinistra che dice? Che soluzione prospetta? Non può fermarsi a dire che i rom non sono tutti ladri, che per lo più lavorano (che fanno? io non lo so, ci sono dati attendibili in proposito?). E comunque dubito che non ci ne sia una buona fetta, minoranza suppongo, ma non trascurabile, che pratica il furto come sostentamento, o che comunque anche lavorando in qualche modo si pone al di fuori della legalità. E su questo occorre dare risposte concrete, perchè sennò la gggente sentirà il richiamo della foresta, e dirà, in mancanza di alternative, ‘mandiamoli a casa’, perché a nessuno piace un vicino nomade che si sostiene con attività illegali.
    Cosa propone la sinistra? Affronta il tema dell’integrazione sociale e lavorativa dei rom? Cosa offre loro? Quali scelte indica per lo stato? che garanzie di sicurezza dà ai cittadini?
    Le risposte della sinistra sono, per forza di cose, meno semplicistiche, in questi casi, di quelle della destra, meno facili da comunicare e da far passare, e proprio per questo occrre unità e chiarezza di intenti nell’esporle. Ma prima di tutto occorre ammettere che gruppi che si sostengono nell’illegalità, rom o meno, sono un problema per uno stato democratico, che è chiamato quindi ad agire in modo pragmatico e chiaro verso i cittadini. Senza queste risposte, il razzismo monterà.
    Tu che risposte dai?
    Lorenz

  2. razgul ha detto:

    Ti ho risposto con un post. Il mio commento ha deragliato e si è gonfiato a dismisura…

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