Schifo

"Ogni epoca ha il suo stronzo, e la sua vittima" scrive Valerio Evangelisti su Carmilla a proposito dell’"emergenza rumena". "Che schifo! Che paese (o etnia, a questo punto?) di merda è diventato l’Italia!". Come spesso accade, mi ruba le parole di bocca.

Decervellamento

"Aiuteremo le marche a diventare parte delle conversazioni quotidiane". Un articolo sul sito di Repubblica/Tecnologia & Scienze riassume la nuova frontiera della pubblicità virale nel meraviglioso mondo dei social network.
Che la pubblicità sia virale e che sia in corso una pandemia lo si può intuire anche da soli – basta compiere anche solo alcune delle seguenti operazioni:
accendere la TV
passeggiare per la strada
sfogliare un giornale
andare in Stazione Centrale
scendere in metropolitana
gironzolare per la Rete
aprire la posta elettronica
guardare un film
leggere un libro

Che dire? Be’, ragazzi, ‘sta merda ce la siamo voluta noi, la vogliamo noi. Ci siamo cresciuti dentro, nel suo tiepido odoroso abbraccio; adesso fa da tenera e odorosa nutrice ai nostri figli.

Schifo II

"Ci si è chiesti come facessero i cittadini di quel certo paese – la Germania degli anni trenta, la Francia antisemita di fine Ottocento, gli Stati uniti dello sterminio dei nativi americani – ad accettare che i loro vicini di casa, esseri umani come tutti sebbene con lingue e religioni e culture diverse, fossero vilipesi, deportati, espulsi in un modo o nell’altro dal cerchio comune della cittadinanza, e persino dell’umanità. Noi non lo accettiamo". Così Pigi Sullo, il direttore di Carta, sull’ondata xenofoba istituzionale ecumenica. Sottoscrivo dalla prima all’ultima parola.
A tutti i travet della vita che, di questi tempi, hanno il "coraggio" di esordire dicendo "Io non sono razzista, però gli zingari…", ai "compagni" che "Io sono di sinistra, però gli zingari…", alle merde fasciste che rivendicano orgogliosamente la propria voglia di linciaggio, ai politici che stanno seppellendo il cadavere della democrazia e dissotterrando il cadavere putrido del fascismo, agli arruffapopoli sovrappeso via Rete: se in questo universo esistesse un po’ di giustizia, gli angeli scenderebbero dalle nuvole e vi sparerebbero nel culo.
Mi auguro ardentemente che venga un giorno in cui vi vergognerete così tanto di voi stessi da correre a gettarvi nel Naviglio con una macina al collo (anche se so che le mie speranze sono sempre improponibili).

Ritorni

Il 17 novembre credo proprio che andrò a farmi un giro al mare.

Stupore e meraviglia

Sono andato a vedere Ratatouille, il nuovo film d’animazione della Pixar/Disney. Inutile dire che la Disney non è esattamente il mio modello di cinema – ma grazie al caos il mondo talvolta riserva ancora sorprese e stupori. Ratatouille è un capolavoro di grazia, lieve e profondo e guizzante come un topino azzurro. Fidatevi, andatelo a vedere. E non lasciatevi sfuggire le parole del finale.

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11 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    L’altro giorno ho assistito alla scena pietosa di due donne romene (più distinte di me) che sul 23 si sono messe a parlare in italiano per non essere “scoperte”…

    Abbiamo oltrepassato tutti i limiti della demenza in questo paese, damy i gospoda…

    Gabi.

  2. razgul ha detto:

    Io sono talmente esasperato dalla situazione che pur di fare qualcosa contro sto elargendo euros a tutto spiano a tutti i mendicanti del mio quartiere.

    [son felice di vederti rispuntare da queste parti (-:]

  3. anonimo ha detto:

    Anche faccio azione diretta tramite elemosina a favore dei Rom. Indiscriminata, da almeno 10 anni.

    Gabi

  4. GabiMarian ha detto:

    E intanto ho ripreso a postare sulla Chernaja kniga.
    E ho un nuovo orrendo blog fantasy nel quale cerco di oppormi con tutte le forze al mio nemico, il capo di un orrido esercito di eroi e elfi alla “Forgotten realms”.
    Fai il tifo per me.

  5. razgul ha detto:

    Grande Gabi! Vado subito a indossare la cotta di maglia (in mithril, naturalmente).

  6. razgul ha detto:

    “Azione diretta”… (((-:

  7. pistorius ha detto:

    “Ogni epoca ha il suo stronzo, e la sua vittima” scrive Valerio Evangelisti su Carmilla a proposito dell'”emergenza rumena”. “Che schifo! Che paese (o etnia, a questo punto?) di merda è diventato l’Italia!”.

    Se ci pensi queste parole sono le più banali che un italiano, qualunque italiano, dal fascista al comunista, è più propenso a dire.
    Noi italiani facciamo la gara a spanderci merda addosso.
    E francamente, la prima frase, poi, è davvero una cazzata, sia in generale, sia nello specifico se vuol dire che i rom sono le vittime della nostra epoca.
    Lorenz

  8. razgul ha detto:

    Eppure, Lorenzo, è quello che mi dico anch’io da un po’ di tempo: vivo in un paese di merda. Per tante ragioni, anche al di là dell’attuale ondata xenofoba.
    Non so tu, ma io per ragioni di lavoro mi trovo a frequentare colleghi incapaci di mettere assieme un ragionamento coerente, pieni di rancore, livorosi, razzisti, ottusi, e che per di più sui rom ne dicono di cotte e di crude, fino ad arrivare alle fosse comuni. E ti assicuro che lo fanno con una ostentazione orgogliosa che una volta non percepivo.

  9. razgul ha detto:

    E non chiedo di meglio che di essere smentito, credimi.

  10. anonimo ha detto:

    azz, non so che colleghi hai tu (ma che lavoro fai?), io sono più fortunato.
    ma quel che voglio dire è questo: pensi davvero che nella maggior parte dei paesi d’europa o america il razzismo (non solo verso i rom) sia poi tanto diverso che in italia? io no.
    lorenz

  11. razgul ha detto:

    @ lorenz

    Faccio l’operaio (suppergiù). Quindi, seppur in piccolissimo, posso dire di avere a che fare con quel “popolo” con cui il mirabolante senatore comunista Milziade auspica di ristabilire una connessione sentimentale. Forse ignora che, se tentasse di farlo nella mia ditta, la maggior parte dei miei colleghi gli cagherebbe in testa, preferendogli di gran lunga gente come fini, bossi e calderoli.
    Ci tengo a specificarlo, visto che mi è capitato più d’una volta di sentirmi rinfacciare che “vivo in una torre d’avorio” e “ignoro quel che si agita nella testa della casalinga e dell’uperari che va a far la spesa al GS”.

    Quanto agli altri paesi, so benissimo che la situazione non è migliore. Non credo sia necessario averli girati tutti: mi è bastata la mia piccola e parzialissima esperienza nell’Est Europa e in Russai, per vedere come da loro il pregiudizio anti-Rrom sia ancora più radicato e ostinato che da noi. Ma questo cosa vorrebbe dire? Che dovrei dirmi: “ah, be’, qui siamo messi meglio di loro, posso stare tranquillo?”. Scusa, Lorenzo, ma vivo in Italia, non in Russia o in Slovacchia; e se in Italia, nella “civilissima” provincia pavese per fare un esempio, i bravi cittadini assediano 18 Rrom di cui 10 minorenni con slogan inneggianti alle camere a gas, e a questo aggiungi tutto quello che è venuto fuori dall’intestino dell’Italia a partire dai fatti di Opera e passando per gli sgomberi di Milano, le ordinanze antilavavetri e il decreto pogrom-soft del “centrosinistra”, allora se permetti il minimo che possa fare è disperarmi e bestemmiare la terra che mi ha generato.

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