Bisogna imparare a fare silenzio, a tagliare i rami secchi.
Leggere molto e dimenticare tutto: solo così la parola può rinascere nuova.
Non avere fretta: aspettare a scrivere fin quando non se ne avverte il bisogno impellente.
Non avere paura.
Fare come se i narcisisti coglioni e vuoti che infestano l’Arcadia letteraria non esistessero. Verrà il momento anche per loro, e verranno fatti a pezzi dal futuro.
Non sprecare le parole.
Avere pazienza.
Rinunciare a tutto ciò che non è strettamente necessario.

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3 risposte a

  1. aitan ha detto:

    bisognerebbe cominciare da me

  2. ArabianPhoenix ha detto:

    Sì! Sì.. e ancora sì! Non hai idea di quanto sia d’accordo con te raz. E’ un mio pensiero costante. Sembra assurdo, ma hai riportato “qui” più che esattamente quel pensiero. Senza spreco alcuno.

  3. nike ha detto:

    Non avrei mai immaginato di trovarti. Ancora. Qui.
    Taglio i rami secchi. No, non ci riesco, ma i tempi sono maturi. Intanto, mi fermo un po’ ad ascoltare.

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