E sono giorni pieni di ansia e paura.
Un tempo, quando credevo di aver toccato il fondo dell’infelicità, attendevo l’avvento della Bellissima Dama. Oggi le mie ambizioni si sono di gran lunga ridimensionate, in un impeto non voluto di modestia mi accontento di attendere esiti di esami, verdetti medici, pause tra un buio e l’altro.

Poi divento sempre più nostalgico e taciturno. Tutto si svolge al di qua della bocca, dietro gli occhi.

Riaprire questo blog mi ha fatto capire che non ho più né la forza né la voglia di tornare a fare il blogger, con tutto ciò che questa attività comporta e induce… farsi pubblicità, entrare in altri blog a caso per lasciare un commento, di solito gratuito e perfettamente superfluo… Sprecare le parole, che sono una cosa immensa e miracolosa, usarle invano (per parafrasare il primo comandamento).

E oltretutto in questo momento sono una lagna e riesco quasi soltanto a fissarmi l’ombelico – ma non con la mistica intenzione degli antichi esicasti. Allora, mi chiedo, che senso ha far diventare questo buco una sentina ammorbante di lamenti e sprazzi di diarismo intimo pateticamente piagnucoloso?
E di tutto il resto non riesco più a parlare, non riesco più a scrivere, mi si è come calcificata la lingua tra i denti.

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9 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    Che scherzi fai, Sergio?
    Apri è già ventili di chiudere? Se proprio non hai voglia di fare il bloggher, allora prenditi la briga di uscire una sera col sottoscritto, che di cose da raccontarci ne abbiamo, no?
    Altrimenti: va’ avanti, e facci neri!

    t’abbraccio, G.B.

  2. razgul ha detto:

    Sei un caro ragazzo, Gianni ;-)

    (…e auguri per il compleanno di tua figlia.)

  3. anonimo ha detto:

    Gianni, andando oltre il blog, se Raz riesce a trovare un contenitore, una forma per tenere insieme tutte le cose che ama, quindi fatti di cronaca, pensieri, atmosfere un po’ nickdrakeiane, cura delle parole (la sua scrittura diventa consistente), invenzioni pure nealstephensoniane, intensità (gravitas), tutte cose che lui ha già per le mani – perché è evidentemente dotato di un tarlo che gli impone di svilupparle anche controvoglia -, dicevo, questo Raz farà davvero nera parecchia gente.

    andrea barbieri

  4. anonimo ha detto:

    ciao, Sergio, mi è arrivata una soffiata – indovina da chi – dall’unica persona rimasta nella tua lista a pie’ di pagina. Allora, non posso mancare di rimetter piede qui dentro.
    marco

  5. anonimo ha detto:

    In fondo res(is)tiamo tutti. Che si vada o che si resti.
    E poi, quando si è come calcificata la lingua tra i denti, può accadere che tra le righe si sputino proprio i denti.

    Spezzo la sigaretta, frère-oggi è philip morris

  6. pistorius ha detto:

    In effetti ora vedo il tuo blog… chissà perchè splinder mi diceva che era privato…

    cmq vedo anche che hai una voglia di scrivere della madonna…;-)
    lorenz

  7. Rejoice ha detto:

    …ci vuole coraggio anche per piagniucolare….e se in questo periodo della tua vita hai bisogno di farlo…Fallo e basta! Anche attraverso un blog! Dai coraggio…qualcuno e’ in ascolto!

    Auguri! Luna

  8. Rejoice ha detto:

    che commento stupido ti ho lasciato..ti chiedo scusa.

    Ti ho riletto.

    _Ansia e paura,
    attesa di guardare negli occhi la bellissima dama..
    Riesco a scorgere, tra le righe, il deserto, un’immensa distesa di sabbia dorata..il tuo deserto
    del quale non vedi la fine.
    Cosa c’e’ oltre la fine del tuo deserto?
    Cosa stai cercando?
    Cosa speri?
    Qual e’ la tua meta?

    Angoscia-consolazione..
    MarcoAurelio
    “quando mi e’ dato ascoltare la voce di un’anima, dovrei forse cercare…”
    E’ la tua anima che desideri?

    Sincerita’-verita’..
    su questa terra che sopporta il tuo passo.
    Quale verita’ stai cercando?

    Dimmi, dove sono i tuoi lunghi capelli…
    bruciati da cosa?
    Dio quanta tristezza, quanto dolore.

    Imbianchi le pareti di un passato che non “riscriveresti”..tuttavia lo cerchi, non lo cancelli..
    Cosa nel tuo passato che il presente ti nega?

    Non esiste il presente, e’ paralizzato, immobile, tra passato e futuro…

    Le parole, per te cosi’ preziose..
    calcificate..

    Il silenzio, nonostante la musica, i libri..

    Non so chi tu sia ma il tuo dolore mi e’ familiare…

    null’altro da dire.

    LUNA

  9. razgul ha detto:

    Per Luna:
    non devi chiedere scusa proprio di niente. Io invece tu ringrazio per le parole molto belle che mi hai lasciato. E per le domande – cui è davvero difficile rispondere.
    Forse non ci sono mete al di fuori del deserto, e l’unica risposta sta nell’atto di attraversarlo.

    Agli altri un abbraccio fraterno per essere ripassati di qui dopo tanto tempo.

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