Ho ritrovato un ritaglio di giornale di un paio di mesi fa. Ayaan Hirsi Ali, la sceneggiatrice di “Submission”, il film di Theo Van Gogh, cita le parole che Mohammed Bouyeri – l’assassino del regista – ha pronunciato davanti al giudice l’ultimo giorno del processo. Bouyeri ha detto così:

“L’unica persona alla quale credo di dover fare una dichiarazione è la signora Van Gogh. Devo confessare di non provare simpatia per lei. Non posso avvertire il suo dolore e come potrei, del resto? Non so cosa significa perdere un figlio messo al mondo con dolore e lacrime. Ovviamente essendo un uomo mi è difficile condividere queste sensazioni. Ma c’è di più: io non sono in grado di provare nulla per lei perché lei ai miei occhi è soltanto un’infedele. E questo lei, a sua volta, può rinfacciarlo anche a me. (…)
Voglio che lei sappia che io ho agito per convinzione, non perché io odiassi suo figlio in quanto olandese che mi aveva offeso in quanto marocchino. Non mi sono mai sentito offeso. Le confermo: io non conosco suo figlio. Non posso accusarlo di ipocrisia, perché non era ipocrita. So che non lo era e quello che egli diceva era vero in base alle sue convinzioni personali. E così tutta questa storia, secondo cui io mi sarei sentito offeso essendo marocchino, o perché egli mi aveva chiamato ‘chiavatore di capre’, è del tutto priva di senso. Sono sciocchezze. Io ho compiuto un gesto di fede. Di fatto ho anche detto che se si fosse trattato di mio padre o di mio fratello avrei fatto esattamente la stessa cosa. Quindi lei non ha alcuna ragione al mondo di dubitare del mio modo di sentire. Le posso assicurare che se un giorno dovessi essere rimesso in libertà farei esattamente la stessa cosa. Proprio la stessa.
Per quanto riguarda le vostre critiche [qui si rivolge alla corte]: forse quando voi dite marocchini intendete musulmani… non posso biasimarvi per questo, perché la medesima legge che mi impone di decapitare chiunque calunni il nome di Allah e del suo profeta, dice anche che non mi è consentito stabilirmi in questo Paese o perlomeno non in un Paese che propugna la libertà di parola”.

Ayaan Hirsi Ali, somala e musulmana – quantomeno per retroterra culturale – vive attualmente sotto scorta in una località segreta.

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6 risposte a

  1. mata63 ha detto:

    Siamo davvero due mondi a confronto? A volte me lo domando.

    Ciao Razgùl, come stai? Un bacio. M.

  2. razgul ha detto:

    Non tanto bene, a dire il vero. Ma passerà.

  3. anonimo ha detto:

    passavo. e a quest’ora non è bene.

  4. kinglear ha detto:


    Che queste Feste possano portarTi tutti i doni
    che il cuore desidera, siano essi materiali o meno.
    BUONE FESTE
    Giuseppe

  5. razgul ha detto:

    Giuseppe, scusa la franchezza (tanto dubito che leggerai questo commento), ma i tuoi commenti collettivi con frasi e immagini del cazzo che non hanno alcuna attinenza con il contenuto dei post non mi piacciono per niente.

  6. tollina ha detto:

    un augurio sincero e un abbraccio forte…

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