Calderoli, ministro della Repubblica italiana:
"I numeri comunicati oggi dalla Caritas sull'immigrazione nel nostro Paese dimostrano che ci troviamo di fronte ad una vera e propria invasione e l'incremento previsto da questi studi per il futuro preannuncia una progressiva sostituzione dei nostri popoli con i loro. (…) Per questo intendo proporre al governo la linea adottata da Malta, realtà che ha già subito l'invasione e che ha dato risposte certe: ovvero tolleranza zero ovvero alzo zero".

Gente così un tempo si pensava di averla eliminata tutta nel Quarantacinque, e che i superstiti non sarebbero più usciti dalle fogne.

*

E' stato reso pubblico il rapporto Volcker sulla vicenda "oil for food".
Dal sito della Repubblica:
"Documenti ufficiali iracheni e del ministero del petrolio indicano che il governo iracheno ha accordato oltre 27 milioni di barili di petrolio in undici fasi nel nome di Roberto Formigoni, presidente della Lombardia"
Da oggi il dossier è pubblico. E' stato consegnato alla stampa a New York: "Oltre 24,1 milioni di barili sono stati utilizzati – vi si legge -. Queste quote di petrolio tuttavia non furono trattate da Formigoni ma da Marco Mazzarino De Petro amico di Formigoni da 30 anni, che a quei tempi stava lavorando come consulente pagato nell'ufficio del presidente della Regione".
L'esame delle informazioni ottenute dalla commissione Volcker "non rivela che Formigoni ricevette profitti dalla vendita di questo petrolio". Ma, nota il documento "nonostante molti tentativi il comitato non è stato in grado di ottenere la cooperazione di Formigoni o della Cogep".
Con oltre 1500 pagine tra testo e tavole, il dossier fa i nomi delle società esterne all'Onu coinvolte nello scandalo oil for food. Tra queste c'è quella di Mazzarino De Petro: "Attraverso un accordo con una compagnia locale Costieri Genovesi Petroliferi (Cogep) De Petro ricavò almeno 800 mila dollari di profitti dalla vendita di questo petrolio attraverso una serie di conti a nome Candonly Ldt., il nome dato a tre compagnie di facciata che lui controllava", si afferma nel capitolo che riguarda il presidente della Regione Lombardia.

Poniamo che Cristo sia davvero presente nell'ostia che viene ogni domenica introdotta nella bocca di certa gente. Che cazzo gli passa, per la testa, in quel momento? Si sente a suo agio su quelle lingue, sotto quei palati, in quegli stomaci? Nel momento in cui viene deglutito, lo attraversa il pensiero di aver fallito tutto? Oppure trova che non ci sia nulla di strano? E' soddisfatto? Parteggia per loro? Bestemmia?

*

"Abbiamo bisogno di mettere a fuoco gli obiettivi reali, lanciare battaglie reali ed infliggere un danno reale".

Che fine hanno fatto i movimenti? In Italia lo sapremo con certezza solo dopo le elezioni di primavera. L'impressione è che siano andati a male da tempo. E' disperante. Arundhati Roy, Marcos, fornitemi un piccolo motivo d'ottimismo. Vi prego. Grazie in anticipo.

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6 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    La prospettiva dall’ostia è un grande momento di filosofia, oltre che di cinema.
    Quanto a Calderoli, non resta che il disgusto (hai letto il racconto che ho pubblicato su Nazione Indiana?)

  2. anonimo ha detto:

    Qui sotto trattavasi del
    sotto
    scritto
    Marco
    Alderano
    Rovelli

  3. anonimo ha detto:

    Qualche mese fa, al supermercato, all’improvviso mi sono ritrovato di fronte calderoli con la moglie, abitano nello stesso quartiere di ines (non ti dico com’era vestito, ma andiamo avanti). Superato lo stupore lo guardo fisso negli occhi, lui regge lo sguardo per un paio di secondi e poi si rivolge imbarazzato al banco dei latticini.
    Non ho detto ne fatto niente. Mi sono sentito una merda per tutto il giorno. Forse era senso di colpa, non lo so.

    antonio

  4. muntzer ha detto:

    dobrii vriecie,tovarish! ja isuciaju russkij iazik…e ti avevo già visto nei commenti al blog del militante…bel blog!

  5. Basteth ha detto:

    Credo che non serva tirare in ballo Dio quando calderoli sta dove sta perchè ce lo hanno messo quelli che hanno “esercitato il diritto di voto”.

    Di gente che fa schifo e che sta dove non dovrebbe stare ce n’è talmente tanta che se li mettessero tutti in carcere avremmo un sacco di nuovi posti di lavoro. Però lì ce li abbiamo messi noi ( e io sono cinque anni che non voto, perchè mi fanno schifo tutti: ma sono responsabile tanto quanto quelli che, invece, hanno votato).

  6. steu ha detto:

    @ Antonio: anch’io anni fa mi sono trovato faccia a faccia con l’orrore, davanti ad una bancarella di libri usati a Torino, nella persona di Borghezio. Sono rimasto stupito della sua esistenza.
    Due, tre secondi. Poi ho dovuto tornare alla realtà, per trattenere la mia morosa che si stava scagliando contro di lui.
    Ho sbagliato, eh?

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