Leggo le ultime notizie sul sito della Repubblica:

"A Stoccolma morta un'anatra. E il governo britannico, dopo la morte di un pappagallo, chiede la chiusura delle frontiere della Ue".

Prossimamente:

"Paura per una formica febbricitante nello Zimbabwe"
"Morto un gamberetto nei pressi di Anchorage: gli Stati Uniti inviano l'esercito"
"Ricoverati due leprotti a Ulan Bator: panico in Siberia"
"Orsetto intubato all'ospedale di Milwakee: 15 milioni di americani in fuga verso il Messico"
"Hobart: vombato dal naso peloso scatarra e subito dopo muore. Il governo australiano bombarda la Tasmania".

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3 risposte a

  1. luhoide ha detto:

    Già… e anche il mio cagnolino ha un’unghia incarnita! Ma se un uomo muore: chissenefrega! Grazie Tunga! per questa riflessione, buona domenica!

  2. razgul ha detto:

    Mi aveva semplicemente colpito la totale idiozia dei titoli… Non era mia intenzione fare ironia sulla morte di esseri che – per quanto non dotati di cellulare, dogmi e nike – sono pur sempre viventi.

  3. anonimo ha detto:

    A proposito di idiozia dei titoli, su Lipperatura c’è il titolo “Grandi domande reloaded”. Se ci guardi dentro trovi: “Perchè quando Bret Easton Ellis spiega che il suo maestro è Stephen King, gli astanti accademici insistono nel dirgli che in realtà il suo maestro è Henry James?”
    La cosa buffa è che chi ha ascoltato BEE sa che l’argomento centrale della discussione era “sono diventato uno scrittore a causa del comportamento di un padre ubriacone”. Quella è stata anche la molla che ha fatto scattare, dodici anni fa, l’idea del libro. La Lipperini centra tutto sulla polemica tra i buoni che capiscono il valore di King e parrucconi cattivi che detestano King. Mentre il centro vero è il dramma di un uomo in carne e ossa che cerca di dire a una piccola folla che quel dramma lo ha trasformato in scrittore. Nemmeno tra i 34 commentatori c’è qualcuno che ricorda quel dramma. E’ buffo no?
    andrea barbieri

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