“Tunga!”, il blog meno visto della Rete, non aderisce manco per il cazzo allo sciopero lanciato da Nazione Indiana contro i tagli ai finanziamenti per la cultura e lo spettacolo previsti nella nuova legge finanziaria. Il tenutario del blog summenzionato francamente non se la sente di protestare perché non vengano tagliati i fondi a postacci come la Scala (che a Milano si beve davvero i nove decimi del biberon) o ai grandi teatri stabili – fagociti di finanziamenti e vera rovina di chi vorrebbe praticare un’idea coraggiosa e vera di teatro – nonostante sia ben conscio che, tagliando i soldi alle balene, scompaiono anche le briciole per i pesci piccoli.

Ritiene inoltre una terapia salutare che i quattrini stanziati per il cinema diminuiscano drasticamente, nella speranza che Pupi Avati, Soldini, Ozpetek, Comencini, Muccino, Placido, Benigni ecc. ecc. smettano finalmente di cagare a intervalli regolari i loro film di merda, che sono una vergogna indelebile nella storia della cultura italiana e privano le nuove leve della cinematografia della possibilità di esordire.

Poiché oggi è di umore stupidamente massimalista, il tenutario del presente sito pensa che gli artisti farebbero meglio a rivoltarsi e lottare con la massima veemenza per riprendersi spazi e potere, anziché brigare affannosamente per quattro spiccioli o costruire strategie d’azione a corto raggio per la propria “situazione di marginalità”.

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15 risposte a

  1. babette ha detto:

    gli è che se tolgono i fondi, li tolgono per primi agli esordienti, mica a muccino&co.
    L’Italia è quella che spende meno soldi in cultura del resto d’Europa, questo è davvero vomitevole.

  2. yorke ha detto:

    ciao raz,
    quanto tempo.

  3. alderano ha detto:

    Stavolta non siamo d’accordo, e non mi sento riformista in questo, e tantomeno corporativista… Il punto, in estrema sintesi, è quello che centra Babette: che i primi a rimetterci saremo noi che non contiamo un cazzo. Che ci siano carrozzoni da riformare è vero, ma non è così che si fa.

  4. aitan ha detto:

    Per aderire ad uno sciopero bisognerebbe essere dei “prestatori d’opera” pagati per il lavoro dato (ed opportunamente sfruttati dal sistema).
    Qui si scrive senza controlli, controllori, tiranni, re e remunerazioni. Lo sciopero non ci appartiene né compete. La vita sciperata, sì.

  5. alderano ha detto:

    Forse occorreva che precisassi, quando dicevo “noi” ci rimetteremo, mi riferivo ai musicisti del margine la cui metà delle date è data da rassegne in qualche modo collegate ai finanziamenti di enti locali. Se non si suona, sarà difficile andare avanti come gruppo. Nella nostra situazione ci sarà un sacco di gente, immagino. Questo è un problema oggettivo.

  6. anonimo ha detto:

    Santarcangelodeiteatri aveva già subito un taglio e infatti nell’ultima edizione era azzoppato, avevano anche fatto una sera di protesta. Saranno quattro soldi, ma sono quelli che servono per praticare un’idea coraggiosa e vera di teatro.
    Stesso problema potrebbe avere il Teatro delle Albe che gestisce un teatro a Ravenna. Già sono realtà che vanno avanti per miracolo, ora è ancora peggio.
    Certo, tu dici che dovrebbero reagire e lottare con la massima veemenza, ma questo che vuol dire in pratica? Immagino che non intendi il prendere in ostaggio il pubblico minacciandolo di fracassargli la testa con la macchina del vento o la lastra per simulare i tuoni…, ma cosa allora?
    Guarda che è gente che già si da da fare ampiamente.
    andrea barbieri

  7. razgul ha detto:

    Ma sì, lasciatemi godere di qualche istante di stupidera… Mi sono alzato dal letto bastian contrario…
    e sapere di christian de sica in corteo a protestare mi ha fatto flippare.

  8. GabiMarian ha detto:

    Mi piace quando si è cattivi senza un motivo apparente e si invitano le cassiere del cinema Odeon all’azione diretta.

    Sei degno allievo del Compagno Sauron.

    Ti stimo.

    -Gabi.-

  9. anonimo ha detto:

    Le cassiere del cinema Godeon?!? :-)
    andrea barbieri

  10. GabiMarian ha detto:

    Infatti, Godeon.

    Io non scioperavo, venerdì. Silenzio e basta, come sempre.

    -Gabi-

  11. razgul ha detto:

    Grazie, Gabi, il tuo commento mi gratifica e mi sprona a essere – d’ora in poi – ancora più gratuitamente cattivo. Come il compagno Sauron, mio leader da sempre (come tu ben sai).

  12. anonimo ha detto:

    Bah, a me la cattiveria dice poco, però certi punti di vista radicali anche se non prendono il centro sono preziosi. Forse senza quelli nessuno beccherebbe il centro.
    Raz, manco a farlo apposta, il teatro di cui parlavo sotto, gestito dalle Albe, è il Teatro Rasi. Il 19 novembre non posso mancare, tu ci sei?
    andrea barbieri

  13. mariannaborella ha detto:

    minchia. e ho detto tutto…

  14. Basteth ha detto:

    Ma sei davvero indignato! (il che, prima o poi, succede a tutti: non siamo mica recipienti senza fondo che ingollano merda in continuazione: prima o poi ci riempiamo.)

    Alle volte togliere qualcuno o qualcosa da un piedistallo fa bene alla sua salute, alla sua autostima e anche al suo crevello. Certe persone fanno in fretta a sedersi in posti in cui credono di essere arrivati.

  15. Basteth ha detto:

    P.S.: non che chi abbia tolto i fondi pensasse di scuotere così il cinema italiano e certi ambienti culturali (abituati a vedersi versare l’obolo come i sacerdoti nei templi), ben inteso.

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