A l’été finissant

A fine settembre Milano simulerà un attentato multiplo.
Già è poco carino simularne uno singolo. Figuriamoci uno multiplo.
Sembra un film porno, invece è un film dell’orrore.

***

L’Uzbekistan caccia gli americani e si riavvicina a Russia e Cina.
Russia e Cina fanno grandi manovre militari congiunte. Messi insieme, i due paesi dispongono di quattro milioni e mezzo di soldati.
Gli americani rispondono riempiendo di armi Giappone, India e Pakistan.
Ma l’India e il Pakistan si odiano a morte.
L’india, che odiava a morte la Cina, adesso comincia a trovarla simpatica.
E in Pakistan gli americani non godono certo di una buona fama.
Che ne dite dell’appassionante corsa al riarmo tra Giappone e Cina? E del nazionalismo nipponico appositamente anabolizzato?
Poi ci sono la Corea del Nord e l’Iran. Cazzi amari.
”Non escludiamo di ricorrere alla forza contro l’Iran…”, dice Bush. Ma se già in Iraq è nella merda fino al collo? Gli arruolamenti nell’esercito statunitense stanno subendo un crollo verticale: dove li trova, i soldati per la guerra contro l’Iran? In Italia? In Moldavia? In Guatemala? In qualche altra dependance? Difficile.

E Al Qaeda? Quella che fa saltare in aria i pendolari? Buona per tutte le stagioni e per tutti gli stronzi: quelli che il Califfato mondiale e quelli che la guerra contro il terrorismo globale. Dovrebbero dargli una medaglia, a quella specie di pesce con la barba e il turbante. Grazie a lui è stato molto più facile disseminare l’Asia centrale di basi americane e cominciare l’accerchiamento della Cina.
La Cina ha tanti soldi e una carenza cronica di risorse energetiche. Che fare? I soldi vanno alle repubbliche dell’Asia centrale, le repubbliche dell’Asia centrale cominciano a far smammare gli americani, per magia i loro gasdotti e oleodotti cambiano rotta: anziché finire in Europa sboccano in Cina.

***

C’è un pipistrello che ogni notte vola in cerchio nel mio cortile. Non so perché, ma mi fa tenerezza.

***

Il venerabile Tereso su scrittori, critici e invasioni di scimmie: qui.

***

Chi arriverà primo a farmi crepare? La bomba atomica, l’automobilista pirata, il gas nervino nel metrò o l’H5N1?

***

– Beatles o Rolling Stones?
– Gli Who.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

9 risposte a A l’été finissant

  1. anonimo ha detto:

    Le simulazioni: da adolescente ho dovuto scappare da scuola almeno una decina di volte, per sottostare alle simulazioni anti e pro terremoto.
    La prima e ultima volta che sono andata a Londra ho dovuto scappare dall’aeroporto per pericolo attentato – leggi simulazione.
    Passiamo il tempo a scappare, invece che prevenire. Corriamo, perché incapaci di sceglierci una posizione.
    Ho notato che le simulazioni galvanizzano l’ego.
    Ti senti come se avessi conquistato la compiacenza della fortuna.
    “Dio! quanto sono scaltro!”, ti dici.
    I simulatori tornano a casa tutti eccitati, raccontano l’accaduto animatamente – “yhee, come ci si sente vivi quando scoppia la guerra!”
    Correre, correre. Involversi il più rapidamente possibile.

    Mia Hoffmann
    (ti abbraccio Raz)

  2. Basteth ha detto:

    Raz,
    mi sei mancato da morire.
    Grazie per essere passato.

  3. Basteth ha detto:

    P.S.: ci metterei anche gli wasp, però.

  4. tollina ha detto:

    perchè tu non ti sei già comprato la tua maschera antigas personale?????

    pensa quando non ci saranno più nemmeno i pipistrelli…me ne devo andare di qua…

  5. anonimo ha detto:

    Dài, sia Rolling Stones che Who, però riconoscendo che gli Who sono immensi. Andresti d’accordo con Morozzi, eh.
    Vabe’ Raz, così al volo continuo a dire che c’è qualcosa di vivo e di molto bello in quello che scrivi.
    Ehi ma è vero che è uscito un libro nuovo di Moresco, di quelli che lui chiama “piccoli libri”? Sai che mi è venuto in mente un sacco guardando gli affresci di Giotto a Assisi: si vedono quelle immagini/finestre su un mondo di realtà e sogno. E’ una cosa nobile, molto umana creare immagini così (e scrivere così). Chissà se a quei tempi spaventavano la gente semplice, gli esseroni volanti che si aggiravano tra uomini e case, e i raggi della fede che tagliuzzavano il cielo, i dialoghi con gli animali, la vita e la morte? Boh, a vederli ora hanno il segno di una grande gentilezza.
    Salutoni Raz
    andrea barbieri

  6. razgul ha detto:

    No, Andrea, per Morozzi non sarei abbastanza springsteeniano… E poi io sono cresciuto a pane e Pink Floyd :)

    Il “piccolo libro” di cui parli sta per uscire… L’hai letto sull’espresso?

    Io ricordo che fui preso da una specie di stupore e beatitudine, tanti anni fa ad Assisi, davanti a Giotto. Una delle poche volte in cui mi sono davvero commosso di fronte alla pittura (forse perché non mi trovavo in un museo).
    Me ne ricordo particolarmente anche perché pochi mesi dopo ci fu il terremoto. E mi ricordo che quando sentii la notizia al giornale radio – prima che si sapesse che gli affreschi se l’erano cavata – mi venne un magone devastante. Mi ero immaginato tutto il ciclo di Francesco in briciole sul pavimento.

    A me capita di chiedermi la stessa cosa quando leggo – chessò – Erodoto: storie di stragi immani e catastrofi e tragedie, eppure a leggere ora quelle pagine provo un insopprimibile senso di leggerezza.

    Grazie per il complimento.

  7. razgul ha detto:

    Tollina:
    no, ho solo la macherina e gli occhiali da piscina che ho usato al G8 (già quella volta con scarsissimi risultati…)

  8. anonimo ha detto:

    Sul “piccolo libro” ho trovato la notizia sul forum di Fernandel: “Ed. Effigie “Zio Demostene”, storia di un giovane ribelle e anarchico ai tempi del fascismo ricostruita dal casellario dei sorvegliati politici.”
    Ma dal sito di librialice.it non risulta, forse perché non è ancora uscito.

    La pittura può essere una roba elegante, ma può essere anche uno schiaffone e muovere un sacco di pensiero, come la letteratura. Certi autori se ne vanno per i fatti loro rispetto al resto della produzione. Non sono nemmeno maestri, sono persone che sentono le cose con una forza straordinaria e lo esprimono come sanno, con le immagini. Naturalmente a quei livelli il tempo non conta più, e Giotto, Piero della Francesca, Beato Angelico, per esempio, contengono benissimo i linguaggi contemporanei.
    a.b.

  9. pistorius ha detto:

    Forse è un OT ma questo post mi ha fatto scattare questa riflessione, che da tempo rimuginavo:
    Le vacanze sono finite per quasi tutti ormai. E ora… inizio ad invitare a riflettere sull’impegno che si potrebbe dare, come bloggers, per incidere sulla nostra società: siamo in una fase critica e fra una decina di mesi ci saranno le elezioni.
    Io credo occorra chiedersi fin da ora quale contributo possiamo dare per non essere degli spettatori passivi in un momento di grave pericolo. quale potrebbe essere la nostra responsabilità? quali gli strumenti a nostra disposizione?
    Lorenz

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...