Svegliarsi nel terrore

Cosa cazzo stai dicendo? “L’11 settembre 2001 l’Occidente è entrato in un incubo”? Che sciocchezza. È proprio il contrario, si è trattato di un risveglio, e piuttosto brusco, persino atroce. Come quando un rumore secco di bottiglia in frantumi ci strappa di colpo alla risacca della fase REM e ci risospinge nella luce.

Ci si è svegliati per scoprire che si è altrettanto vulnerabili dei contadini rwandesi o dei piccoli commercianti al dettaglio di Srebrenica, dei camerieri balinesi o dei passanti casuali di Islamabad. Che viviamo in luoghi non invulnerabili. Che anche la nostra quotidianità è precaria. Che potremmo ad un tratto, in qualsiasi momento, uscire dalla storia e dalla vita per entrare – fugacemente – nel tg edizione straordinaria.

Quando ci si sveglia così, di colpo, è spaventoso quasi come quando si è stati partoriti. Sbarriamo gli occhi, ma la vista che si gode sulla realtà è davvero troppo orribile. Perciò più di tutto vorremmo rimetterci immediatamente a dormire. Perdere coscienza è sempre la strategia migliore, quando l’orrore è tutt’intorno a te.

Non si può certo dire peraltro che non ci vengano forniti tutti i possibili mezzi di narcosi. Ce n’è davvero per tutti i gusti, e soprattutto per ogni reddito e categoria culturale. Dallo sballo vegetale/sintetico dei ravers antiproibizionisti alla banalissima ma letale televisione. Dalla libidine merceologica al prodotto religioso. Dal cibo agli psicofarmaci.

Qwerty ha xy anni, gli occhi verdi e vive in una gabbia dalla nascita, ma è stato cresciuto in modo che fosse strutturalmente privo della capacità di percepire la propria condizione di recluso. Di fronte alle crepe che le bombe hanno aperto lungo le pareti, ha reagito con uno smarrimento prossimo allo stato di shock, ma oltre non può più andare, perché non possiede alcuno strumento che lo aiuti a comprendere meglio e più in profondo.

In altre parole, Qwerty può percepire il crollo dell’illusione, ma non riesce a decifrare la realtà dietro le macerie.

Hyxkwj, leone ascendente cancro, vive in uno stato di narcolessia e attraversa l’insensatezza della storia come un’idiota perfettamente incosciente (ma a pensarci bene cos’ha di tanto più vantaggioso farlo con cognizione di causa?). Così che, se qualche umano appena più disinibito e meno ironico di lei decide di farla esplodere – per scelta casuale o in quanto figlia di Israele o simbolo dell’ateismo e della corruzione morale – il terrore interviene a colmarle le vene senza che vi sia altro. Le è impossibile capire cosa succede e perché.

Il botto ha svegliato Zxcvbn di soprassalto; seduto con la testa ciondolante sul sedile riservato agli invalidi, ha spalancato gli occhi bovini, le mani gli si sono contratte intorno a un penoso quotidiano gratuito (sulla prima: “Italiani sempre più obesi” e “Valentino Rossi un altro trionfo”) – o forse era l’ultimo bestseller del cazzo, anabolizzato da D’Orrico sul Corriere Magazine. L’evento è insopportabile e illeggibile. Zxcvbn è giustamente terrorizzato.

Meglio dunque richiudere gli occhi, obbedire a chi se ne intende più di Qwerty, Hyxkwj e Zxcvbn, a chi si occupa di loro e al posto loro. Meglio credere – come viene detto di fare – che si è laggiù per una causa giusta e per una missione di pace. Se poi per disdetta gli eventi rendessero necessario dichiarare quassù lo stato di guerra, sarebbe tutta colpa della civiltà crudele e inferiore che ci ha giurato odio eterno senz’altro motivo che il cieco fanatismo e una propensione genetica alla barbarie.

In ogni caso è fondamentale che si rimanga assenti a noi stessi.
Evitare di pensarsi. Continuare a restare fuori di sé e dentro il cerchio. Essere macchine desideranti in balia di Altro.

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6 risposte a Svegliarsi nel terrore

  1. anonimo ha detto:

    Ho visto un documentario, qualche giorno fa:”Tv: costruttrice di realtà”. Vivaldi a sottofondo, il fungo atomico e i piedi sulla luna,la foto in bianco e nero di moro, il campionato, bin laden a gambe incrociate, i giornalisti finiti, quelli finti, quelli tornati, il fumo delle torri, i sorrisi di due coglioni scesi dall’aereo, i passamontagna di genova, gli spari, l’ultima notizia,le due simone, la testa mozzata E la telecamera, l’uscita del papa, le teste mozzate dAlla telecamera, il terrore dall’alto, l’orrore a distanza.
    Ma manca sempre il terrore sentito tra le mine vere, l’orrore visto dal basso, la diretta non filtrata dall’occhio, quella toccata con la pelle.

    Poi Vivaldi s’interrompe , sullo schermo nero una frase:“se avete preso per buone le verità della televisione, anche se allora vi siete assolti, siete lo stesso coinvolti”

    farbizio de andré
    1973

  2. anonimo ha detto:

    risulto sempre senza nome ,nelle ultime settimane.ma sono msole.
    aggiungo un abbraccio, frère

  3. anonimo ha detto:

    “In ogni caso è fondamentale che si rimanga assenti a noi stessi.
    Evitare di pensarsi. Continuare a restare fuori di sé e dentro il cerchio. Essere macchine desideranti in balia di Altro.”

    Sergio, a me pare che bisognerebbe inventarsi una forma di scrittura per far capire le cose che scrivi sopra. Non so, mi vengono in mente i reportage di Pascale che non dicono un cavolo di niente su niente di cruciale (mia personale opinione forse esasperata). Eppure quel tipo di pezzo, anche un po’ narrativo ma comunque sempre ancoratissimo alla realtà, direi che nelle tue mani Sergio potrebbe essere un’altra cosa. Ma magari è il mio trip quotidiano. Però te lo volevo dire.
    ciao
    andrea barbieri

  4. trenofuoriorario ha detto:

    metti che domattina carico la bici di valigie (piccole e grandi ne ho parecchie con vari buchi e cerniere rotte che uso come succursale dell’armadio), me le porto alla stazione, le dissemino tra i vari binari, le lascio incustodite e salgo sul treno per Livorno.
    Mi porto la Gazzetta e Tutto Sport e dichiaro Guerra alla civiltà occidentale…bhe, forse mi arrestano prima che io riesca a salire sul treno: ieri due tipi volevano gettare dal finestrino la valigia lasciata da un ragazzo senegalese che, a loro avviso, se ne era andato. Per fortuna è tornato dopo poco con un compagno che saliva ad un’altra stazione. Qualche tempo fa, se andavi in bagno e lasciavi sul sedile la borsa piena di mutande sporche e calzini puzzolenti, 99 su 100 tornavi e la trovavi lì che ti aspettava oggi rischi di trovare solo il finestrino aperto e, al limite, vedere la sua scia…(tfo)

  5. razgul ha detto:

    Andrea, scusa la mia ignoranza, a chi/cosa esattamente ti riferisci?

  6. Cordless ha detto:

    Questo pezzo è bellissimo, spietato, poetico.

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