Piccoli finali in ritardo, rabbie, spettacolini, voci, pompini e prove
 
Verso la fine di maggio, dopo una certa spiacevole faccenda di minacce e querele (di cui qualcuno forse serberà sgradito ricordo), avevo deciso di chiudere questo blog e avevo scritto una specie di messaggio di commiato. Avevo pensato di pubblicarlo il giorno del mio compleanno, il 18 giugno, ma quel giorno mi sono distratto, ho festeggiato e ho alzato un po’ il gomito. La data è passata e piano piano ho lasciato cadere quel mio santo proposito.
In quel commiato dicevo così:
“Per una minuscola battaglia etica di dignità e verità, quanto sudiciume ne è venuto fuori! Ho visto gente alzare la voce e perderla all’improvviso, salvo poi dire, nel calore confortevole dei titoli di coda, ‘Sei grande, ti linko’. Ho sentito dire va bene combattere contro i mulini a vento, ma contro il vento è una sciocchezza, ci sono cose ben più importanti, a che pro andare di spada su una bagattella? Ho visto equilibrismi verbali degni del miglior Oulipo. Detto en passant, l’Oulipo mi ha sempre fatto cagare.
Mi hanno persino tacciato di codardia, ‘di aver lanciato la fionda per poi nasconderla’ (viene da ridere, detto da uno che disabilita i commenti al post in questione ‘per evitare eventuali problemi’). Mi hanno – questo è veramente il massimo – sospettato di aver montato una bufala.
Volete i link, i nomi? No, mi sono rotto di fare pubblicità gratuita a queste merde”.
Come si vede, ero molto arrabbiato. In un certo senso lo sono ancora. Ma con più distacco.
 
In verità, dopo due anni e passa di vita in rete, mi ero profondamente rotto i coglioni di tutto questo gioco narcisista di piccolo cabotaggio. Pensavo alla mia vecchia, vera passione – la scrittura – e a quanto ne uscisse in realtà immiserita, passando dall’intimità appartata di un tempo alla visibilità effimera e dispersiva del blog.
I “blog”. Di cosa si sta parlando, in definitiva? Si vive immersi nella brodaglia virtuale della Rete, nascosti dietro pixel e nicknames, eppure la carne resta: su ogni tasto schiacciato si posa un polpastrello, sulla seggiola davanti allo schermo è seduto un culo. Perciò le azioni e le reazioni restano carnali, umane. Viltà, violenza, onestà, bontà d’animo… Non è un altro mondo, non è un’altra dimensione. Si è stronzi e angelici nella stessa misura, nella stessa percentuale.
Nell’immaterialità fasulla della Rete si finisce per credere che nulla sia tangibile e che nulla possa toccare veramente. Che niente possa forare la pelle, in questo villaggio-Potemkin a immagine e somiglianza del mondo reale, dove perciò non mancano le jeunes-filles, il lumpenproletariat, le celebrità da operetta, les bourgeois épatés e quelli épatants, i fascisti, i filosofi terzisti, le elitine patetiche e i milieu fintoculturali. Dove – così ci si racconta, perché l’illusione si avveri o meglio per avere l’illusione che l’illusione sia vera – la libertà è totale e ci si trasforma facilmente in eroi dell’intransigenza, dark ladies e poeti maledetti. Salvo poi precipitare in un panico primordiale non appena la vita reale fa irruzione.
Tutto ciò è ridicolo.
 
Ci sono altre possibilità. Esistono voci lievi, spiritose, garbate, voci personali e sincere. Esistono infine voci così intense e vibranti – con tutto il loro coraggio di mettere a nudo il dolore e la loro assoluta mancanza di finzione – da sconfinare ben oltre i limiti del blog: sono qualcos’altro, non c’entrano più niente con lo spettacolino.
Un’altra possibilità ancora sta nel tentare una via diversa, più rigorosa di quella che ho seguito finora. Che la faccia finita con ogni fatuo diarismo, con ogni narcisismo. Che al limite si riduca a una semplice bacheca, piuttosto che continuare a vellicarsi autoreferenzialmente in una puerile esibizione promozionale del proprio Ego con contorno di pompini a vicenda nello spazio commenti.
In ogni caso, da qui in poi, proseguire con i piedi ben piantati sull’asfalto concreto delle città di mattoni.
Essere una piccola voce di testimonianza e di lotta.
Ci provo.
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15 risposte a

  1. ArabianPhoenix ha detto:

    bentornato…

  2. anonimo ha detto:

    felicissima che hai festeggiato e alzato il gomito! altrimenti, forse non avrei potuto dire: bentornato!
    annalisa

  3. alderano ha detto:

    Come si conviene, è sul vino che si rinasce. Felice di risentire la tua voce.
    E’ quello che ho detto dall’inizio, il mio blog è un tazebao. Poi però è mutato, ha preso pieghe diverse, a seconda delle inflessioni recepite, fino a sconfinare, talvolta, in forme diaristiche. Ma i diari, spesso, possono dire solo apparentemente di sé – e dicono del mondo, in verità.
    Farla finita col narcisismo – è davvero possibile? Io non lo credo. In fondo, Scarpa postula l’esibizionismo alla base dell’attività scritturale. E questo, credo, significa non denegare una componente naturale – riconoscerla per saperla gestire.
    In fondo son tutti ‘discorsi’, come si dice dalle mie parti, ed è già tanto se se ne esce un pochino accresciuti, arricchiti. E riportare i discorsi alla carne, come dici tu, è un principio d’arricchimento.

  4. anonimo ha detto:

    Bello risentirti, avevo paura di dover fare lo psicopompo, invece ti posso dire pompinescamente che la tua scrittura è bella e dovresti tirarla fuori, come ho già detto da altre parti.
    ciao, stai bene,
    andrea

  5. anonimo ha detto:

    Felice di leggerti ancora.
    Davvero.

    a.

  6. anonimo ha detto:

    in altre parole, inarreso. felice di ritrovarti. p

  7. militante ha detto:

    ok! giuro che non dirò mai più che questo blog ed il suo tenutario mi piacciono.

  8. militante ha detto:

    però che mi fa piacere che tu sia tornato posso dirlo senza rischiare di farti un pompino virtuale? ;-)

  9. mata63 ha detto:

    Razgùl caro, sei tornato, che bello!!! Sono felice di rileggerti e niente pompini virtuali… io mi cimento solo dal vivo. :o)
    Un bacione graaaaaaande. M.

  10. pistorius ha detto:

    In buona sostanza non c’ho capito un cazzo, ma va bene così: con questa storia di smetterla di esibire puerilmente e promozionalmente il proprio ego con contorno di commentatori pompin(n)eggianti ti sei garantito per il futuro una buona dose di insulti, a buon rendere.
    lorenz

  11. Sear ha detto:

    Credo di essermi perso quelle 15/20 puntate almeno.
    Però tutto è bene ciò che finisce bene e non è bello ciò ch’è bello ma chebellochebellochebello!
    Voglio dire, in dialetto manicomiense stretto, che sono contento del tuo ritorno. E che (sì, evviva i pompini in rete!), aldilà di una condivisione diffusa delle idee espresse, mi piace leggere i tuoi post anche come piacere della lettura fine a se stesso. Quando ciò ch’è scritto è scritto bene insomma…
    A buon intenditor poche parole e non esistono più le mezze stagioni (e il guaio è che si tratta di una verità assoluta!).
    Si capisce qualcosa? Spero di no, altrimenti ‘sto commento è inutile.
    Cià.
    :)

  12. anonimo ha detto:

    Sergio,condivido ogni tua parola, la sento pulsare forte .
    E tra le cento che potrei, ne sottolineo una manciata in particolare che ,tu ricorderai, in quei giorni e in altri tentavo anch’io di rimarcare quà e là -forse a voce troppo bassa- “Non è un altro mondo, non è un’altra dimensione. Si è stronzi e angelici nella stessa misura, nella stessa percentuale”.

    Per questo,non solo il tuo ritorno rende felice, ma anche quel piccolo ma decis(iv)o, radicale cambiamento che richiama alla sinistra del foglio (ma l’ho notato solo io, caspita? sorrido):
    Le “favorite things”, che da oggetti anonimi prendono carne e posizione, si danno un peso,si assumono una responsabilità:le piattaforme tornano ad essere luoghi. E i murales, finalmente, ciò che in verità sono: “Persone”.

  13. trenofuoriorario ha detto:

    EVVAI!!!
    (…lottare contro il vento!: una delle cose più belle che si possano fare…sai che ti dico?: era ora che tornassi! TFO)

  14. anonimo ha detto:

    Mazzarola, Sergio sul forum di Fernandel mi sono beccato del “servo sciocco di Moresco” a difendere lo Sbrego dalle solite tre righe liquidatorie che spettano a chiunque tenti qualcosa di nuovo. Non è proprio contemplato che si possa parlare bene di un libro per convinzione e non per avere qualcosa in cambio. Che due palle.
    andrea barbieri

  15. razgul ha detto:

    A tutt* grazie per il ‘bentornato’. Presto ve ne pentirete… ;-)

    Alderano: vedrò di tentare l’impossibile, dunque, comunque resto convinto (per ora) che narcisismo e realizzazione di sé, esibizionismo ed espressione di sé attraverso siano due cose non esattamente coincidenti.

    Pistorius: accidenti, il tuo commento suona quasi minaccioso!

    Mi compiaccio che tu abbia notato i lievi ma sostanzialicambiamenti dei link, soeur…

    A.B.: sono convinto che i thread nei forum e in coda ai post nei blog letterari siano la cosa più infima di questo mondo. Dopo Bush, Blair e Bin Laden. E che a un certo punto sia persino avvilente entrare in comunicazione con i parassiti che ci vegetano, pieni di acredine e capaci solo di piccole cattiverie da vermi.

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