L’impero del caos #1

“[Dopo la fine del bipolarismo] la guerra non è più una violenza di stato indirizzata verso l’esterno, chiaramente distinta dall’azione di polizia, diretta verso l’interno. Le recenti spedizioni statunitensi, infatti, si presentano come operazioni di polizia e giustizia, ma nello stesso tempi violano patentemente il diritto internazionale e praticano, secondo le definizioni Onu, il crimine di guerra. Tali operazioni rivendicano uno stauto hors la loi.
L’elemento di novità che emerge dai recenti conflitti in Afghanistan e Iraq è che gli Stati Uniti sono tornati a una modalità di spedizione militare assimilabile a quella coloniale, con occupazione permanente del terreno conquistato. Tuttavia queste spedizioni sono produttrici di un’ulteriore situazione di caos della quale è difficile immaginare la fine, poiché gli obiettivi dell’impegno militare, al di fuori della distruzione dei regimi tirannici dei talebani e di Saddam Hussein, non sono stati definiti né all’inizio né alla fine del conflitto. All’inizio, l’obiettivo svanisce nei fumi delle menzogne manipolatorie volte a confondere l’opinione pubblica degli Stati Uniti e dei paesi alleati, messi di fronte all’alternativa: accettare supinamente i discorsi della propaganda o passare per antiamericani. Alla fine del conflitto, l’obiettivo svanisce nell’euforia della vittoria senza combattimento e senza resa dei nemici. A dominare sul terreno restano così l’incompetenza coloniale e l’incoerenza dei nuoi conquistatori, divisi fra la preminenza dell’apparato militare, inadatto ai compiti dell’occupazione coloniale e la prepotenza del militarismo civile, che intende regolare ogni questione a partire dalle direttive della Casa bianca, in violazione dei precetti di Sun Tzu.
Con l’arrivo della guerra ‘sfumata’, i servi e gli infedeli hanno diritto alle ricompense, al perdono o alla punizione dell’impero.”
(Alain Joxe, L’impero del caos, Sansoni 2003, pp. 17-18)
 

Alain Joxe (1931) è il maggiore esperto non militare francese di studi strategici, materia di cui per trent’anni è stato directeur d’études all’École des Hautes Études en Sciences Sociales. È presidente del Cirpes (Centre Interdisciplinaire de Recherche sur la Paix et d’Études Stratégiques).

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3 risposte a

  1. Misiu ha detto:

    dzekuje i na razie

  2. valeska ha detto:

    un bacio, raz!!!

  3. trenofuoriorario ha detto:

    …hai sentore di cariche elettromagnetiche in giro???
    (trenofuoriorario)

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