Tu e la tua mistica dell’attesa
coglione porco infame
tutta sfrangiata è l’attesa
come la bocca di un cicognato
e ti sbecca i denti l’attesa
quando il telefono non suona
e il futuro spruzza idrocarburi –
spalanchi i buchi e mordi cheratina
quando l’attesa si allunga
allora ti voglio vedere stronzo
di dolore le dita fradicie
cencioso l’incarnato.
La zappa in mano a un dio del cazzo
hai giusto il tempo di dire
Il cielo è blu stasera.

***

E quando arriverà l’arcangelo Sofia
carne soda La tua attesa è finita
avrai paura tremerai.
Sarà all’alba cagliata.
(Poi)
un altro sole si leva
gli operai al Palazzo d’Inverno.
Morirai t’interreranno
ogni cosa farà a meno di te.

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15 risposte a

  1. saltino ha detto:

    Il gelo ti fa bene, complimenti!!

  2. GabiMarian ha detto:

    Una buon prodotto artigianale.
    Blok come cagliata.

  3. farolit ha detto:

    mmazza, non c’è mai scampo!
    Lo dico sempre io, il freddo fa male… ai nervi, all’anima, impessimisce …:-)
    Coraggio amico mio, coraggio…

  4. alderano ha detto:

    giusto il tempo di dire : il tempo è giusto per dire :: il kairos – quando null’altro si può se non vedere chiaramente, il blu del cielo, la sua notte.

  5. anonimo ha detto:

    ehi fratello
    ti sento aggressivo
    e questo mi piace
    la rabbia fa bene
    ogni tanto
    con misura
    e poesia

    ti bacio lieve dolce/incazzato fratello
    un soffio di vento
    tra i tuoi capelli

    Iuna

  6. mata63 ha detto:

    Razgul, mai come questa volta avrei voluto usare le tue stesse parole… Un bacio. M.

  7. yorke ha detto:

    tu le mordi le parole.

  8. sestoempirico ha detto:

    Di quale attesa parli?

  9. pistorius ha detto:

    “ogni cosa farà a meno di te”
    io invece penso che ogni cosa è in noi e noi siamo in ogni cosa… le nostre polveri non si dissolveranno nel nulla, torneranno nel ciclo della natura (delle rinascite?) attraverso la madre terra, di cui noi siamo parte e da cui noi siamo partoriti.
    Lorenz

  10. razgul ha detto:

    Sesto, per rispondere alla tua domanda mi ci vorrebbe altro che un semplice commento. Diciamo che da anni è un tema così presente nelle mie riflessioni, che potrei aprire un blog, chiamarlo “meditaresullattesa” e avere scorta di post almeno per i due anni successivi (la verità è che sono uno scribacchino logorroico, anche se ultuimamente su Tunga! non si direbbe).
    Faccio così: per brevità ti riporto un passo di Tolstoj che esprime in un certo senso qualcosa di molto simile, e mi riservo di scriverne ancora a breve, qui.
    La citazione è da Guerra e pace:
    “Il suo amore per la Rostova, l’Anticristo, l’invasione di Napoleone, la cometa, il 666, le empereur Napoléon e l’Russe Besuhof, erano – tutti quanti insieme – qualcosa che doveva maturare, scoppiare, sottrarlo al cerchio incantato di quel mondo insulso e meschino delle abitudini moscovite di cui si sentiva prigioniero, e spingerlo verso una grande impresa, verso la felicità”.

  11. razgul ha detto:

    Pistorius, io vorrei tanto poter “sentire” questo tipo di religiosità per così dire “naturale”, che mi sembra molto più animalescamente bella e sensata. Purtroppo non basta desiderare qualcosa perchè si avveri. Sono stato educato nella fede cattolica, fin da bambino ciò ha strutturato la mia coscienza religiosa in un senso fortemente escatologico.
    Venuta meno con il tempo l’idea di Dio, resta l’atroce pensiero che con la morte la coscienza individuale scompare per sempre. So bene che molti saggi non considerano affatto atroce questa eventualità (del resto gli antichi ebrei pensavano più o meno la stessa cosa). Io invece “sento” che per me lo è.
    La Madre Terra è nostra madre, certo. Ma non ci parla chiamandoci per nome, né ci accarezzerà i capelli quando saremo morti e tornati in lei.
    Purtroppo non credo – non riesco a credere – all’Anima Mundi, non credo al ciclo delle rinascite (per altro, se anche fosse, non conservando alcuna memoria delle vite precedenti sarebbe esattamente la stessa cosa). E siccome sono un moderno, non ho più le palle di un Lucrezio o di un Marco Aurelio.
    E forse la cosa in cui mi rispecchio di più è l’ateismo angosciato (e non rassegnato) del Qohelet.

  12. aitan ha detto:

    benvenuta vemenza
    (che non si stemperi nelle parole)

  13. omicu ha detto:

    Il tuo commento chiarificatore mi induce a pensare che abbiamo molte cose in comune. Anche l’educazione familiare cattolica (non andata a buon fine…)

    Il militante

  14. mariannaborella ha detto:

     & ciao, non so come stai…ma vorrei che ogni tanto passassi…ogni tanto…

  15. cristhina ha detto:

    ciao interessante lo leggero
    questo blog

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