Il video di Giuliana Sgrena è così gratuitamente sadico – il fatto di costringerla a dire cose che lei stessa pensa, per esempio, è un paradosso atroce, da mente bacata – che, a dispetto di tutto l’ottimismo governativo, io provo una sensazione bruttissima. Spero di sbagliarmi.

Sabato a Roma non potrò esserci. Sarà la prima volta, dall’inizio della mobilitazione contro la guerra, che mancherò. Mi spiace.
Se c’è qualcosa di cui avrei immediato bisogno, è proprio un ritorno di mobilitazione collettiva – innanzitutto a livello psichico, e poi, coerentemente, con tutto il corpo.
 

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7 risposte a

  1. baader ha detto:

    condivido il tuo giudizio sul video,e ti riporto la vignetta di vauro che avalla il tuo pensiero,più che condivisibile.

  2. sisternet ha detto:

    condivido la sensazione di stranezza e di paura. non dico altro. sabato scenderò in piazza con le donne in nero.

  3. trenofuoriorario ha detto:

    sarà che non ho la tv, sarà che leggere, immaginare, guardare foto stampate di scene immobili, ascoltare alla radio interventi di questo e quest’altro personaggio chiamato a parlare, partecipare a dibattiti e discussioni, guardare documentari seduti in una casa del popolo o in un centro autogestito non fa lo stesso effetto che fa invece l’ascoltare una voce che implora, che supplica, che ripete un appello forzato…sarà che mi sembrano passati anni luce dalle manifestazioni fatte a suon di musica e di tamburi, con la voglia di ballare per tutto il corso della manifestazione, con la gioia di pensare che esiste una “forza mondiale”, che siamo tanti, che siamo uniti, che le cose non possono andare così…sarà che poi cala il silenzio e ti trovi un pomeriggio a guardare la bandiera appesa al fico nel giardino e senti salire il pianto e la rabbia…e tutta la tua lucidità, tutto ciò che ti sembra normale in realtà è normale per te ma non per chi governa la tua vita…eppure non voglio diventare un foglio nero, non voglio chiudere gli occhi ed accettare che le cose vadano così…e allora perchè non riesco a crederci, non riesco a credere al valore di manifestare ora, di scendere in piazza tra due giorni e manifestare e provo un senso di vuoto, un senso di vuoto immenso mi sento davanti ad una tomba mentre si murano i mattoni e tu trattieni le lacrime e tuo padre ti accarezza una spalla e ti dice:”domani torniamo a trovarlo”…domani torniamo a trovarlo ma per me è finito tutto oggi
    (tfo)

  4. nike ha detto:

    provo anche io il desiderio, forte, di condividere, di urlare, di marciare! la nostra è una città senza voce, e la cosa mi fa incazzare. non mi interessa cercare un punto di incontro con chi la pensa in maniera diversa. ho troppa rabbia. No a questa guerra. No a tutte le guerre. No al rifinanziamento della missione. Vorrei urlare in faccia a quelli che sostengono che “non bisogna cedere ai ricatti”. vorrei urlare in faccia a chi, guradando la foto della Sgrena in piazza del Duomo dice “doveva aspettarselo. doveva restare a casa”…

  5. razgul ha detto:

    Se dovessi dare libero sfogo alla rabbia che mi viene dalla sensazione di impotenza e sconforto… Be’, proverei ben altri impulsi che non l’urlare in faccia ai benpensanti.
    Se dovessi dare ascolto al sentimento, mi piacerebbe sparare nel culo a tanta di quella gente…
    Perciò cerchiamo di ragionare e – intanto – di aderire bene con le spalle al muro: che è la posizione di chi, inerme, non ha più nulla da perdere e non può quindi fare altro che andare in avanti.

  6. aitan ha detto:

    Condivido le tue preoccupazioni. Ma spero con tutto la testa e il cuore che siamo solo delle cattive cassandre.
    E intanto provo ad abbracciare le 15 tesi di Evangelisti, soprattutto la XIV: dissociarsi dalla macchina di morte allestita dal governo degli Stati Uniti e dai suoi complici, visto che a due anni dall’invasione seguita a generare sempre maggiori lutti e divisioni. Soluzioni in chiave anticoloniale per restituire l’Iraq agli iracheni, e le ricchezze oggi rubate ai loro proprietari, potranno essere pensate solo dopo che gli Usa avranno manifestato la volontà netta di riparare il “vulnus” inflitto a un popolo, a una regione del mondo, al concetto stesso di democrazia nel senso etimologico del termine.

  7. omicu ha detto:

    Ho letto le tesi di Evangelisti che hai linkato e nel leggerle, nella loro semplicità e chiarezza, ho ritrovato le ragioni del mio dichiararmi comunista (e più genericamente di sinistra). Purtroppo la sinistra è lontana dall’aderire pienamente a queste tesi e il rischio che io faccia mie le dichiarazioni in calce alle tesi è forte…

    Il militante
    Il militante

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