12.

 

Morto un indiziato, se ne fa un altro. Pietro Valpreda, 37 anni, ballerino, anarchico. Lo fabbricano a Roma nella giornata del 15. Nella notte a Milano suicidano Pinelli. La polizia ha bisogno di fare in fretta, deve buttare in pasto alla stampa e all’opinione pubblica un colpevole perché la storia di Pinelli finisca nel dimenticatoio.

Il 16 dicembre il telegiornale apre con la clamorosa notizia. In collegamento dalla questura di Milano, un giovane giornalista rai dall’aspetto stranamente unto annuncia: arrestato il mostro della strage di Piazza Fontana, è un anarchico, si chiama Pietro Valpreda.

Pietro Valpreda, 37 anni, ballerino, anarchico.

Il giornalista viscido che in spregio a ogni decenza sbatte il mostro in faccia al Paese farà carriera. Si chiama Bruno Vespa.

 

13.

 

In quei giorni convulsi il presidente della Camera dei deputati, l’onorevole Sandro Pertini, si reca a Milano. Incontra le autorità, gli inquirenti. Incontra anche il questore di Milano. Il dottor Guida, per l’appunto. L’unico a cui Pertini rifiuta di stringere la mano è proprio lui, il Guida. I due si conoscono bene, anche se non si sono mai scambiati dei libri in regalo. Nel 1942 entrambi si trovavano nel penitenziario dell’isola di Ventotene. Sandro Pertini in qualità di detenuto, il dottor Marcello Guida – fedelissimo sostenitore di Mussolini e funzionario zelante fino alla crudeltà – in qualità di direttore del carcere.

 

Non è il solo episodio luminoso nel suo curriculum vitae.

Nel 1943, una volta lasciata Ventotene, il dottor Guida era stato – per breve tempo, grazie a dio, ché si era alla vigilia della caduta del regime – direttore del campo di concentramento di Farfa, in Sabina.

 

Negli anni Settanta Guida viene promosso (come del resto tutti gli agenti presenti nella stanza della questura alla morte di Pinelli). Terminerà la sua brillante carriera come alto funzionario del Viminale.

 

La fine di Calabresi è nota. Le conseguenze della sua morte sono pura attualità (ci mediti sopra chi pensa che queste storie di trentacinque anni fa appartengano ormai al passato remoto).

 

L’ex campo di concentramento di Farfa è oggi un deposito di auto dismesse e di divise della polizia.

 

Pietro Valpreda viene scarcerato il 29 dicembre 1972. Si è fatto tre anni di galera e una nomea di mostro. La sentenza definitiva di assoluzione arriverà per lui solo nel 1985.

 

L’ultimo libro di Bruno Vespa lo si trova abbondantemente pubblicizzato in ogni libreria d’Italia. È un’ottima strenna natalizia, in alternativa o in coppia con la memorabile trilogia di Oriana Fallaci. S’intitola Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi. Visto l’accostamento assolutamente non casuale dei due grandi statisti, ci auguriamo per il secondo una fine altrettanto gloriosa di quella del primo.

 

Nel marzo 2004 la Corte d’Appello ha assolto per insufficienza di prove i neofascisti Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi, che la sentenza di primo grado aveva individuato come gli esecutori materiali dell’attentato.

 

Al signor Angelo Scaglia la città di Abbiategrasso ha dedicato una via. In periferia, verso lo stadio comunale.

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7 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    mi toccherà trovare un po’ di tempo per fermarmi a leggerti per bene. ma tu intanto illuminami in musica.
    maqui.

  2. omicu ha detto:

    Ciao Raz!
    Apprezzo molto il tuo impegno nel fare un po’ di controinformazione…

    Il militante

  3. mariannaborella ha detto:

    anche il romanesco non è male
    ciao

  4. anonimo ha detto:

    Sabato 18 DICEMBRE 2004 ore 15 sala del camino, comune di Abbiategrasso “la strage di Piazza Fontana/la città non dimentica.
    Organizzato dal Comune e dall’ANPI, verrà consegnata una targa ai famigliari del Signor Angelo Scaglia.
    Mai dimenticare

  5. razgul ha detto:

    Era ora, direi.

  6. alderano ha detto:

    non sapevo del passato di guida. esemplare, direi.

  7. razgul ha detto:

    Un vero porco. Con rispetto dei porci.

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