Vedete, io sto male a fasi alterne, tra picchi euforici malsani e cadute a precipizio. Fondamentalmente è sempre andata così, devo avere qualche piccolo scompenso chimico. D’altra parte credo che senza i miei squilibri e senza depressione non sarei più un bel ragazzo smagliante e un po’ cagacazzo. Gli amici non mi riconoscerebbero più, i parenti si preoccuperebbero, i vicini si getterebbero in ginocchio incrociandomi sul pianerottolo o davanti all’ascensore.
Ieri ho spento la radio e ho imparato a suonare “Gli anarchici noi siamo di Milano” con la chitarra.  Male, per la precisione, ma con un impeto che sicuramente i miei coinquilini avranno apprezzato.
per il resto sono nella merda fino al collo. Devo tradurre mezzo libro entro gennaio (e speriamo che sgancino la grana), partorire un capitolo di tesi per la stessa data (e finora non ho cagato nemmeno il titolo), fare una scheda libro dal russo entro una settimana – e il tutto devo conciliarlo con il lavoro di merda, che mi succhia energie, tempo e intelletto (con un unico pregio: essendo inquadrato come operaio, posso tesserarmi alla FIOM), e con il desiderio frustrato di terminare il mio romanzo.
Perciò perdonatemi se non vi rispondo prontamente. Ho veramente pochissimo tempo libero.
Questo per i cazzi miei.

Ma voi vi siete resi conto di quanto sta accadendo a Falluja? A me sembra pazzesco che la cosa stia passando praticamente inosservata – al di là dei prevedibili articoli critici sui giornali di sinistra. Come se fosse ormai ben al di qua del limite oltre il quale si scatenano la sensazione, lo sopettacolo, la retorica. Ma dio d’on Crist, un esercito straniero armato come in un film di fantascienza di Verhoeven assedia una città di 300.000 abitanti (dove si calcola che almeno un terzo della popolazione sia rimasto in città), la sottopone a bombardamenti giornalieri per settimane e infine parte all’assalto…
Io credo che, all’interno dell’enorme crimine dell’invasione irachena, l’attacco a Falluja costituisca a sua volta un momento epocale di svolta. Nonostante le fanfare degli americani e l’indifferenza di tutti gli altri. Abu Ghraib, la rivoluzione fascista statunitense e il martirio di Falluja: un trittico mostruoso segna il nostro definitivo sprofondamento morale.

Dove sono i pacifisti?, si chiede Vauro sul Manifesto, in una vignetta che ritrae una bandiera della pace strappata appesa a una finestra chiusa.
Mah. Io sono qui. Anche le compagne e i compagni che conosco sono qui, nessuno di loro a quanto mi risulta ha cambiato idea.
Forse ci si è persi d’animo. Chissà. Forse l’unico atto veramente etico consisterebbe nell’assediare a nostra volta i luoghi del potere, in ogni città – prefetture, caserme, municipi. E protrarre l’assedio con la forza fragile dei nostri corpi.

È pericoloso, e ci sarebbe da aver paura, questo è certo.

Un anno fa, l’attentato a Nassiriya. Vi ricordate la gioiosa esplosione di lutto, l’enorme potenza di fuoco dispiegata dai cannoni mediatici e dai tromboni di regime? Pareva d’essere tornati ai tempi dell’Abissinia. Tricolori, lacrimoni e mascelloni. Sono andato a rileggermi il lungo editoriale che avevo pubblicato su Nazione Indiana (e che era stato ripreso – perdonatemi questo piccolo atto di narcisismo – anche da Genna sui Miserabili). Be’, accidenti, non era affatto male. Ero furibondo, allora, ma di una furia eloquente. Caso mai voleste rileggere…

Alla prossima fortuna
rinascere odore, foglia
o anche solo – all’imbrunire
essere una luce lieve
ch sbatte le ali nel buio
e fa ridere gli occhi dolcemente.

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13 risposte a

  1. iuna ha detto:

    dove si sta andando?dove sono i pacifisti?
    anchio sono qui, ma la speranza di far qualcsoa è sempre più piccola.
    Ben tornato Serge,un bacio lieve sulla guancia

  2. anonimo ha detto:

    Ci siamo, ch’ui là. Vio

  3. TirNanOg ha detto:

    E’ bello ritrovarti…

  4. alderano ha detto:

    “…facciam sul seriooo
    l’esempio ce lo dan Bresci e Caseriooo…”

  5. razgul ha detto:

    “…con madama dinamite, panclastite e balistite farem la festa che ad ogni male taglierà la testa!”

  6. perlarara ha detto:

    La mia bandiera non me l’ha strappata ancora nessuno, ci mancherebbe. Mi sento sgomenta e lo sgomento mi lascia senza parole e con picccoli gesti. Mi sento pacifista nello “stretto”, in uno spazio sempre più ridotto.

  7. anonimo ha detto:

    Bellissimo post. L’incredulità e lo sgomento sul silenzio o sul rumore reso sordo per quello che sta succedendo a Falluja mi devasta, ogni giorno, ne parlo, mi dicono gli amici, sai sono in graduatoria, ma a Falluja, sai per natale vado a… ma gli americani stanno…e allora? l’hanno votato c’era da aspettarselo, prendiamo l’aperitivo. Questo accade attorno a me. Non so, attorno a voi.

  8. perlarara ha detto:

    Oh, Tunghino ignoro le lingue che non siano le mie(italiano e dialetto).
    Traducimi, ti prego, ciò che mi hai lasciato. Povera ignorante!!!
    La mia mente ha sempre rifiutato due cose: la matematica e le lingue…non ho mai capito perchè,ma è così.
    Il sole e la pioggia l’ho capito però…ed è vero…a volte c’è anche il vento come quello di questa notte, violento e determinato.
    Un bacio, Perla sotto un cielo spazzolato

  9. perlarara ha detto:

    Scusa tu. Non sei pirla, sono io che sono ignorante!
    Bello, ognuno cerca sempre il suo modo per essere libero, ognuno in modo proprio, autentico per sè.
    Ti ri-bacio, Perla

  10. faronascosto ha detto:

    Sei bravo Raz.
    Non mi piace fare complimenti a chi non conosco ma tu sei bravo. Oltre a tutto quello che fai (tradurre, lavorare, il dottorato, ecc…) riesci sempre a parlare di cose importanti in un modo diretto, incazzato, mai banale o superficiale.
    Il motivo per cui di solito non commento quello che scrivi? (ma leggo sempre, su questo puoi star sicuro) Mi sembra che non ci sia nulla da aggiungere alle tue parole, riesci a dar voce esattamente alle cose che provi …e che provo… in un modo molto più intelligente di quanto non riuscirei a fare io.
    Sei bravo Raz.

  11. aitan ha detto:

    Ma noi abbiamo forze unite
    Il pensier: la dinamite.
    […]
    Tra la forza ed il diritto
    E le frontiere
    Vogliamo unire tutte le bandiere.
    […]

    [La punteggiatura pacifista è mia]

  12. tollina ha detto:

    ci siamo? bo’ speriamo ma anche io a volte me lo chiedo.
    tu aiutami a ricordarmelo parlando cosi’..perche’ a volte mi sembra tutto inutile e non vorrei pensare cosi’.

  13. danderbit ha detto:

    La prima parte, i cazzi tuoi, ricorda molto la vita agra dell’anarchico Bianciardi.

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