LIMONARE COI MOSTRI

La Repubblica di lunedì riportava in prima pagina un lungo intervento di Henry Kissinger.
Subito sotto, un articolo di Giuliano Amato.
Casomai esistesse ancora qualcuno convinto che la Repubblica sia un giornale orientato a sinistra.

ELEGGERE I MOSTRI (1)

Mentre scrivo non so ancora chi tra i tre principali candidati alla Casa Bianca sarà incoronato imperatore. Se sarà George W. Bush, John F. Kerry o Osama B. Laden.
In attesa dei risultati (ammesso che – visto il precedente – si sappia qualcosa di certo prima del mese prossimo) mi limito a irritarmi equanimemente sia con gli apocalittici elettorali (coloro che vivono queste anabolizzate elezioni americane come l’Evento Epocale Esclusivo e con una trepidazione asservita che finisce per non cogliere minimamente tutto ciò che si cela di fianco, dietro, dentro, fuori e lontano da esso) sia con i terzisti lungimiranti (la cui lucida e circostanziata denuncia del claustrofobico duopolio democratico/repubblicano non riscatta le numerose ottusità, gli snobismi, le miopie e le semplificazioni ideologiche).

Tre doverose precisazioni:
non venite a menarmela con il discorso sull’enorme bolla spettacolaristica cresciuta intorno a quest’evento: mi dichiaro anticipatamente d’accordo con tutto quello che vorreste dirmi, compresa l’opinione per cui avrei fatto meglio a non abbassarmi al livello della spettacolarizzazione mediatica e parlare d’altro;
il programma elettorale di John Parker e Teresa Gutierrez (Workers World Party) è di gran lunga il migliore;
se fossi un citadino statunitense non avrei esitazioni, sceglierei la merda in dispregio a Bush. Con una consolazione: lo farò in compagnia di gente ammodo come Patti Smith, Jello Biafra e Noam Chomsky.

Detto questo, le elezioni americane sono un ottimo esempio di cortocircuito politico. Nonostante tutto io credo che le differenze tra democratici e repubblicani esistano, per quanto esigue e poco sostanziali (molto banalmente: Gore avrebbe scatenato la guerra in Iraq? Avrebbe emanato il Patriot Act? Si sarebbe rifiutato di ratificare il trattato di Kyoto? Quantomeno lasciamogli il beneficio del dubbio). Il problema è che entrambe sono bloccate all’interno della stessa logica di potere, nello spazio angusto e blindato dello stesso spazio assiologico. Entrambi i candidati sono espressione di élite finanziarie, lobbistiche, cromosomicamente antidemocratiche. Un sistema a due facce, persino (a volte) in contraddizione; mai comunque due sistemi differenti.
Sarebbe interessante capire semmai se l’America dei democrats sia più ascrivibile a un più vasto progetto imperiale (cioè a un fenomeno di cui gli USA sono solo uno – per quanto fondamentale – dei soggetti/oggetti che al suo interno giocano e sono giocati), rispetto al più “tradizionale” imperialismo repubblicano e neocon (cui non a caso Toni Negri attribuisce, nel contrapporlo all’Impero – a sua detta, la forma sociopolitica teleologicamente destinata al dominio venturo – , un carattere prettamente reattivo-reazionario).

ELEGGERE I MOSTRI (2)


Si sente sempre più dire: “Ebbene, siccome le scelte politriche americane condizionano tutto il mondo – e quindi anche noi –, si faccia votare tutti i cittadini del mondo. Non è giusto che solo i cdittadini americani abbiano voce in capitolo”. La stessa idea su molti quotidiani di oggi: “Sono le prime elezioni globali”. Qui a Milano, con un’iniziativa a metà tra il simpbolico e il provocatorio, dieci macchine per il voto elettronico sono state installate in una galleria d’arte; per tutta la notte chi vorrà potrà recarvisi per votare Bush o kerry (a piacimento, sempreché la macchinetta non faccia le bizze, visto che si tratta esattamente dello stesso modello usato durante le scorse elzioni in Florida).
Ecco, a me questa pare proopriio u na stronzata. Anzi, peggio. Ma cazzo, io NON VOGLIO votare per loro, con loro, insieme a loro! Io NON SONO un cittadino/suddito statunitense! Ci mancherebbe solo che chiedessero anche il mio voto! La presa per il culo suprema, lo stadio terminale della sudditanza.
è così sancita di fatto la servitù psicologica al padrone yankee, tanto amato/odiato. Come tutti i padroni. E come tutti gli schiavi, incapaci di esperire altro tipo di rapporto con il proprio padrone che non sia questo dualismo, con cui resta alla catena.

FOTTERE I MOSTRI

Infine, vi confesserò, il pensiero di fottere quel porco assassino a me dà un certo piacevole brivido scrotale.

AMERIKAN MARX

Ci sono anche loro, in questa cazzo di campagna elettorale: Danderbit, Militante, avete letto il programma di Harris e Trowe?

AGGIORNAMENTO 03/11/04 – 06:58

Ci teniamo il porco assassino almeno altri quattro anni.
Buona nuova guerra a tutti.

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27 risposte a

  1. alderano ha detto:

    Con gli occhi sulle tracce derridiane, porgo l’orecchio di tanto in tanto alla tv che – giusto adesso – sta annunciando successi di Bush. Questo conferma la giustezza dell’intuizione derridiana: la superiorità della traccia scritturale sulla fonè…
    Mi sono imposto di non emettere lamenti. Anche per questo ho impegnato il blog per una settimana sull’Amicizia filosofica. Unica, vera resistenza. Ti aspetto di là, amico.

  2. anonimo ha detto:

    c’è ancora l’ Ohio …..( non regge eh ?)
    Irene

  3. mata63 ha detto:

    già, ci teniamo tutti ‘sto porco ma rimaniamo sempre convinti che qualcosa deve cambiare, prima o poi…

  4. mariannaborella ha detto:

    oh cazzo è il commento per me
    ?

  5. anonimo ha detto:

    adesso lo sai chi verrà
    incor(o)nato … in casa mia ( nella mia california (LI)) ha vinto Cherri
    UN ABBRACCIO DA pIPPI

  6. anonimo ha detto:

    img src=”http://phx1e.cp.virgilio.it/file/Attachment/InlineImage?”
    pippi

  7. anonimo ha detto:

    img src=”http://phx1e.cp.virgilio.it/file/Attachment/InlineImage?”
    pippi2

  8. pippilotte ha detto:

    pippi3 …sorry tunghi sorri veramente , ma il problema è che avendo chiuso il blog … ora tedio il “prossimo mio “

  9. TirNanOg ha detto:

    …eh beh…il lato buono è che almeno fra quattro anni se ne va sicuro!!!

  10. anonimo ha detto:

    evviva l’ottimismo!

  11. danderbit ha detto:

    Conoscevo James Harris anche se non il suo programma elettorale. Non avrei scelto Harris, con la stessa motivazione per cui, in Italia, non voto il PMLI. Cioè la via per affermare quei valori quelle lotte non è la democrazia rappresentativa, occorrerebbe ben altro. All’interno della democrazia rappresentativa scelgo chi più si avvicina (non condividendoli totalmente) a quei principi ma allo stesso tempo ha la forza di arginare e contrastare nell’immediato la destra neoconservatrice. Quindi partecipando al tuo “eleggere i mostri” avrei scelto Kerry. Non te la menerò ancora per molto tranquillo. Sono assolutamente d’accordo con la terza precisazione, credo che Kerry avrebbe fatto passi importanti verso il protocollo di Kyoto.
    Infine sui terzisti lungimiranti. Alessandro Robecchi su Il Manifesto ha scritto: terzista, sul vocabolario non c’è. Però c’è “paraculo”, che mi sembra sinonimo.

  12. danderbit ha detto:

    Dimenticavo. Molto più di una banale invidia Razgul, ti eleggo a modello da seguire. ;))

  13. alderano ha detto:

    Ciccio: Non ci vedo dal dolore.
    Franco: E allora non lo guardi.

  14. mariannaborella ha detto:

    va beh…non che kerry fosse chissà quale cambiamento…ma sono veramente giù

  15. anonimo ha detto:

    che avvilimento. niente da aggiungere.

  16. omicu ha detto:

    Perchè dovrei scrivere un post sulle elezioni se c’è gente che lo fa più che egregiamente al posto mio?
    Caro Raz condivido gran parte delle tue argomentazioni. Però se ritieni valida l’analisi svolta nell’articolo che hai citato, dovresti rispettare un po’ di più la posizione di chi si pone fuori dai poli (negli Usa come in Italia).
    Chissà perchè i candidati alternativi al duo kerry-Bush non sono stati invitati ai faccia a faccia mediatici. Chissà. Forse il candidato Harris avrebbe avuto qualche chance…

    Il militante

  17. baader ha detto:

    Sono un pò avvilito,ma penso che fondamentalmente un successo di kerry,non mi avrebbe facilitato poi tanto la battaglia politica che cerco di fare (che cerchiamo di fare) tutti i giorni.
    Continuare a cercare di cambiare il mondo,questo dobbiamo fare.

  18. giotto81 ha detto:

    bel post, bel blog. Ci sono arrivato grazie al militante. Non è che sai dirmi quanti voti hanno preso i “terzisti”? e nader chi cazz’ è? che diceva? a me un Paese in cui si può scegliere solo fra 2 cose fa paura, ma tanta.
    p.s. ho copiato il tuo link sulla strage di beslan, spero non ti dispiaccia
    Ciao!

  19. francescamazzucato ha detto:

    Io mi sono lasciata andare a descrivere la festa che mi ero immaginata. E ho anche postato il punto di vista( serio e interessante) di un americano, blogger, scrittore, artista dissidente ed è sulla linea di razqul, persino più pessimista.

  20. anonimo ha detto:

    Sulla differenza reale (se c’e’) tra repubblicani e democratici la confusione e’ molta. Proprio ieri leggevo di cio’ che accadde laggiu’ nel corso dell’800 (tralascio la fonte che gia’ ho la nausea da manuale… merda al re piu’ due. bene. chiudo) E potrei invertire vicendevolmente i due appellattivi,scrivere “democratici” la’ dove sta scritto “repubblicani” e viceversa e – davvero raz – resterebbe tutto di una coerenza abberrante.
    Al di la’ del passato remoto,
    ieri. E confesso che pur restando della parte di aitan – non esiste Potere Buono – che quello stronzo cascasse ,un po’ ci speravo. Ma non per l’illusione della possibilita’ di un cambiamento, piuttosto per l’effetto che – forse – avrebbe avuto la manifestazione della volonta’ di quel popolo americano che NON stava da quella parte. Poi si sa, in quel calderone di votanti c’era un po’ di tutto, nemmeno occorre ribadire che Kerry non sarebbe stato là a rappresentare un’America “gentile” e quell’ Anibody but Bush non fa altro che confermare questo, che si trattava di un voto in negativo, per una sottrazione e non certo per una sostituzione con le palle.
    Mi verrebbe da dire:no, non e’ possibile piegarsi a scegliere da quale burrone buttarsi. Verrebbe da dire “Mi spezzo ma non mi piego” . O ci si butta dal burrone o non ci si butta, non ci si puo’ buttare e aggrapparsi a meta’, pero’, però.Come scrivi tu, raz, cioe’, a dirla più grezzamente, in certe situazioni forse tra merda e’ merda e’ meglio quella che puzza di meno. O meglio,buttare nel cesso quella che puzza di piu’.

    Forse mi conveniva evitare il lamentio. Non ho resistito.
    Un abbraccio fraterno, razza di tungo.

  21. anonimo ha detto:

    ho scritto “RE più due” vero?
    Ho scritto re più due.
    Questi lapsus forse dovrei annotarmeli.
    elos

  22. tollina ha detto:

    io mi sono buttata sotto un treno e ti scrivo da un posto bellissimo dove nessuno si chiama Walker di secondo nome…(continuo a dire cio’ ma purtroppo devo essere continuamente schiaffeggiata dal contrario.gli americani che hanno permesso cio’ non sono per niente a posto). Demoralizzata. Chto delat’?

  23. DolceGrido ha detto:

    MAL COMUNE MEZZO GAUDIO…
    Bacio

  24. nike ha detto:

    contro chi si farà la guerra nei prossimi quattro anni? Che dici? Magari Bush deciderà di invadere la Corea. Bene. Così i coreani ci faranno fuori tutti. Il mondo verrà raso al suolo e potremo finalmente iniziare tutto da capo. Ma che bello…

  25. kanji ha detto:

    concordo con quanto hai scritto in Fottere i Mostri….sono incattivita, tendenzialmente razzista e quasi quasi…. non scrivo di più, mi sono imposta il silenzio, anch’io come molti, troppo prurito sotto le unghie, sangue alla testa e occhi accecati dall’odio….io alle parole, non ci credo più!

  26. alecani ha detto:

    bellissimo blog. ciao!

  27. omicu ha detto:

    Grazie di cuore per gli auguri compagno Raz!

    Il militante

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