Vi ricordate della strage di Beslan?

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40 risposte a

  1. iuna ha detto:

    la storia si ripete
    in Russia poi hanno questo vizio
    Raz, ma perchè ci siamo innamorati di quel paese?
    che fastidio…

  2. razgul ha detto:

    Già, perché?

    La lingua fiammeggiante di Avvakum, fratello Pushkin a spasso per Kishinev, Le Anime Morte, Lermontov morto sulla neve, Cechov in posa con il cane e gli occhi buoni, Dostoevskij (il solo nome basti), quel vecchio trombone del conte di Jasnaja Poljana, La Bellissima Dama e il Mondo Terribile di Blok, Mandel’shtam, Platonov e la sua idea di risuscitare i morti, la Rivoluzione, l’utopia folgorante dei Venti e l’orrore dei Trenta, Stalingrado, i 900.000 morti di Leningrado, le canzoni di Vertinskij, la fuione della campana di bronzo nell’Andrej rublev, Daniil Charms, Venichka Erofeev sbronzone angelico, i bardy, la sovetskaja rok-kontrkul’tura, le cucine, la vodka, le belomorkanal, i pirozhki, la metropolitana di Mosca, i cortili di Piter, i vecchi con le lunghe barbe, le vecchie che vendono fiori vicino all’ex-Lensovet o si siedono fragorosamente sulla panchina accanto a te e ti offrono una mela, il lercio ristorante georgiano vicino al Gostinyj Dvor, la Shaverma a tutte l’ore, il Produkty aperto 24 ore 7 giorni, il knizhnyj rynok, i cd piratati fuori dalla fermata Gorkovskaja, il chiosco che vendeva salsicce e pane nero nel piazzale del Belorusskij Vokzal nell’estate del 1993…

    (un giorno completerò la lista)

  3. iuna ha detto:

    hai ragione hai perfettamente ragione
    debolezza a causa di un dolore
    facile incolpare un popolo
    quando invece il problema non è tanto lì
    izvini dorogoj
    ja tozhe ljublju rossiju
    umrju s rossii v serdce
    aggiungo
    i bliny, l’mgu, le vecherinki, l’urlo incazzato di volodja, krasnaja ploshad’, il sole a Piter sempre basso, le belye nochi, le bacche rosse di moskva a settembre, la neve, il gelo, il requiem dell’Achmatova, il naso di Gogol’, i canali ghiacciati, i patriarshye prudy, Bulgakov, la follia dei russi, la burocrazia, i visti, i passaporti, i controlli della milizia, la milizia sbandata, la metro zeppa, le grida ubriache, i russi molesti, l’amore, la terra, l’affetto…

  4. razgul ha detto:

    Ahk, milaja, non era un rimprovero – l’elenco era per aiutare me stesso a rintracciare un senso alla mia russofilia sempre più duramente messa alla prova…

    Ho in effetti tralasciato migliaia di voci (a partire giustappunto da Bulgakov per atterrare sulla Piazza Rossa…)

  5. iuna ha detto:

    il mio era un rimprovero per me.
    Mi manca la Russia e ogni volta provo a dimenticare perchè ti fa quell’effetto così pazzesco, solo perchè mi manca…

    buongiorno mylij drug!

  6. aitan ha detto:

    È terribile -io nella lista ci metterei almeno pure Mejerchol’d, Majakovski, Modest Mussorgsky e Michalkov, tanto per fermarmi alla M di Mosca e del suo glorioso Teatro d’Arte- Ma davvero non si può essere così coglioni da non capire che non ci sono poteri buoni.

  7. anonimo ha detto:

    non so se c’entri o meno, però ve lo racconto lo stesso. Avete presente quelle signorine, carine e poco vestite, che si vedono la notte ai bordi delle strade? Ecco, quelle con la pelle chiara vengono per lo più dai paesi dell’est europa, e una buona parte di loro dalle repubbliche ex-URSS ( moldavia, ucraina e via dicendo…). Ma quasi tutte alla domanda “da dove vieni?” ti rispondono “Russia”, e non perchè pensano che tu non conosca la differenza tra i vari paesi… Ogni volta non posso fare a meno di chiedermi se non sia l’unica forma possibile per loro di esternare il disprezzo nei confronti di chi -indirettamente – le ha costrette a questa vita per non morire di fame…
    certo è che generalizzare, come sempre, non ha senso: dietro a situazioni ( ? ) come quella di Beslan non c’è la Russia, ma la classe dirigente russa… e non è la stessa cosa. In quanto ad atti “barbari” poi anche noi italiani se ci mettiamo d’impegno possiamo dire la nostra… a livello differente, ok: ma non dimentichiamo quello che è successo a Genova….

  8. alderano ha detto:

    malizioso, sugno: ma l’autore dell’ultimo commento non si è firmato perchè se ne poteva dedurre un suo frequente mercimonio con le suddette signorine?

  9. anonimo ha detto:

    no… perchè sono poco abile a gestire contemporaneamente pc, telefono e colleghi di lavoro in cazzeggio …
    comunque frequento quell’ambiente per altri motivi: sostanzialmente per ricordare loro che anche se sei immigrata irregolare, e fai quel lavoro lì, qualche diritto ( ad esempio cure sanitarie ) riesci ancora ad averlo… pure in italia!
    comunque è un mondo surreale: costellato di storie al limite dell’incredibile… tante volte buffe, una per tutte: la scorsa settimana ne incontriamo una nuova; tra le domande di rito c’è il “come mai sei sulla strada?” e lei nella massima semplicità ti dice che ha il marito – italiano – in galera: l’hanno arrestato perchè è andato con 2 soci a fare una rapina ma era talmente ubriaco che gli altri sono scappati lasciandolo lì fuori dal negozio seduto sul marciapiede ad aspettare! ovvio che non saprai mai se è la verità o meno, ma quando una ti dice una cosa così, tu la guardi e trattieni a stento la risata, e finisce che ti ritovi lì a ridere con lei. poi però te ne torni a casa e pensi a che cavolo di mondo è questo in cui viviamo, in cui una donna, immigrata, con permesso regolare, per dare da mangiare al figlio di 5 mesi e pagare l’affitto non riesce a trovare altra soluzione che andare a battere… Ed è anche una fortunata perchè probabilmente dei soldi che guadagna riesce a tenersene la maggior parte.
    storie di ordinaria follia, ma anche tante altre di ordinaria violenza, degrado, disperazione, che riesci ad immaginare bene sullo sfondo di Beslan…

    adesso mi firmo: chiara

  10. omicu ha detto:

    Quello che è assurdo è che una notizia così devo leggerla nel post di Razgul e non apprenderla dai tg nazionali…

    Il militante

  11. elos ha detto:

    ricopio:”(…)che nell’operazione di Beslan sono stati fatti molti errori(…)”

    Errori. Quando la merda comincia a sentirsi ,arriva sempre in soccorso questa dannata parola. Errore.
    Vicina ad aitan: nessun potere buono che tenga.

  12. sedicinove ha detto:

    – a ti soglasen?
    – da soglasen.
    – a pochemu tak?
    – potomu-chto Chechnja eta nasha, ponimaesh? Na-sha.
    – aha, vasha vasha… togda eto snacit’ chto eto tvoja tozhe, pravda li?
    – ………

    con questa domanda ne ho zittiti una decina. quasi tutti ragazzi, purtroppo.

  13. mata63 ha detto:

    immaginavo fosse andata così ma averne la conferma è agghiacciante.

  14. alderano ha detto:

    ciò che leggo di beslan, è come nulla. mi sarei sorpreso a leggere il contrario. è triste sapere di sapere attraverso il proprio pre-giudizio.

    chiara: non so che lavoro fai, ma se ti è mai capitato di essere a contatto con persone che sono state rinchiuse in un cpt, ti prego di contattarmi (magari con un messaggio privato su splinder, o alla mail alderano@libero.it)

  15. anonimo ha detto:

    o.t. comincio sempre pi a pensare che Bin laden sia un ologramma di cui si servono bush e compari.
    E anche di questo mi stupirei ben poco.

    su beslan, s, infatti, alderano, dicevo proprio a militante ieri che il dramma che tutto questo non sorprende proprio per niente. L’abitudine dello schifo.

  16. elos ha detto:

    e’ buffo, siamo io te e il signor alderano tutti e tre qua dentro. La contemporaneita’.
    Ed è un po’ come bere dalla stessa bottiglia di vino, da quella che prima o poi avra’ una gradazione alcolica anche alla gola. Oltre alla sigaretta spezzata, s’intende.
    Ti abbraccio, Tungo. Anzi, Vi.

  17. danderbit ha detto:

    Le responsabilità che nessuno ha più il dovere di assumersi. A Beslan come a Falluja, a Gaza ed ovunque.
    E la notizia che arriva dalla Russia per i media non è quella segnalata da Razgul, bensì quella che parla della proposta dei giudici russi: sequestrare le famiglie dei terroristi per far comprendere la crudeltà delle loro azioni.
    Ma Putin ricorda sempre che c’è troppa libertà di stampa, non troppo poca.

  18. baader ha detto:

    ciao razgul,ti ringrazio della visita,anche perchè ho avuto la possibilità di scoprire questo blog,che ho intenzione di linkare.

    beslan?
    per me è uno dei tanti risultati orrendi e drammatici,delle logiche geopolitiche e imperialiste che dominano le scelte di molti dirigenti politici e dei gruppi di potere economico (se esiste ancora una distinzione tra queste due categorie).

  19. francescamazzucato ha detto:

    la cosa terribile è 1) non pensavo a Beslan da tanto tempo, come se altri orrori avessero reso tutto diluito e non si può smettere di pensare o di ricordare una cosa del genere. Se non leggevo questo post cominciava a diventare solo un nome, un sussulto ogni tanto, un ricordo di indignazione. 2) anch’io in fondo ipotizzavo e sono infelice di non sorprendermi. Veramente.
    La dietrologia come categoria infallibile di interpretazione degli eventi.
    Per aitan e per elos: io farei parte di quei coglioni che credono in Zapatero, che hanno creduto forte forte in Jospin, che credono in Lula, nel sindaco della mia città Cofferati, in Rosy Bindi, che pensano che siano persone che anche al potere hanno fatto la differenza, poi, esco dalla fiaba e rifletto su quali poteri. Quali grandi elite economiche e massoniche. Quelle sono cattive e sporche. Ma in qualcuno che possa fare la differenza voglio poter sperare. Grazie per questo post.

  20. alderano ha detto:

    certo, poter sperare è bello… (certo che sperare in rosybindi è un sintomo niente male…;). poi, però, arriva il momento di di.sperare, e smettere di credere nelle fiabe. aprire gli occhi sulla catastrofe. e forse è lì che – in quegli occhi spalancati sulla catastrofe – che si afferra la salvezza.

  21. iuna ha detto:

    la salvezza nella verità
    ma come fare per combattere?
    io comincio a sentirmi davvero poco bene, e per questo a volte preferisco continuare a tenere gli occhietti chiusi e sognare…
    un po’ vigliacco, eh?
    scusate
    ritroverò le forze
    un calice alzato alla memoria dolente

  22. francescamazzucato ha detto:

    sai che non amo contraddirti alderano perché di solito sono molto vicina alle tue opinioni ma perché non sperare in rosy bindi? è stata uno dei migliori ministri della sanità che il nostro sciagurato paese abbia avuto. aveva (ha)una concezione della sanità come servizio pubblico e sotto certi aspetti è stata persino meglio di Veronesi che pur essendo un esimio oncologo ha comunque, un pochettino, dato una mano al suo istituto europeo di oncologia. La Bindy voleva promuovere gli ospedali pubblici, farli funzionare, far scegliere ai baroni se stare nel pubblico o fare solo privato, ha dato l’incentivo a chi ha scelto il rapporto esclusivo con l’ospedale. Lo so perché il mio compagno è oncologo e, come gino strada, si vanta di non avere mai fatto una visita a pagamento in vita sua. Adesso cominciano a fare i conti sui farmaci antiblastici che costano tantissimo,( ne vale la pena? facciamo una seconda linea di chemio o no?)una cosa all’americanai insomma, si sta insinuando strisciante. Naturalmente non tutti lo fanno dipende dai medici e dai primari. ma con la bindi era il contrario e ho sentito un sacco di primari chiamarla “lesbica”, ” nevrotica” e tutto quell’orrendo ciarpame che si usa contro chi tocca i privilegi. non lo ritengo troppo illusorio sperare in rosi bindi, io l’ammiro. vorrei che fosse il presidente del consiglio. è brava, ha le sue idee ma ha una concezione laicissima dello stato. la rimpiangeremo moltissimo per la sanità e questo mi preoccupa.

  23. razgul ha detto:

    Sulla Bindi, anche se la cosa farà cadere le palle ai miei tre (ex?) estimatori, sono d’accordo con Francesca.
    Dato che la nanopolitica partitica e la gestione dell’amministrazione statale (nonostante la perdita pressoché totale di senso dell’istituzione statale) continuano a sussistere (pur come cadavres vivants), su QUEL piano riesco purtuttavia ancora a distinguere ciò che è più dignitoso da ciò che è indegno. La Bindi mi è sempre sembrata a suo modo una figura dignitosa più dignitosa di tante altre.
    Così come la mia militanza antiliberista, che si muve su un piano lontanissimo dal miserevole pantano della nanopartitica italiana non m’impedisce di pensare che per esempio Cofferati (moderato, liberista, ex migliorista, sindacalista mediocre per anni ma riscattatosi con coraggio alla fine della sua carriera) sia imparagonabilmente meglio non dico di Guazzaloca, ma del novantacinque per cento del gruppo dirigente del centrosinistra.

  24. razgul ha detto:

    Ma credo che in fondo quella di Alderano fosse (anche) una battuta scherzosa…

  25. alderano ha detto:

    Certo, certo. E’ vero quel che dici, Francesca. Come è vero che è preferibile che vincano Prodi e Kerry piuttosto che Berlusconi e Bush. Non sono per il tanto peggio tanto meglio. Dicevo, nella battuta, che si tratta di andare oltre, e abbandonare la speranza. Far propria la condizione di disperanza. (Per esempio, lottare per i miglioramenti nel carcere entro un orizzonte di senso che preveda l’abolizione del carcere…). Ma adesso mi tocca abbandonarvi e tuffarmi nella Notte alcolica…
    A domani (non tanto presto, credo…).

  26. alderano ha detto:

    eccomi, adesso che muore il giorno (le sang de la nuit crachè). e la speranza, se possibile, l’ho schiacciata ancora un po’ sotto i piedi, con i talloni, e vaffanculo. vi bacio. (sono sconfinato in questo giorno nuovo senza volerlo, quantomeno vi abbraccio…).

  27. alderano ha detto:

    propongo una comune. in un borgo abbandonato sopra imperia. francesca, che ne dici? scuola di russo, banda popolare e circensi vari.

  28. francescamazzucato ha detto:

    Buongiorno Alderano, buongiorno Tunga e chiunque legga e passi, anzi passi e legga. Sì sarebbe bella una comune così. Anche sopra Imperia. Farebbe parlare non solo per Scajola. Per tornare a ciò di cui discutevamo io conservo queste speranze perché vivo in due territori e ho visto cosa ha fatto qui, la destra. Come ha devastato qui la presenza dei malviventi amici di Scajola. Certo, far propria la condizione di disperanza, mi piace molto come ipotesi di orizzonte in cui sperare, renderla condizione esistenziale.Mai più carceri, per nessuno, nel frattempo, sapere che Cofferati è come dice razgul, esattaente così, e vi dirò di più, io sono stata contenta anche di una cosa piccina piccina. Lo saprai alderano, che a Sanremo questa volta hanno votato la lista di sinistra, è una sinistra che chiamarla sinistra viene da ridere. A noi. Però era l’unico compromesso possibile e ieri ho sentito un taxista dire: hanno enormi difficoltà ma gente così onesta non si è mai vista al palazzo comunale. Sarà ben poco ma mi fa sperare, sperare che possa pian piano essere tolto terreno a chi qui ci ha fatto solo affari e malaffare…

    La notte alcolica quanto mi manca. Quella che faceva sentire davvero sconfinati. Le notti alcoliche. In città e fuori. Mi manca l’idea, non l’alcol. Non mi mancano i risvegli ma quella capacità di dilatare tutto, sentimenti, emozioni a fior di pelle, visione delle cose che ha l’alcol mi manca. Cerco di mantenere curiosità per le storie, gli incontri, cerco di nutrire scritture letture e sentimenti, cerco meditazioni e silenzio ma quella nostalgia rimane. Un abbraccio a te e a tutti

  29. razgul ha detto:

    La Comune… quand’ero in quinta superiore per un breve periodo ho cercato (semischerzosamente) di propagandare tra i miei compagni di classe le idee di Fourier. Poi per molto tempo ho rimpianto di non essere nato in tempo per vivere a Haight-Ashbury, SF, Cal., AD 1967.

    Per me potrebbe essere una specie di ritorno a quelle radici.

    Potrebbe essere anche terapeutico, in questo periodo in cui a pelle e per disperazione mi sento più attratto dalla lotta armata (il che, in effetti, è piuttosto malsano).

  30. Kismat ha detto:

    ciao….

  31. omicu ha detto:

    E’ un piacere vedere che da una frase siano venuti fuori pensieri e opinioni così coinvolgenti.
    Per la Comune dovrei sentire mia moglie ma conoscendola potrebbe essere interessata anche lei… ;-)

    Il militante

  32. aitan ha detto:

    Condivido il sentimento del compagno militante, fa piacere anche a me vedere che da una frase, un rigo appena, siano venuti fuori pensieri e opinioni così coinvolgenti. Ma non si trattava di una frase qualunque, quelle di Raz erano parole che ricordavano attraverso una domanda un episodio raggelante, uno dei tanti che ci sta propinando in questi mesi la violenza organizzata da stati e controstati.
    Io avevo reagito riecheggiando una strofa di De André che mi torna sempre in mente di fronte alle aggressioni comminate dalle istituzioni contro la popolazione inerme (per dirla coi termini di tanti bollettini di guerra). Mi chiedevo, e mi chiedo ancora (d’accordo con elos), come si può essere così coglioni da non capire che non ci sono poteri buoni.
    Ma questo non vuol dire, Francesca cara, che io consideri coglioni quelli che credono in Zapatero, che hanno creduto forte forte in Jospin, che credono in Lula, nel sindaco […] Cofferati, in Rosy Bindi e compagnia governante. (Magari vorrei solo crederci di più, anch’io.)
    Dubito sul valore assoluto della democrazia rappresentativa (soprattutto in stati in cui vota meno della maggioranza; meno di meno della maggioranza è consapevole del valore del suo voto; meno di meno di meno della maggioranza vota senza condizionamenti esterni), ma non credo che ogni rappresentante sia di per sé il detentore di un potere (con tutta la violenza che l’esercizio di un potere inevitabilmente comporta). Anche in una comune di quelle suggerite da alderano (una di quelle entrate prepotentemente anche nei miei sogni adolescenziali e non) ci sono funzioni che si delegano a chi ha abbastanza spirito di servizio e capacità per svolgerle. Non considero un uomo di potere qualcuno che sappia pigiare l’uva per farne vino, e nemmeno chi riesca a ruotare opportunamente le bottiglie per fare del vino champagne.
    Gli uomini di potere sono un’altra cosa e mossi da altri interessi che spero mi restino fino alla fine estranei. Va a loro il mio disprezzo.
    D’altro canto io sono uno che lavora per una delle istituzioni fondanti (almeno sulla carta) di questo paese. Non può essere così assoluto la mia distanza anarchica da questa democrazia. Ma credo di avere anch’io il diritto di di.sperare, e […] aprire gli occhi sulla catastrofe avendo in mente orizzonti più lunghi, come insinuava alderano.
    Vi dirò di più, Rosy Bindi (a parte certe posizioni fideistiche) sta simpatica anche a me. Proprio perché in lei non ho mai visto i segni perversi della persona di potere. Il punto è proprio quello di cui parlava Francesca, avere una concezione della propria funzione come servizio pubblico.
    Detto questo, alzo il mio calice e brindo alla comune salutandovi tutti con un sorriso da vecchio pagliaccio.

  33. alderano ha detto:

    Tornando qui, vedo che anche il Moresco parla di di.speranza, in esergo…
    Aitan, sarà che da adolescente io non ho mai pensato a ipotesi di comuni… (e sia chiaro, dovrebbe trattarsi di una comunià inoperosa e inconfessabile…)

  34. francescamazzucato ha detto:

    mi ci sento già un po’ nella comune, tutte le opinioni in un cerchio che a una cosa ne aggiunge una che arricchisce e non aggredisce e alla fine gli occhi lucidi per l’affetto e per certe speranze che anche nella disperanza non vengono a mancare, speranze individuali, solidali, rinfrancanti.

  35. francescamazzucato ha detto:

    Vecchio pagliaccio aitan, capisco i puntini eh, sul sindaco Cofferati. Li capisco. Da bolognese, capisci, come diciamo con mio figlio giovane comunista, ci teniamo stretto il privilegio. Non ci importa neanche cosa fa, basta che ci sia

  36. mariannaborella ha detto:

    non c’entra niente…ma mi spieghi perchè mi snobbi così?
    Non sono abbastanza alternativa?

    scusa l’acidità

  37. baader ha detto:

    ti invito a leggere una poesia sul mio blog,dedicata ad un blogger fascista di elevatà stupidità.

  38. razgul ha detto:

    Oh, cazzo.

  39. anonimo ha detto:

    Raz, già che ci siamo, che mi dici del mio pezzo appena postato da Tiz su NI?

  40. razgul ha detto:

    Chapeau, Gianni.
    La mia adesione incondizionata nei comments di NI.

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