Bush vs Kerry live unplugged

Il 29% degli elettori statunitensi voterà in base al giudizio tratto dai telematch tra le suddette due facce da pirla. Il 69% degli indecisi dice che i tre duelli potrebbero indurli a scegliere uno dei due candidati. Il 25% di coloro che hanno già deciso per chi votare dichiara che i teledibattiti potrebbero portare a cambiare scelta.
E il mondo è nelle mani di questo popolo di coglioni.

Una tonnellata di cazzi amari

Ayad, certo. Ma anche Ken Bigley, anche tutti gli altri ostaggi senza nome. Anche l’intera popolazione irachena. Anche i prigionieri di Guantanamo, gli abitanti del Darfur, il popolo palestinese e quello ceceno, i bambini di Beslan e delle maquiladoras, gli schiavi delle piantagioni di ananas e banane, i migranti. Le donne ovunque i loro diritti vengano calpestati e i loro corpi martoriati e mutilati. L’elenco è infinito come la crociata imperialista.
Dicono che vivere di utopie è sciocco. Non si capisce perché. Sono i luoghi comuni, ad essere sciocchi. A me sembra che non si possa fare altro, che sia l’unico modo sensato di stare al mondo. Se l’utopia è etimologicamente un luogo che non può essere raggiunto, nulla ci vieta di comportarci come le funzioni matematiche, che tendono a infinito e, se pure non ci arrivano (ci mancherebbe: è infinito!) fanno lo stesso la loro porca figura. Anche qui – il traguardo è il tragitto, l’approdo è la navigazione in mare aperto, “camminare è già arrivare” (come dicono gli zapatisti).
Il nostro tempo lascia sempre meno spazio alla speranza. Però io credo – come non manco di ripetere fino alla nausea – che non si possa che procedere così: senza speranza e senza resa, con il sogno ben fisso nelle pupille.
E qual è la velocità del sogno? Dalle montagne del sudest messicano ne parla il subcomandante Marcos – qui, qui e qui.
In un momento in cui sembra che i movimenti (le “sacche di resistenza”, come le chiama ancora el Sup) si siano di nuovo frantumati, che siano stati ridotti al silenzio dalla mole degli eserciti e dall’arroganza del potere, le parole del subcomandante forse possono aiutare a scuotere via alla mente questa cupa sensazione d’impotenza eteroindotta (da chi ci vuole ridurre al rango di semplici votanti e da quelli sul punte di comando, che sanno bene come all’impotenza seguano facilmente la rassegnazione e l’ignavia).

Un etto di cazzi miei

Mi piacerebbe potermi mantenere con le parole.
Mi piacerebbe avere tanto tempo per leggere.
Vorrei potermi comprare un dizionario etimologico coi controcazzi. L’etimologia è la mia passione più vecchia, alle medie passavo interi pomeriggi in biblioteca con il dizionario etimologico. Compilavo lunghissime liste di radici indoeuropee. La cosa mi procurava un intenso piacere estetico.

Inventare radici e ricavarne parole. Per anni ho cercato di creare un mio linguaggio personale, che avesse coerenza grammaticale e sviluppo diacronico.
Ecco, ho svelato il mio vergognoso vizio segreto.

A Violeta

Gli uomini non riuscivano a imparare la lingua delle donne, ma le donne seppero comprendere quella degli uomini”.
Questa frase di Erodoto, che mi sembra di una profondità abissale, la voglio dedicare a Violeta, valente linguista e appassionata insurgenta (mirabile il modo in cui, comparando le radici indoeuropee della parola “pane” nelle lingue germaniche e in quelle latine, riesce a ricavarne un piccolo apologo libertario).
Un abrazo fuerte por tu futuro, Vio.

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41 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    Lo voglio anch’io il dizionario etimologico…
    L’avevo adocchiato al glorioso, defunto libraccio in Piazza Duomo ma quando ero finalmete riuscita a far su i soldi necessari avevano chiuso improvvisamente la libreria…

  2. anonimo ha detto:

    buongiorno.
    mi sento triste, viviamo in una società che fa di gandhi un soggetto pubblicitario. comunicare significa vivere, comunichiamo la pace…
    mi raccomando, siate tutti più buoni, mentre noi vi sfiliamo i soldi dalle tasche, col sorriso,
    popolazione… plagiata per bene?
    se non ti basta nel prossimo spot ci mettiamo madre teresa col telefonino!
    quanto sono bravi ad impantanarci il cervello.
    l’errore che non andrebbe commesso è accendere la tv.
    per iniziare.

  3. omicu ha detto:

    Non vorrei generalizzare ma sono estremamente convinto che gli statunitensi sono un popolo di coglioni.
    Questo blog mi piace sempre di più (in generale, non per quello che hai scritto sugli americani!)

    Il militante

  4. anonimo ha detto:

    ah, ecco.. invece gli italiani sono un popolo di raffinati intellettuali, certo…

  5. danderbit ha detto:

    Sondaggi. Sul sito dell’Ulivo ce n’è uno appena concluso bellissimo. “Qual’è il tuo candidato alle primarie dell’Ulivo?”. La rosa dei nomi nonchè l’esito è agghiacciante…
    Il risultato volete saperlo o preferite andare a scoprirlo da soli?

    Il militante mi trova d’accordo, se si potesse generalizzare l’unico popolo che potrebbe essere definito “di coglioni” è quello statunitense.

  6. anonimo ha detto:

    Mah, visto chi ci governa in ‘sto periodo non è che noi siamo esenti da coglionaggine…

  7. anonimo ha detto:

    stare qui a determinare quale sia il popolo più plagiato mi sembra una gran stronzata, scusate. siamo tutti infangati, la gente non ha consapevolezza, e se ne va in giro commossa da spike lee senza neanche rendersi conto di che sia, in realtà, la pubblicità.
    siamo attorniati da mostri.

  8. alderano ha detto:

    ho in questi giorni sottomano il Dizionario delle lingue indoeuropee di Benveniste, probabilmente lo conoscerai, credo sia il boudoir del tuo vizio…

  9. valeska ha detto:

    caro tunga
    adoro i tuoi vizi
    il tuo acume
    il tuo vivido ardore
    la tua inarresa speranza
    e ti abbraccio

  10. omicu ha detto:

    Beh! Non volevo essere offensivo. Riconosco che non tutti gli americani siano coglioni. Un mio amico italiano che si è sposato un’americana (e lui stesso ha preso la cittadinanza Usa) mi ha fornito talmente tanti indizi in questo senso che mi rende veramente difficile non considerarli dei coglioni. Tutto questo non esclude a priori che anche molti italiani non lo siano.

    Il militante

  11. razgul ha detto:

    Car*, vi prego, la mia battuta sugli americani coglioni era solo una battuta, non cadiamo nell’assurda querelle “gli yankee sono pirla/no non generalizziamo”…
    Io provo per l’imperialismo americano l’avversione più totale e radicale che si possa provare, mi auguro ogni giorno la morte violenta dell’intera amministrazione bush, la rieducazione coatta di milioni di cittadini lobotomizzati (ma lo stesso pensiero lo faccio sugli italiani…)ecc., ma resto perdutamente innamorato dell’America: quella del rock, del movement, della beat generation, del jazz, di Melville, Whitman, Dickinson, Faulkner, P. K. Dick, Sturgeon, DeLillo, Chomsky, Bob Dylan, degli IWW, di Joe Hill, di Mario Savio, del contro-summit di Chicago ’68, dello statement di Fort Huron, dell’SDS e del Black Panther Party, di Sam Peckinpah, di Art Spiegelman… e scusate se ho dimenticato altre 16.000 voci.

  12. razgul ha detto:

    Con il commento precedente, Omicu, credo di aver indirettamente replicato al tuo post intersecante…

    Yorke, non ho capito in che senso citi Spike Lee…

    Alderano, il Benveniste, aaagh (sbavamento)…

    A Valeska un ardito bacio a distanza.

  13. omicu ha detto:

    Scusate ma ho un sonno della madonna e non sono molto lucido. Riscrivo il commento:
    “Beh! Non volevo essere offensivo. Riconosco che non tutti gli americani siano coglioni. Però sta di fatto che un mio amico italiano che si è sposato un’americana (e lui stesso ha preso la cittadinanza Usa) mi ha fornito talmente tanti indizi a sostegno della loro coglionaggine che mi rende veramente difficile non considerarli tali. Tutto questo non esclude a priori che anche molti italiani lo siano”.
    Spero che il concetto sia un po’ più chiaro.

    Il militante

  14. omicu ha detto:

    Naturalmente anche le mie considerazioni vanno valutate come battute da cazzeggio. Sta di fatto però che anche le battute hanno un fondo di verità.

    Il militante

  15. razgul ha detto:

    Uh, Militante, se è per questo non oso immaginare cosa possa raccontare di noi il mio collega pakistano quando telefona a casa…;)

  16. anonimo ha detto:

    Nemmeno io ho capito il senso della frase su spike lee, ma l’altra sera ho visto i trailers del suo ultimo film e devo dire che mi ha lasciata beaucoup perplessa! A proposito di film, Raz hai visto Lavorare com lentezza? Grande film, io amo sempre più wu ming.

  17. razgul ha detto:

    No, Gabriella, non l’ho ancora visto. Com’è?
    Anch’io da bravo Giapster amo e ammiro i Wu Ming (anche se ti devo confessare che, se come Luther Blissett con “Q” mi avevano esaltato, “54” mi ha un po’ deluso…)

  18. alderano ha detto:

    …credo che maquiladora si riferisca allo spottone telecom, girato da spike lee, in cui gandhi si fa testimonial delle virtù salvifiche della comunicazione…

  19. razgul ha detto:

    Nooo, l’ha fatto Spike Lee?! Non lo sapevo. Cazzo, ieri sera al cinema ho passato due minuti a bestemmiare ad alta voce durante lo spottone, maledicendo lo stronzo che l’aveva fatto.
    Porca miseria.

  20. alderano ha detto:

    ….qui la barca non va più…
    …la cosa è seria…

  21. razgul ha detto:

    OT. per alderano, se sta leggendo: il pezzo prossimamente tra i pellerossa.

  22. razgul ha detto:

    Che barca?

  23. alderano ha detto:

    alderano sta leggendo, e fa augh.

  24. alderano ha detto:

    citazione trash…orietta berti…stanotte in qualche modo devo salvarmi da telefonate anonime, e incomunicabilità telemtiche, e orietta berti mi pare un angelusnovus perfetto…;)

  25. razgul ha detto:

    Boia dé, all’anonimo ni si pole di’ “puppa!”…

  26. alderano ha detto:

    e ni si dice… anche se ni si vorrebbe di’ ner muso a ver budello rottinculo di su ma’!!!

  27. razgul ha detto:

    O troiajo, come vsa dire Fedrico Maria Sardelli.

  28. alderano ha detto:

    Il buon Sardelli… musicista di raffinata levatura, rinascimentale, come mi racconta un amico labronico che ha la ventura di esserne amico…
    (a proposito di ‘troiajo’ et similia, vorrei avere un vocabolario di metà ottocento. a casa, però. è una delle migliori letture, a letto).
    a proposito di intransigenza. a volte mi capita di essere molto intransigente (oggi ho trattato molto male una persona sul blog perchè aveva scritto cose intollerabilmente superficiali). poi mi dispiace. e non va bene. devo mettere più pelo sullo stomaco.

  29. razgul ha detto:

    Sardelli è immenso (la sua biografia sul sito del Vernacoliere è spassosissima, l’hai letta?). Di lui ricordo una mirabile escuzione di Vivaldi.

    Ma, secondo me tutto sommato è meglio tenere la pancia glabra, anche se si soffre un po’ di più…

    Però è vero, i maltrattamenti via blog lasciano una strana sensazione di amarezza. Anche a me è capitato di recente.

  30. alderano ha detto:

    mi dai un ottimo suggerimento. chiuderò la giornata cercando il sito del vernacoliere. poi vado a letto con Benveniste, pensando al tuo vizio segreto.
    notte buona, frére.

  31. razgul ha detto:

    Notte, caro.

  32. anonimo ha detto:

    Lo spottone è di spike lee? ma persino mio figlio ha detto che è una troiata… Lavorare con lentezza è un gran bel film, non sul movimento e nemmeno su radio alice, è un film sul disagio sociale e sul lavoro ambientato in quei giorni terrifici dell’omicidio Lorusso, un film storico come sono capaci i wu ming di tratteggiare. Io sono tornata indietro e mi sono rivista giovinetta, fu in quel periodo che mi svegliai dal torpore iniziando a guardare oltre…
    ‘notte raz

  33. anonimo ha detto:

    non ho firmato… :-)

  34. razgul ha detto:

    :-) Notte, Gabriella…

  35. tollina ha detto:

    CIAO RAZ…MA DA UNO A CENTO QUANTO MI E’ PIACIUTO IL TUO COMMENTO???

  36. aitan ha detto:

    Piacerebbe tanto anche a me un dizionario etimologico coi controcazzi. Magari uno multilingue. Di quelli che contengono tutti le parole del mondo e l’intera biblioteca di Babele.
    A proposito e a proposito di utopie. Un tempo qualcuno lo cercava in America il suo “ou topos”, il suo “non luogo”. Mi vengono in mente le parole di uno standard jazz che fanno “You come to me out of No-Where (Johnny Green, 1931).
    Ma, porco cazzo, ciò che non ha luogo in questo tempo potrà avere luogo in un altro tempo, in un altro spazio. L’hic et nunc, il now and here, questo spazio e questo tempo, sono solo un concetto relativo e contingente. Non è detto che non possa esistere una valida (più giusta) alternativa all’esistente.
    Non è detto che non possa concretizzarsi l’utopia, l’
    eu topos
    il luogo del bene, il paradiso terreno, l’happy-where, il locus amoenus, l’EUTOPIA.
    EUTOPIA, EUTOPIA, NOW & HERE!
    Bisogna sempre prevedere passi più lunghi delle proprie gambe per non strisciare come vermi o lumache.
    Unisco le mie parole alla dedica per Violeta, che conosco poco e sento vicina.

  37. mata63 ha detto:

    Razgùl quando trovi il tuo dizionario con i controcazzi avvisa… ne voglio uno anch’io!

    Mi fa sempre bene venire a trovarti. Un abbraccio. M.

  38. Violeta ha detto:

    uhuhuh, mon frère, eccomi qua. Mi prendo una pausa..ho due tonsille come due meloni e la febbre. E di nuovo gli antibiotici a distruggermi. Dopo questa paccata di cazzi miei volevo dirti grazie, per tutto. Mi unisco alla ricerca del dizionario etimologico coi controcazzi..e vai che a forlí studieró anche la bella lingua e linguistica italiana! Il mio vizio segreto è molto simile al tuo.
    Alderano..quei vinili sono la fine del mondo! Un abbraccio liber.A.t@rio a tutti quanti.
    Vio

  39. afrodea ha detto:

    Cazzo, se valeva la pena di entrare qui!…

    J.

  40. pippilotte ha detto:

    me ne parlavano in questi giorni della biografia di Sardelli … grande ! e l’ultima civetta ? Prodi c’ha la fava stiardona … che belle queste risate

  41. anonimo ha detto:

    Condividiamo la stessa passione: Ho collezionato 3754 parole basate sulle radici che ricerco da quando avevo 12anni. Lo so che sembra una pazzia, ma ricercare quelle radici, ogni volta, mi fa sembrare di essere sempre di più vicino alla mia meta: una ricerca delle origini.
    Mi sembra che questo sia lo scopo di ogni uomo. Ognuno ha una sua maniera per raggiungerlo…

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