L’inferno più tardi, ora soltanto promesse

Il dolore va di lingua sulla mitologia
lecca tanto che averci un pistolino lì –
piano piano resta solo il bianco, il nudo
un osso di cera e due tristissimi occhi blu.

Senso d’impotenza e rabbia. La guerra folle in cui ci hanno trascinato i tiranni. La gggente che se ne frega. Vorrebbe solo tirare la bomba atomica sull’Arabia, per potersene tornare tranquilla a fare shopping in centro.
sul metrò tutti con occhi suini si scrutano a vicenda gli zainetti – non si sa mai. In attesa del botto vero, quello coi fiocchi.
La ferocia collettiva, le piccole palate di merda della vita privata. Guardi le foto dell’Ossezia, dell’Iraq, e ti vergogni di stare male perché ti va a puttane un lavoro, perché hai pochi soldi e tante voglie.
I tiranni. Quelli che portano la guerra e quelli che portano il terrore. Poteri e contro-poteri. C’è ancora qualche anima bella convinta di poter stare dall’una o dall’altra parte. Io voglio traslocare Altrove.
Scendere in piazza è bello, arrivi a sera con la stanca nei polpacci e le dita che sanno di fumo. Poi il giorno dopo sul giornale scrivono ‘sessantamila stronzi con le bandierine da froci’. E i soldati continuano a sparare come prima.
Agire, agire, basta, agire, agire. C’è una violenza difensiva e necessaria che mi spaventa ma non mi ripugna. Non ho mai creduto che fosse sufficiente porgere la guancia, per risolvere il grumo di merda della storia.
a volte tocca fare di peggio.
In attesa del botto. Il metrò? La Stazione Centrale?
Poi esci e l’aria profuma di figa e sigarette. I passanti in corso Vittorio Emanuele ridono. Due dita di fronte, la maglietta tendenza e ridono. Ridono: ed è la sera del giorno in cui hanno sepolto i bambini, la sera del giorno in cui hanno rapito due compagne a Baghdad. Ma loro ridono. Guardano le fighe che passano e ridono. Aumentare il passo prima di mettersi a urlare. Sensazione di totale, irriducibile alienità – e un sospiro di sollievo.
Poi torno a casa, accendo il computer e una sigaretta.
Litigi on the Net. Fascisti contro comunisti contro coglioni puri e semplici. Tutt’intorno il mondo è incendiato. Soldati israeliani schiacciano un bambino palestinese con la jeep. Stavano facendo manovra. I marines bombardano Falluja. Svariati morti – uomini adulti, donne adulte, uomini bambini e donne bambine.
Ma no, riscriviamo il tutto come si è scritto del commando ceceno. Erano musulmani, quei figli di puttana, no? Sui giornali hanno scritto “Terroristi islamici attaccano l’Occidente”. Bene. Allora: “Soldati ebrei schiacciano bambino palestinese con la jeep”, “soldati cristiani fanno a pezzi un popò di Orientali”.
I sondaggi adesso danno bush in testa di 11 punti. A novembre quello vince un’altra volta. Non è particolarmente consolante il pensiero che potrebbe essere l’ultima elezione presidenziale della storia moderna.

“Se un Dio ci fosse,” scrive Henry Miller proprio all’inizio di Tropico del Capricorno, “andrei a trovarlo calmo calmo e Gli sputerei in faccia”.

Oggi per l’ennesima volta in un anno e mezzo ho provato l’impulso di chiudere ‘sto buco del cazzo, dove non faccio altro che cacare parolone e lamenti.
E non so cosa fare di me, del mio corpo miserabile, molle. Ma questo è un problema solo mio. Ci sono cose più importanti, più urgenti.
Che liberino le compagne e i compagni in ostaggio.
Che quegli altri non ripetano la sorpresina madrilena di marzo.
Che i nostri tiranni scompaiano nel sangue.

Ritiro immediato dei soldati italiani dall’Iraq.
Che ci stavamo a fare, a Nassiriya? Missione di pace?

Roberto Saviano è andato a fare due chiacchiere con chi era laggiù. Qui.

Non so gli altri, ma io non ce la faccio più.
Affilare lo sguardo. Prepararsi al peggio. Tenersi pronti, in feroce attesa.
Adesso esco.

Un abbraccio a tutt* quell* che passano da queste parti.

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11 risposte a

  1. annabell ha detto:

    e ancora un abbraccio a te, cuore grande.
    ann

  2. perlarara ha detto:

    Sei una bella persona, e non ti schernire,che non lo faccio per giocare al come siamo belli,intelligenti,simpatici e fighi fra noi.Sto in mezzo al male che è arrivato gratis e alle belle promesse per il futuro tutti i giorni.Il male c’è,esiste,ma qua mi sembra che l’oscurità stia invadendo il mondo.Sì,un’altrove.Ti abbraccio stretto come avrei già voluto fare avendoti davanti e non so se l’ho fatto, perchè ero troppo ubriaca.Perla.

  3. Violeta ha detto:

    Lo sai quanto mi piacciono i tuoi abbracci, e te ne do uno dei miei, da soeur. Noi a Nassiriya? Certo, come no, stavamo in missione di pace..hey, aspetta un attimo..allora ci candidiamo come Bush e Blair al nobel? Trabocco di schifo.

  4. mata63 ha detto:

    razgul, da che mondo e mondo sulla terra ci sarà contemporaneamente qualcuno che muore e qualcuno che festeggia. E’ questa anche la vita… noi ci indignamo, piangiamo, speriamo ma non possiamo fermarci. Fermarsi significa smettere di combattere, smettere di sperare. Allora anche se ti sembra assurdo, in questo momento, cerca di trovare qualcosa per cui vale la pena di continuare ad amare questo cazzo di pianeta… è l’unica risorsa che abbiamo. Ti abbraccio anch’io… con tutto il cuore.

  5. elos ha detto:

    Mamma non c’è. é partita. E credo coglierò l’occasione per strappare i cavi almeno al televisore che gioca solo alla rincorsa: chi vincerà ,questa volta? il più macabro o il più pietoso? il più credente , il più sbalordito , il più pentito o il più stronzo?
    oh raz, che gran schifo.

    e poi da piccola pensavo: se scoppia una guerra scappo via lontano lontano a nascondermi.

    Dove?

  6. alderano ha detto:

    ci siamo, qui. sputiamogli in faccia, a questo mondo, ridendo divinamente – come una grande, divina risata è quella di Henry Miller nel suo cantico del capricorno…

  7. orsarossa ha detto:

    io passo di qui da radio sherwood sono a global beach
    stiamo pronti

  8. anonimo ha detto:

    ridere di se stessi e del morbo che ci divora,
    mangiare la rabbia e sputarne le ossa,
    sempre pronti al peggio!
    xxx valeska

  9. CrisalideInversa ha detto:

    Stanchezza.
    E voglia di nascondersi in un buco.

  10. markelouffenwanken ha detto:

    Un abbraccio a te, amico mio.

  11. sestoempirico ha detto:

    Va bene va bene. Molto bene. Diciamolo a chi muore davvero. Ci dirà: fottiti stronzo, tornatene sotto le lenzuola a leggere il tuo Rimbaud, i tuoi futuristi russi, i tuoi versi concettisti…

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