Purtroppo sono costretto ad aprire il mio post con questa colata di vomito. Scusate, era necessario.

IL PACIFISTA COL KALASHNIKOV
di VITTORIO FELTRI
Se esaminata cinicamente, cioè con lucidità, la disavventura di Enzo Baldoni sconfina nella commedia all’Italiana. Già ieri abbiamo scritto: un uomo della sua età, moglie e due figli a carico, avrebbe fatto meglio a farsi consigliare da Alpitour, anziché dal Diario, la località dove trascorrere vacanze sia pure estreme (si dice così?). Evidentemente, da buon giornalista della domenica egli ha preferito cedere all’impulso delle proprie passioni insane per l’Iraq piuttosto che adattarsi al senso comune. Ciascuno fa come gli garba. E se a lui garbava di mettere a repentaglio la ghirba allo scopo di essere la caricatura dell’inviato speciale, forse sognando di diventare un Oriano Fallaci o un Ettore Mo, c’è poco da obiettare. Molto da obiettare invece c’è sul fatto che adesso tocchi allo Stato italiano di toglierlo dalle pettole (dal milanese: peste). Vabbè. Non facciamoci guardar dietro spendiamo quanto c’è da spendere per riportarlo a casa, questo bauscia simile a certi tizi i quali, durante il week end, indossano la tuta mimetica e giocano ai soldatini nelle brughiere del Varesotto
.

Naturalmente è un pezzo di merda, uno di quegli individui la cui esistenza inquina il mondo e di cui mi auguro al più presto la dipartita.
La questione è semplice. Ci sono persone che leggono il suo giornale. Sembra impossibile ma è così: io stesso ne ho visto qualcuno, in giro. Facce lombrosiane, figure spaventose, evidentemente affette da una tragica degenerazione etico-antropologica.
E’ brutto: ricomincio incontrollabilmente ad avere fantasie violente… andar loro incontro, strappar loro di mano il giornale, ridurlo in pezzi. Sputargli in faccia, riempirli di botte, farli sanguinare, che non riescano a muovere un osso senza piangere per settimane…
Mi rendo conto che è orribile.
Io mi sono rotto di questa gente, non ce la faccio proprio più. Mi saltano i nervi.

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25 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    cominciamo da feltri, anzi, dalla sua famiglia, cristo!

  2. perlarara ha detto:

    Ma è un MOSTRO,semplicemente un MOSTRO!!!!!Cuori di pietra,lingue veloci e affilate che con le parole ipnotizzano i più…destrutturano il sentire con la loro logica da quattro lire,ma ben supportata da una capacità comunicativa al limite del diabolico.E la compassione va a farsi fottere….lo ripeto,il mondo non ha bisogno di tutto questo odio e di questa indifferenza!

  3. mata63 ha detto:

    non so cosa aggiungere razgùl… il messaggio che vogliono far passare è chiaro: credere in qualcosa che non sia il denaro è sbagliato, avere ideali è follia da giullari. L’unica speranza che ho è che alla fine la rabbia prevalga, la voglia di libertà sia più forte del bisogno di false certezze.

  4. anonimo ha detto:

    sono contenta che anche tu lo abbia pubblicato
    dobbiamo paralre noi da qua che loro che son pagati per farlo dicono solo un mucchio di stronzate
    e nonn sono feltri…
    molti altri purtroppo
    iuna

  5. annabell ha detto:

    volevo postarlo anch’io , poco fa…
    mi hai preceduto, Raz.

    che vomito, davvero.
    un abbraccio

  6. markelouffenwanken ha detto:

    Feltri me lo ricordo giovane. Io ero un ragazzino. Lo leggevo quando capitava sulle colonne del Corriere. Era un brillante giornalista di costume, nello stile mi ricordava Santi Urso. Urso continua a parlare di fighe (e come dargli torto?), Feltri ha fatto veramente “carriera”. Il suo “Libero” è l’ennesimo satellite del pianeta Berlusconi. Libero un cazzo, dunque. Hai fatto bene, Razgul, a pubblicare quel pezzo di scottex impregnato di merda. Hai fatto bene anche perchè altrimenti noi lettori abituali di quotidiani un po’ più civili non avremmo mai saputo che Vittorio Feltri ha raggiunto il punto di non ritorno. Semprechè esista, un simile punto, in un paese, qual’è il nostro, facile alla smemoratezza. Feltri è comunque l’epitome del nazismo potenziale. Nel senso che, esistesse di nuovo un fenomeno come quello scatenato da Hitler, Feltri sarebbe il primo a varcare, da Goebbels de Bergum, le porte della Cancelleria. Se certi personaggi sono solo “falsamente democratici” è solo per una questione di fortuna. Con quel carattere, uno come Feltri ( o come Belpietro) sarebbe potuto essere un Oberstuermfuehrer d’ottimo livello.
    Un caro saluto,
    Markelo

  7. Kabuki ha detto:

    triste ma almeno ottanta su cento persone che oggi leggono questa merda tra un anno l’avranno già dimenticato. “feltri? un coglione dai, solo un leccaculo, innocuo”. in Italia tutto è innocuo pare, in fin dei conti.
    E’ arrivato settembre.

  8. CrisalideInversa ha detto:

    Uno dei tanti incapaci nel loro mestiere.
    Suvvìa, tolleranza.
    C’è di peggio in circolazione. Non è facile trovarlo ma c’è di peggio.
    [Cris]

  9. Violeta ha detto:

    Che ci sia di peggio in giro non ne metto in dubbio, ma non è un motivo valido per non dire. Tolleranza zero, per una volta.

  10. alderano ha detto:

    oggi, sul traghetto, sentivo già – dopo la vacanza epochè – di aver voglia di sterminio…

  11. anonimo ha detto:

    …il pugnale alla mano…

  12. razgul ha detto:

    Penso che il mito dell’innocuità italica – un luogo comune che vediamo trasudare ovunque nella vita sociale di questo paese, dalla minutaglia quotidiana alla sfera della politica – sia una geniale trovata di auto-marketing (cioè l’abbiamo inventato per rivendercelo, il massimo della stronzaggine autoreferenziale) per coprire il carattere feroce e luttuoso, il fondo melmoso criptofascista sempiternamente presente nel nostro DNA culturale.Quanto al peggio in circolazione, io con la merda non riesco a fare classifiche graduatorie. Anche perché a portare il discorso fino ai suoi estremi, si finirebbe per assolvere molte cose che invece andrebbero condannate.E a proposito di tolleranza, ti rispondo che sì, la tolleranza, ok, ma esiste anche – e bisognerebbe praticarla molto di più – l’intransigenza.Quindi dico così: intransigenza zero con le carogne – e pugnale alla mano.Eh, Alderano, Dopo l’epoché husserliana di agosto tocca sempre a quanto pare finire heideggerianamente gettati nel mondo di merda.

  13. anonimo ha detto:

    pensa che mi è toccato sentire persone che gli davano pure ragione…(p.s:non c’entra un cazzo, ma un giorno di questi mi autoinviterò a pranzo a casa tua:scegli tu il giorno più comodo) Ciao Paperoga81

  14. razgul ha detto:

    Il giorno più comodo, mon frère, era venerdì scorso. Ahahahah!

  15. CrisalideInversa ha detto:

    Vai a prenderlo sotto casa, allora.

  16. markelouffenwanken ha detto:

    Ragazzi, non è più comodo attendere il cadavere del nemico sulla sponda del fiume? Attendere le elezioni? Feltri continuerà a scrivere le sue zozzerie su Libero? E sia. I figli di puttana sono sempre esistiti, sempre esisteranno. Esisterà sempre la falsità, la disonestà, l’arbitrio. Anche a sinistra ci sono gli infami. Esistono anche i fascisti di sinistra. Quelli per i quali non esiste la ragione dell’altro. L’altro dev’essere annientato con tutti i mezzi.
    Scusate l’intromissione, ho letto di pugnali et similia. Qualche anno fa ne ho viste di tutti i colori. Ero un ragazzino. Cose turche. Capitavano nelle nostre strade tra vicini di casa. Qualcuno ci ha lasciato la pelle.
    Un affettuoso saluto a tutti.
    Markelo

  17. danderbit ha detto:

    Non ho la piena conoscenza della vicenda, ma nel pezzo Feltri dimostra che uomo sia, che uomo di merda sia. Quelle sono parole che avrei potuto usare io nei confronti del mercenario morto ammazzato qualche tempo fa. E forse sarei stato anche meno ignobile, usarle alla memoria di un collega in quel modo è un gesto che giustificherebbe qualsiasi raptus di violenza alla sua persona. Si dovrebbe vergognare! Tra l’altro, se ricordo bene, per smontare i sospetti dietrologici sull’omicidio di Ilaria Alpi in Somalia scrisse qualcosa del genere anni dopo l’assassinio della giornalista. Feltri sei una merda!

  18. danderbit ha detto:

    Dimenticavo, bentrovato Razgul…

  19. alderano ha detto:

    Ragioni dell’altro? Quali ragioni? Quello di Feltri è fascismo tout court, senza ragioni – la nostra dottrina è il fatto, affermava Mussolini, e Feltri non se ne discosta, con la sua oramai accertata rozzezza oltre ogni limite – oltre ogni ragione. Dire che Feltri meriterebbe un pugnale non è fascismo di sinistra, è semplicemente autodifesa da un fascismo sempre presente (il dna di cui parlava razgul) che innerva il nostro paese di merda. Feltri è un nemico, purtroppo un pugnale non servirebbe a sradicare il marcio che lo sostiene, che ne fa portabandiera. E’ una questione antropologica, una diversità antropologica – anch’io, come raz., ho notato i volti teratologici dei lettori di Libero. Dovresti cominciare a distinguere, Markelo, il conflitto generato nell’amore (come quello di Arjuna nella Bhagavd-Gita) dall’odio che produce violenza finalizzata alla sottomissione.

  20. markelouffenwanken ha detto:

    Non parlavo di ragioni dell’altro riferendomi a Feltri. L’altro era riferito a chi, pur pensandola diversamente, sa discutere. So distinguere i piani, Alderano. E non sono comunque un pacifista. Lo sarei se esistesse la pace. Ma non c’è pace, tra noi vivi. E poi, l’onestà intellettuale, a mio parere, è sempre e dappertutto merce rara. Ovvio, anche per me, che con gente come Feltri non si puo’ discutere.
    Un saluto.
    Markelo.

  21. razgul ha detto:

    No, Cris, non vado a prenderlo sotto casa. Perché non è nella mia natura, perché non sono un fascistello e perché non viviamo (più? ancora?) in tempi che richiedano azioni estreme, da gappisti. E perché, come dice Alderano, un pugnale non basta, non serve a sradicare il marcio di cui i feltri sono solo una manifestazione.
    Ti spiego meglio cosa intendo per intransigenza: rigore e disciplina morale, atteggiamento inarreso e insurrezionale – tutto questo preteso in ugual modo da sé e dagli altri. Quando dico – al di là degli sfoghi di rabbia, in cui mi sarà concesso, spero, di esprimere liberamente il mio desiderio immediato di riempire di legnate certa gente, che bisognerebbe praticare di più l’intransigenza, ovviamente non inneggio ad alcuno squadrismo (a proposito, qui a Milano un po’ di autodifesa attiva ci vorrebbe, di questi tempi, visto che i fasci hanno ricominciato ad aggredire i centri sociali e ad ammazzare compagni).
    Penso che dovremmo lavorare di più su di noi. Buttare via ogni debolezza, ogni cedimento al sistema, ogni slittamento nel fatalismo. Smetterla di prendere certe cose con ironia o con un’alzata di spalle. Boicottare, manifestare, informarsi/informare… partecipare alla lotta politica dal basso e partendo dal punto che ci è più congeniale. Ce n’è di roba nuova, in questi ultimi anni. Persino certi cattolici si mobilitano, con le loro modalità…

    Markelo, il pugnale (lo slogan di Valeska) io l’ho preso così, metaforicamente, come a dire “mantenendo un’attitudine di combattimento”.
    Ci manca solo che mi vengano ad accusare di essere un cattivo maestro…;)

  22. sestoempirico ha detto:

    Perdonami Razgul: ma perchè gli iracheni non avrebbero dovuto ammazzarlo? Insomma, per loro non era che un italiano. Che poi facesse cose “buone” è un altro discorso. Noi non abbiamo certo guardato in faccia al “nemico” quando abbiamo dovuto fare propaganda di guerra, quando abbiamo dovuto lanciare bombe, sparare proiettili. Bambini, donne, anziani… chi se ne frega, tanto sono loro a morire… non è così? E dico “noi” con cosciente senso di responsabilità, con cosciente vergogna. Perchè l’abbiamo voluta noi quela guerra infame. E fermarla era possibile.

  23. markelouffenwanken ha detto:

    Ci mancherebbe, Razgul.
    Buona serata.

  24. razgul ha detto:

    Sesto, ti dico solo: attenzione all’uso delle categorie: “gli iracheni”, “noi”…

  25. anonimo ha detto:

    Feltri ha scritto delle cazzate, ma il tuo istinto “omicida” rispetto ai lettori di Libero, fa di te uno come loro. E, per favore, basta con la demagogia.
    Panta

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