Sono in partenza e oggi è un giorno particolare. Post lungo, quindi, e a risentirci presto. Se riesco a connettere il portatile su cui sarò costretto – anche in vacanza – a sgobbare (nel tentativo già destinato al fallimento totale di scrivere dieci paginette da dottorando diligente). Baci a tutt*!

DURA MADRE NOSTRA # 3

 

A questo punto non mi resta che pubblicare le nostre brevi biografie, casomai voleste saperne di più. O semplicemente perché vi ho pres* per estenuazione.

 

Marco

Chitarra elettrica e acustica, bouzouki, saz, oud, voce.

Data di nascita: 1875

Capelli: per ora tutto a posto

Occhi: maligni

Segno zodiacale: barracuda

 

Come si può vedere dalla data di nascita, Marco aveva 47 anni quando scoppiò l’insurrezione di Kronštadt. Il dilemma morale che lo colse allora (non seppe decidere se avevano torto gli insorti o Trockij) gli procurò una grave crisi di coscienza. Marco si dimise da commissario politico, nascose sotto una piastrella la propria tessera di Partito e scelse di rinascere cinquantatre anni più tardi, quando, come disse allora, “Il comunismo si sarà perfezionato e regnerà in pace su tutta la terra”. Come si sa, in questo senso il destino non è stato molto tenero con lui.

Tornato alle elementari, è caduto vittima di uno dei più tragici equivoci della storia recente. Il sistema di spionaggio internazionale Echelon ha infatti intercettato la seguente conversazione tra la sua maestra e sua madre:

“Eh, lo so, signora, che suo figlio di solito è tanto bravo. Però oggi è stato proprio una canaglia”.

Travisando il senso dell’espressione “stato canaglia”, il governo degli Stati Uniti ha inserito il suo nome nell’elenco dei paesi malvagi e ha tentato più volte di bombardargli l’abitazione.

Da allora, se gli si nomina gli americani, Marco assume un’aria vagamente inquietante, come di chi voglia torturanti a sangue, ed emette uno strano rumore con i denti.

Costituisce la spina dorsale del gruppo (o, come dice la violinista, la “spina di pesce”) ed è l’autore della quasi totalità delle musiche (cioè se ci denunciano per plagio la responsabilità è sua). Suona anche una mega di strumenti, e tutti da dio. Il sospetto è che lo faccia perché è uno sborone.

 

Silvia

Violino

Data di nascita: da qualche parte all’alba degli anni ‘80

Capelli: corti

Occhi: sì

Segno zodiacale: lavabo

 

Per la sua giovane età, Silvia è la mascotte e il portachiavi del gruppo, nonché l’escamotage con cui gli altri abbassano l’età media per iscriversi ai concorsi musicali.

Dotata di un’indole mite e pacifica, Silvia ama nel tempo libero lavorare all’uncinetto, guardare film sentimentali e infilzare con lunghi spilloni gli assicuratori. Alle prove, è colei che sprona gli altri a dare il meglio di sé con frasi d’incitamento quali “Aguzzini bastardi” e “Dài, pausa sigaretta”.

È l’unico membro del gruppo a vantare un posto fisso di lavoro (come sicaria per i Servizi Segreti lituani).

La storia di come si è accostata a quel meraviglioso strumento che è il violino merita davvero di essere raccontata.

In terza elementare la compagna di banco si vantò di saper già suonare divinamente il flauto. Silvia, non sopportando l’idea di essere superata in eccellenza, andò su tutte le furie, uscì di scuola e si recò in un negozio di strumenti musicali. Il commesso, vistosi di fronte una bambina, pensò bene di ingannarla: quando la piccola le chiese un flauto, lui le vendette un violino.

Da allora – e dobbiamo essere grati a quel commesso disonesto – Silvia suona il violino nei Duramadre. Quando poi gli altri riusciranno a convincerla che non si suona soffiandogli dentro, sarà proprio il massimo.

 

 

Sergio

Basso, voce

Data di nascita: 973 d.C.

Capelli: tendenzialmente secchi

Occhi: un po’ miopi, ma non c’è male

Segno zodiacale: testicoli

 

Nonostante la veneranda età, Sergio va esageratamente fiero del fatto che dimostra due o tre secoli di meno. Grazie al suo ingannevole aspetto giovanile, può tuttora permettersi di ascoltare i Rage Against The Machine ad alto volume e indossare i jeans e una maglietta, anche se nessuno gli ha mai spiegato che prima deve togliersi l’armatura.

Come bassista ha elaborato una tecnica originale e complessa, che consiste nel suonare il minor numero possibile di note usando il minor numero possibile di dita. Queste finezze gli hanno meritato l’appellativo di “miglior bassista nella storia del gruppo” (anche perché di fatto è il solo che il gruppo abbia mai avuto).

È autore di molti dei testi e perciò si considera l’intellettuale del gruppo. Basti pensare che è in possesso di ben due lauree: una in lingua e letteratura russa, che gli serve per farsi bello; e una in storia del pensiero spregevole, che gli serve per trovare lavoro.

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3 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    la foto l’hai fatta nel back stage dei deep purple?
    posso cambiare il mio dottorato e andare a farlo alla facoltà di pensiero spregevole?

  2. danderbit ha detto:

    Da come descrivi in questo e nei precedenti post devi essere molto orgoglioso del tuo gruppo.

  3. Basteth ha detto:

    Eheh…: bassista…!!!
    Post proprio carino: si vede che ai tuoi compagni vuoi bene davvero…: e questo è l’unico segreto, secondo me, per fare musica e vivere bene. Riguardo ai segni zodiacali, dovrei mandarti il pittoresco oroscopo di mio fratello…!

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