Murasaki, Hsüeh-ch’in, Erodoto

 

Mandatemi pure a cagare, non me ne frega niente, io questi tre libri abissali ve li butto lì, nel caso non aveste ancora deciso cosa mettere in valigia, nello zaino, o più semplicemente sul comodino, vicino al ventilatore.

 

Murasaki Shikibu: una dama di corte giapponese vissuta nel XI secolo può aver scritto il romanzo forse più grande nella storia dell’umanità? Sì. Il suo Genji Monogatari (in Italia si troverà la prima parte come Storia di Genji il principe splendente, Einaudi, e la seconda come La signora della barca – Il ponte dei sogni, Bompiani) è immenso, indescrivibile. L’incredibile stupore di trovarvi dentro Shakespeare e Proust… Decisamente si resta senza fiato.

Da leggere ASSOLUTAMENTE e rileggere magari tra un paio d’anni, quando – secondo voci incontrollate di corridoio – uscirà la prima traduzione completa italiana condotta sulla versione in giapponese moderno di Tanizaki.

 

Ts’ao Hsüeh-ch’in, Il sogno della Camera Rossa (Einaudi o Tranchida Ed., che chiama l’autore Cao Xuegin). Dire che si tratta di un romanzo cinese del ‘700 non rende affatto l’idea. Bisognerebbe aggiungere che ci aggiriamo dalle parti di Murasaki, a quella stessa altezza. Nessuno può dire di aver vissuto, se non ha letto quest’opera struggente, memorabile, archetipica. Due enormi palazzi attigui, una strana predestinazione, mondi ultraterreni, il trascorrere del tempo, delle passioni. La giovinezza, il dolore, il sesso, l’amore, la morte.

Alla faccia di chi pensa che il romanzo sia un’invenzione occidentale, o che abbia dato il meglio solo qui da noi.

 

Di Erodoto ho già parlato altrove, qui (e precisamente il 01 settembre ’03). Chi poi ha avuto la sventura di frequentarmi di persona sa quanto io sia in grado di diventare ossessionante, a tal proposito.

Dice Moresco in Lettere a nessuno: “Ho rischiato, se solo fossi morto qualche giorno fa, di andarmene senza avere conosciuto la gioia sovrumana di frequentare Erodoto”.

Moresco è un genio come sempre: “gioia sovrumana” – non esiste espressione che descriva meglio la sensazione che dà la frequantazione delle Storie.

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27 risposte a

  1. Fruzza ha detto:

    ciao mi piace molto il tuo blog.

  2. mata63 ha detto:

    razgul,sul mio comodino, in questo momento ci sono: L’isola di Arturo- Morante, Ma come hai ridotto questo paese-Moore- La filosofia della libertà-Steiner, Follia-McGrath. Che dici,continuo a leggere o butto via tutto e prendo i tuoi? :*

  3. mata63 ha detto:

    va bene, prometto che li leggerò… ma quello in inglese no, ti prego, ci metterei un secolo. L’inglese lo mastico poco…giusto per sopravvivere! :)

  4. anonimo ha detto:

    erodoto l’ho letto, ogni tanto lo rispolvero. per quanto riguarda gli altri, me li procurerò.
    finalmente dici apertamente che il moresco è un genio.

  5. anonimo ha detto:

    ciao tunga, bel blog, il tuo; come un diario. io invece l’ho aperto ma ci scrivo poco poco, forse non è il momento… Erodoto è nei miei ricordi di liceo…mi piace molto la tua foto al’inzio del blog, immagino che sia un tuo ritratto di bambino, anni 70 se non sbaglio, mi ricorda le mie foto di bambina , le prime a colori, con un’aria molto da anni 70, anni duri e troppo densi.
    ciao ciao.
    annaB.

  6. annabell ha detto:

    chissà perchè sono risultata anonima, nel commento sopra..
    comunque il mio blog è annabell.splinder.it
    ciao

  7. mata63 ha detto:

    razgul, già che siamo in tema di foto… com’è che già da bambino ti vestivano da Che Guevara? :)

  8. razgul ha detto:

    Eh, in realtà era tutta colpa della mia comunistissima zia (la prima cosa che mi ricordo di aver ascoltato sono le sue cassette degli Inti-Illimani…)

  9. Basteth ha detto:

    Ok, tanto per rompere le palle: ADORO TUCIDIDE.
    Grazie per le parole che hai asciato nel mio blog. Magari fosse possibile conoscere siffatte creature…! Ma allora non mi potrei più lamentare, scrivere bei post, mangiare la nutella senza avere fame, comprarmi il lindt al 99% di cacao, e soprattutto giustificare le piccole forme di shopping.
    Praticamente la fine.

  10. mata63 ha detto:

    le zie sono sempre provvidenziali… hanno quel nonsochè che manca ai genitori. :)

  11. razgul ha detto:

    Grande verità, mata.

  12. Basteth ha detto:

    E comunque ti farò un post sui batteristi.

  13. razgul ha detto:

    Dài, lo aspetto (il post). Oltretutto il mio mi ha appena piantato in asso.

  14. Basteth ha detto:

    ho letto…: ma come mai? I batteristi sono abitudinari (primo luogo comune di B. sui batteristi)…

  15. Basteth ha detto:

    se mi dici dove e cosa suoni ti dico se posso mandarti qualcuno bravo.
    (… sembra di stare a parlare di idraulici…)

  16. Violeta ha detto:

    i batteristi..pare che siano in via d’estinzione…non è che ne puoi trovare uno anche per me?? baci

  17. Violeta ha detto:

    eh..io sono zia, ma chissá se saró veramente provvidenziale per i miei pargoli (magari per loro si, ma per i loro genitori..mmm..)

  18. razgul ha detto:

    Direi Violeta che hai tutti i presupposti per essere una zia meravigliosa, alla facciaccia di tutti i genitori!

  19. razgul ha detto:

    Annabel, grazie per i complimenti. Quanto lla foto sì, son io in quel dell’agosto ’79, verso sera, sul balcone dei miei nonni e di mia zia (quella comunista). Ho sempre pensato che i colori delle vecchie foto degli anni 70 fossero quanto di più simile ai colori dei miei ricordi.Mm, credo di non essermi spiegato bene…

  20. elos ha detto:

    Razgul, ora lo so che sembrerà che la stia raccontando. Ma non è così, punto. Mi sa che quel mio sogno del primo luglio t’ha portato sfiga veramente. Che in quella città sconosciuta, dov’era scoppiata la guerra non solo la gente credeva di suonare i tamburi e invece bombardava le strade. Ma c’erano, alla fine del corso principale, in angolo, al margine della piazza, alcuni strumenti in attesa dei prossimi arrivati. Non ho mai suonato la batteria. Mai nemmeno mi ci sono seduta dietro. Nemmeno in sonno. In quel sogno l’ho fatto. Ho provato a dare qualche colpo e tu mi hai detto:nè troppo piano, nè troppo forte.
    un altro senso di colpa mi doveva venire! manaaaaggia la miseria mannaggia.

    Per Violeta-zia, concordo con Raz. Con la testa e con un bacio.

  21. Basteth ha detto:

    ok…: non mi toccherà fare il post ANCHE sul fascino un po’ sudato dei batteristi, vero?

  22. Basteth ha detto:

    tra l’altro, il post è servito, mylord.

  23. razgul ha detto:

    Non ti preoccupare, Elos, il batterista ci ha mollati prima del tuo sogno, quindi tu non c’entri – anzi, magari ci porterai fortuna…

  24. sedicinove ha detto:

    Sul mio comodino c’è “Figlio degli anni terribili, Vita di Aleksandr Blok” della Berberova… Ho capito più sui simbolisti (con i quali, come sai, non ho mai avuto un bel rapporto) con questo libro che in 10 (gulp!) anni di frequentazioni slavistiche.

  25. razgul ha detto:

    Noo, non lo conosco (ho sempre guardato con un po’ di sospetto la Berberova, così, a pelle)! E’ bello? Mi sa che lo recupero!Allora domani posto la foto che mi ritrae davanti all’ingresso della casa di Blok!

  26. sedicinove ha detto:

    http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=238&c=FCCNNXD5TSPFN
    è uscito da poco da Guanda, una specie di “Blok for dummies”. :-)
    Sono quasi alla fine e mi sta piacendo molto.

  27. anonimo ha detto:

    …sì sì, ma come diceva Neri marcorè che imitava un noto psicologo di talk show…qualche volta, passate una bella serata con una strappona, è il più bel regalo che potete farvi…
    quanto aveva ragione…..

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