PAR MERDAE MIHI SERGIVS QVERVLVS VIDETVR ESSE

 

Merda ai blog. Una volta se proprio avevo bisogno di autopsicanalizzarmi, autopunirmi e/o autoassolvermi mi limitavo a scribacchiare sui miei quadernetti, zitto zitto, seduto in de per mì su treni, tram e pullman, senza smarronare nessun altro.

E poi l’esibizione di sé fino a un certo punto è tollerabile e persino apprezzabile, se la carne messa in mostra è sugosa e rossa. Altrimenti si è solo patetici.

Allora, si direbbe che io sia un po’ esaurito. La cosa ovviamente è spiacevole, ma nemmeno lontanamente paragonabile al buio della depressione di qualche anno fa. Anzi, è probabile che sia solo l’accumulo di tutte quante le menate (più altre ancora) di questi nove-dieci mesi di delirio.

Finalmente sono andato in corto circuito. Da cui lo sfogo tardo-adolescenziale.

E – sì, ho bisogno di cura (non di cure, non ancora) e di tendresse. Ma devo anche imparare a scendere a caccia di granite (anche due, giustamente), anche in piena notte, quando sento che sta per arrivare la crisi piagnona.

C’è tanto di quel dolore, in ogni angolo di questo pianeta, che a sbiottarsi per mostrare i propri graffietti si rischia di fare solo la figura del coglione.

I commenti invece erano tutti belli, affettuosi e lievi. Perciò, cazzo, pur virtualmente vi abbraccio tutt*.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

12 risposte a

  1. Violeta ha detto:

    cariño

  2. iuna ha detto:

    scrivere su fogli di carta volante, su quaderni ingialliti o su pezzi di legno..la mano tremante lascia solchi profondi per l’angoscia che passa o che resta…è tutto più intimo e più personale di caratteri uguali su tastiere di plastica, su uno schermo bianco e triste…
    il coglione è colui che si sente represso, per le sue ansie e i suoi piccoli graffi… non lasciare che una stanza di pareti telematiche ti tolga la voglia di scrivere e di dire e di esibire te stesso…
    se è questo che accade, molla tutto per un po’…prendi in mano la penna e scrivi dove ti va e poi magari chissà…forse poi o forse mai tornerai ad aver voglia di mostrare le tue menate da “coglione”…
    o semplicemente ritroverai un sorriso…
    intanto ti offro il mio!

  3. iuna ha detto:

    aggiungo il mio fanculo al tuo
    fanculo!
    :)

  4. mariannaborella ha detto:

    io ti mando un bacio, e mi vergogno un po’ della figuretta nel blog della mia amica…tu sai.

  5. mariannaborella ha detto:

    p.s.: li leggi i messaggi privati?

  6. Basteth ha detto:

    Direi che sembreresti rudemente commosso…
    :))
    Il dolore di ognuno è prezioso come quello di tutti gli altri. Ed è la cosa più facile da amare (molto meno lo sono i difetti).
    Il difficile è entrarci dentro.
    Per quanto tu possa mercanteggiare il tuo stillicidio interiore, deve esserci sempre una forte volontà di capire e comprendere, dall’altra parte, per esserne almeno spettatori.
    Coraggio: sei ancora (moderatamente) al sicuro.

  7. aitan ha detto:

    Anch’io ho avuto fin dal principio della mia blog-vita il dubbio che questo fosse un altro ombelico intorno a cui arrovellarsi…; che fosse solo un modo per riempire il tempo col vuoto delle parole…; che fosse solo un altro disperato segno per controllare che esistiamo…

  8. aitan ha detto:

    Scusa, ho mandato tre volte il messaggio perché ho provato invano a linkare un mio post del 9 ottobre 2003 che mi pareva pervaso dagli stessi sconfortanti dubbi

  9. mata63 ha detto:

    anch’io ho sempre difficoltà a mostrare la mia parte tenera ed in crisi… ma se ti serve fai pure! (anche quando sei in crisi è un piacere leggerti!) :*

  10. anonimo ha detto:

    Lo facciamo tutti, Sergio-Tunga-Raz, lo facciamo tutti e un po’ è vero che ci guardiamo negli occhi e ci sentiamo patetici, un secondo dopo.
    A volte il limite tra l’abbraccio empatico e affettuoso e il feticismo della sofferenza altrui è difficile da stabilire. A volte.
    Ma le granite ben mescolate dai bicchieroni pieni di neve e colorante si riconoscono bene.

    E adesso faccio la patetica anch’io e ti dico : passaci ogni tanto, dalle mie parti, che le sigarette con te son sempre piacevoli.

    elos

  11. mariannaborella ha detto:

    ah, grazie di essere tornato e scusa l’invadenza…

  12. danderbit ha detto:

    I graffi e graffietti dell’anima, anche solo piccole ammaccature, non sono mai patetici. Il dolore dei coglioni è ben altro, è il disperarsi non per la propria condizione ma per come gli altri vedono/giudicano/assistono ad essa. Quindi al massimo è da coglione solo il dubbio che hai avuto in questo post sui tuoi affezionati lettori.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...