Lettera d’insulti in versi liberi

  

divinità di merda
vaffanculo
che cazzo vuoi che cazzo pretendi
da me, che cazzo di ego di merda che hai

e magari non esisti nemmeno
e siamo soltanto grumi di palta

carnosa, figli di cieca evoluzione
pronipoti d’ittiostega destinati
alla morte al vuoto all’assenza.

In ogni caso, fammelo dire
con tutto il cuore
sei una merda

forse è meglio pensare che nessuno
sia davvero responsabile

per gli uccelli che precipitano dai nidi
per i bambini malati 
se mia nonna non può più
lasciarmi a tradimento una carezza
sulla guancia con dita ruvide

se ci sei
una risposta me la devi
ma che non sia una risposta da prete
di quelle che accontentano gli idioti
la morte me la devi spiegare
e dammi pure dell’arrogante
se ti fa sentire meglio
tanto resti un porco

E non venirmi a raccontare
che il nostro intelletto
è per natura limitato
e non può penetrare i misteri divini

che qui si muore per davvero
e all’obiezione più ovvia i tuoi sbirri

non hanno mai risposto:
se ci hai fatti Tu così
il colpevole sei Tu

 

E allora
prenderai la cosa
come lo sfogo di un matto?
Sei permaloso?
ti vendicherai?

Io a parte questi quattro insulti
non ho armi da opporti.

E allora fa’ come cazzo ti pare.

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8 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    Paterfilio

    Tu sei tornato a casa come fece
    quel figlio di quella tua parabola
    dopo aver visto i mali del mondo
    ed essersi sporcato del suo fango.
    Questo accade e nulla più.

    Dalle parti in cui tu sei stato
    o figlio mio si muore
    davvero
    e dopo tre giorni
    s’incomincia a marcire.

    Posa il capo sopra la mia spalla,
    se vuoi piangi, se vuoi bestemmia
    come hai fatto su quella croce
    ripeti pure quell’invocazione
    più vera e sacra
    di tutte le preghiere nel deserto.

    Ma rispetta la morte
    che non hai vinto
    ma rispetta la morte
    e china il capo basso verso lei.

    Ti sei gettato in lei a capofitto
    come fosse una vergine selvaggia
    che solo tu potevi render fertile.
    Non puoi stuprare quel suo ventre oscuro.
    Non pui capire il suo continuo flusso.

    Noi siamo Dio celeste,
    noi Creiamo
    come sempre,
    noi, rigeneriamo.
    Ed alla morte non rubiamo nulla.

  2. pippilotte ha detto:

    che post! sono in un perodo molto positivo , in campaga a godermi questo giugno incantevole , vorrei avervi tutti qui a far bagordi sotto la pergola e a percepire la bellezza della natura . vi ho fatto incazzare ancora di più ? sorry

  3. sbiadita ha detto:

    sembra un monologo di spike lee..

  4. Violeta ha detto:

    dio dell’ipocrisia, dio dell’odio, DIO SATELLITARE!

  5. razgul ha detto:

    Bella risposta, davvero, Gabi. La mia forma di rispetto, nella mia modesta arroganza, pretende un confronto alla pari con Dei e signore Morti – laddove evidentemente non può esserci parità.

  6. razgul ha detto:

    Spike Lee, dici, Sbiadita? Non ci avevo mai pensato in questi termini. Di Spike Lee ho visto qualcosa qua e là. Però la 25° Ora mi è piaciuto tantissimo. Il lungo, lacerante monologo del protagonista davanti allo specchio (quel vaffanculo tragico, disperato eppure liberatorio) in un certo senso era una specie di preghiera…

  7. steu ha detto:

    Amen.

  8. anonimo ha detto:

    Siiiiiiiiii. Il Dio deve ficcare la sofferenza nel suo putrido buco del culo,
    W PORCO DIO DI MERDA

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