La merda e basta

Ah, picchiare studenti e lavoratori, come ai vecchi tempi. Bello, eh? Da un po’ è di nuovo permesso. Per la pagnotta si fa questo e altro. Per la pagnotta e per passione, ci mancherebbe. Senza passione mica si lavora bene. Vi danno l’ordine, voi obbedite. Il che, evidentemente, vi soddisfa. Credere, obbedire, picchiare.

Cani da guardia del potere.

Macché. Almeno foste cani: non mi fareste così schifo.

Non mi fate nemmeno venir voglia di scrivere cose intelligenti.

Mi bloccate il comprendonio. Mi cancellate il raziocinio.

A Melfi come a Genova, come a Nassiriya. Infami.

Mi fate solo venir voglia di vomitare.

Ma vaffanculo. Sbirri.

No. Sbirri di merda.

No. Merde e basta.

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12 risposte a La merda e basta

  1. Violeta ha detto:

    S’il faut donner son sang,/ allez donner le vôtre,/ vous êtes bon apôtre/ Monsieur le President.
    Si vous me poursuivez,/ vos gendarmes/ que je n’aurai pas d’armes/ et qu’ils pourront tirer.

  2. razgul ha detto:

    Je ne suis pas sur terre / Pour tuer des pauvres gens / C’est pas pour vous fâcher / Il faut que je vous dise / Ma décision est prise / Je m’en vais déserter…Magari avessero davvero il coraggio di dire e agire così, i nostri bravi ragazzi…

  3. Violeta ha detto:

    “Vedi sono più importante:/
    ho tre maglie e tu una sola;/
    vedi sono più importante:/
    ho il papà con la pistola;/
    e combatte contro tutti/
    assassini, farabutti;/
    e la sera torna a casa/
    con la sua divisa blù,/
    e si siede sul mio letto/
    mi racconta quel che ha fatto/
    fino a che non m’addormento/
    e son contento”:/

    “Quando il nostro commissario/
    con la fascia tricolor/
    lui mi ha detto di sparare/
    non se ne poteva più./
    Eran mille scalmanati/
    noi duecento baschi blù:/
    son bastati due o tre morti/
    non si son sentiti più./
    Tira un colpo o due per aria/
    poi ti vedo quel barnon:/
    gli ho sparato in mezzo agli occhi/
    e non se ne parli più”:/

    “Vedi sono il bambino/
    più importante della scuola:/
    ho il papà con la divisa/
    ho il papà con la pistola:/
    e m’ha detto che ha sparato/
    contro certi esseri strani/
    che gridavan per le piazze/
    che gridavan come cani;/
    e m’ha detto ch’eran brutti/
    e cattivi e sporchi e storti/
    e che non se ne stan buoni/
    fino a che non sono morti”./

    “Quando il nostro commissario/
    con la fascia tricolor/
    lui mi ha detto di sparare/
    non se ne poteva più./
    Eran mille scalmanati/
    noi duecento baschi blù:/
    son bastati due o tre morti/
    non si son sentiti più”.

  4. razgul ha detto:

    Ben altro che pace e lavoro ci hanno portato / davanti alle fabbriche schierano il carro armato / e radono al suolo le case ed i forni del pane / perché tutto un popolo in lotta patisca la fame.È guerra tra il cane che sfrutta e l’uomo sfruttato / è guerra tra il porco che inganna e l’uomo ingannato / è guerra tra il popolo schiavo che soffre e patisce / e il cane che affama ed opprime e il dolore sancisce / eppure qualcuno ha creduto alla pace coi lupi / e adesso ci stanno opprimendo e rendono i tempi più neri e più cupi.Se oggi nessuno ha timbrato è perché non serviva / e nelle galere han portato chiunque reagiva / peccato che il tempo sia stato fissato da loro / invece che nascere prima dal nostro lavoro.Nei campi nessuno ha guardato se il tempo è cattivo / nei prossimi giorni il sereno non porterà cibo / ma stacca dal chiodo il tuo pezzo di sano potere / se il tempo è fissato da loro non stare a sedere / non vincono, non vinceranno, non hanno domani / la forza è nel puntello impugnato da oneste fortissime mani…

  5. Violeta ha detto:

    Sono ladri son predoni son banditi son ladroni/
    son la nuova mano nera al servizio dei padroni /
    Con le gesta brigantesche disonorano l’Italia/
    son protetti dalla sbirraglia e da sicura impunita/

    Delinquenza delinquenza del fascismo sei l’essenza/ col delitto e la violenza tu oltraggi la civiltà /

    Sono avanzi di galera son banditi son ladroni/
    son la nuova mano nera al servizio dei padroni/
    Nelle gesta bnigantesche son peggior dei pellirossa/ li spaventa bandiera rossa perché dovrebbero lavorar/

    Delinquenza delinquenza del fascismo sei l’essenza/ col delitto e la violenza tu oltraggi la civiltà/

    Dalla plebe insanguinata parte un grido di dolore/ dalla plebe massacrata dal suo turpe sfruttatore/ ma pel popolo gemente finì l’era del terrore/
    d’una fiamma rifulgente l’orizzonte sfolgorò

  6. anonimo ha detto:

    io sono stato dentro nel 79 , ero appena maggiorenne , un ragazzino , uno studente contestatore . Quell’esperienza mi ha tagliato le gambe e per anni ha influenzato E umiliato la mia vita .
    p.

  7. alderano ha detto:

    Su mano alla bomba che scoppi mitraglia

    Disponi i petardi e impugna le Star

    Si propaga l’idea rivoluzionaria

    La gran libertaria che i ceppi spezzò

    Presto anarchici accorriamo

    A pugnar per la vittoria od il morire

    Con petrolio e dinamite

    Ogni classe ed il governo a disfar e debellar

    È ora che spenta sia la dittatura

    Vergogna e tortura del mondo civil

    Non più militari ne classi borghese

    Su fuoco alle chiese e abbasso il poter

  8. anonimo ha detto:

    adesso, e l’abbiamo sentito assieme, ti ricordi, razgul?, la lega -mi pare- ha proposto un disegno per cui, in buona sostanza, viene reintrodotto a termini di legge il diritto alla tortura nei casi più eclatanti (tutti pensiamo ovviamente al terrorismo). era già saltata fuori l’anno scorso, mi pare, sempre dalla lega, ma allora era sembrata una boutade. in pratica non cambia niente a livello fattuale, ma ora ci potrebbe essere la legittimazione. così, forse, non picchieranno più nessuno in piazza, ma prima o poi istituiranno dei vicoli, delle piazzette nascoste, coperte, delle sale nei retro dei fast food, amplieranno le loro cazzo di caserme…

  9. razgul ha detto:

    Anonimo p., dici cose cupe di quegli anni. Io all’epoca ero bambino, perciò ne ho una conoscenza diciamo così “teorico-documentale”. Mi piacerebbe sentire le tue storie (ma forse, a giudicare dal tenore del commento, son storie dolorose…).Tereso, ho l’impressione che questi vadano avanti come carrarmati calpestando dignità, giustizia, decenza, diritto…; che per fermarli non bastino una o due “elezioni democratiche” (dal momento che l’istituzione democratica liberista è un cadavere imbellettato); e che prima o poi nel tentativo di fermarli si arriverà a un cruento corpo a corpo.

  10. anonimo ha detto:

    SIETE TUTTI COGLIONI!!!!!!!
    CHI LI DICE A QELLI STRONZI CHE FANNO CASINO DI DISTRUGGERE TUTTO!!!!!
    NON LO FACESSERO NON CI SAREBBE PROBLEMA,MA QUESTO NON LO CAPISCE NESSUNO PERCHE SIETE TUTTI OTTUSI!!!!!!!
    PENSATE SOLO ALLA VIOLENZA, ALLORA FANNO BENE A DARVI DELLE MANGANELLATE , PERò VE LE DOVREBBERO DARE PIù FORTI!!!!!!!!!!
    ALTRO CHE QUELLO, DOVETE TUTTI MORIRE, E VE LO DICE UNO DI SINISTRA , DOVETE CRESCERE QUETO MONDO E’ UNA MERDA PER COLPA VOSTRA, LA PRECARIETA’ SI COMBATTE STUDIANDO, NO FACENDO UN CAZZO!!!!!!!
    IO MI FACCIO UN CULO OGNI GIORNO A STUDIARE, E NON FUMO SPINELLI DI MERDA, MA CERCO SI STUDIARE, ENTRARE IN PARLMENTO E CAMBIARE LE COSE, COSI DOVETE FARE FARABUTTI!!!!!!!!!!!
    VI AUGORO SOLO MORTE, SCARTO DELLA SOCIETA’!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  11. anonimo ha detto:

    Avete mai pensato di provare ad invertire le parti? Come vi comportereste?

    Il male vero di questo mondo è l’odio verso il prossimo, perciò odiare anche uno “sbirro” non ti differenzia dagli altri.

  12. ArabianPhoenix ha detto:

    Non si può tollerare la violenza gratuita. L’odio a volte è necessario per fermare l’oppressore. Non c’è libertà o rivoluzione senza lotta. Non c’è libertà senza combattere. E in questo senso la rabbia è necessaria. Stare inermi di fronte alle manganellate non serve a nulla. Bisogna combattere. Bisogna reagire. Non c’è libertà senza lotta. Non si ferma l’oppressore, l’ingiustizia con i bacini e i campi di margheritine. A volte bisogna imbracciare i fucili per fermare l’oppressione, lo schiacciamento ineserabile dei diritti per tutti. Non c’è altra via.

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