La marcia, il fardel…

La marcia, il fardello, il deserto, la noia e la collera

“Non si parte. – Riprendiamo i cammini di qui, gravato del mio vizio, il vizio che ha sprofondato le sue radici di sofferenza al mio fianco, dall’età della ragione – che sale al cielo, mi batte, mi atterra, mi trascina.
L’ultima innocenza e l’ultima timidezza. È detto. Non recare al mondo i miei disgusti e i miei tradimenti.
Andiamo! La marcia, il fardello, il deserto, la noia e la collera.
A chi offrirmi? Quale bestia bisogna adorare? Quale immagine santa attaccare? Quali cuori spezzerò? In quale menzogna ostinarmi? – In quale sangue marciare?
Piuttosto, guardarsi dalla giustizia. – La vita dura, l’abbrutimento semplice, – sollevare col pugno disseccato il coperchio del sepolcro, sedersi, soffocare. Così niente vecchiaia né pericoli: il terrore non è francese.
– Ah! Sono talmente derelitto da offrire a qualsiasi immagine divina slanci verso la perfezione.
O mia abnegazione, o mia carità meravigliosa! quaggiù, tuttavia!
De profundis Domine, quanto sono coglione!”

Rimbaud

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6 risposte a La marcia, il fardel…

  1. dakko ha detto:

    dove si trova questo pezzo? quando è stato scritto? mi ha fatto pensare alle tre metamorfosi dello zarathustra — a proposito di deserto… come mai ogni volta che scorro la fine del tuo post del 16, dove si parla di “camminare domandando”, leggo immancabilmente “camminare dondolando”?

  2. anonimo ha detto:

    Il pezzo si trova nella “Stagione all’inferno”, una delle opere su cui potrei scrivere: “Questo sono io” e poi tacere per sempre. Quanto allo zarathustra, confesso di non averlo mai letto (anche se ne possiedo ben 2 edizioni): è successo che una decina di anni fa ho letto la Genealogia della morale e la Gaia scienza. Nietzsche mi ha fatto molto male, anche se per spiegare bene cosa intendo ci vorrebbero pegine e pagine. Così mi sono fermato sulla soglia dello zarathustra senzaentrarci. Il tuo “camminare doindolando” invece mi ha fatto proprio spanciare dalle risa! Raz

  3. pippilotte ha detto:

    caro tunga era un po’ che non venivo a farti visita , sono passata sopratutto per vedere come ti andavano le cose , ma a giudicare dai brani che ti leggi e trascrivi direi che sei ancora gravato dai tuoi fardelli . torno presto a trovarti ma anche sul web , tu non mi cancellare dalla lista . Ti abbraccio Pippilotte

  4. dakko ha detto:

    …ma era una cosa seria, quel dondolare!! aveva a che fare con l’andare, con il migrare… (roba stile vie dei canti)

  5. anonimo ha detto:

    Be’, ma il mio ridere non era di scherno! Raz

  6. anonimo ha detto:

    Grazie pippi per il supporto morale. Certo che non ti tolgo dalla lista!

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