15 compleanno &nbs…

15° compleanno

 

Il qui presente post è per raccontare un po’ di cazzi miei, come nella più classica tradizione dei blog.

Chi mi conosce sa che da svariati anni suono in un gruppo (che si chiama come all’incirca altri venti o trenta gruppi della Penisola). Qualche amico addirittura si è più volte immolato per amicizia o masochismo ed è venuto a sentirmi dal vivo. Suoniamo a tempo perso, senza curarci troppo di autopromuoverci (perché siamo pigri e disorganizzati), da perfetti dilettanti. Qualche piccola soddisfazione ce la siamo levata (come la vittoria dell’anno scorso a Scorribande), ma ovviamente non siamo nessuno. Di certo, però, ci divertiamo ancora parecchio.

Bene, il compleanno riguarda più o meno questa cosa.

 

L’altro giorno, facendo ordine tra le mie vecchie musicassette, ho ritrovato un decrepito nastro risalente ai primordi della mia non-carriera di rockstar. Guarda un po’, ho detto a Marco, a fine febbraio sono quindici anni che suoniamo assieme. “Cazzo! Così tanto? Ma allora siamo già due dinosauri del rock!”.

 

Io e Marco ci siamo conosciuti quando avevamo rispettivamente quattordici e dodici anni.  All’epoca Marco aveva già un complessino, che aveva battezzato “The Upsets”, e di lui si diceva che fosse una specie di rock-wunderkind. Le nostre frequentazioni si limitarono dapprima al religioso ascolto dei dischi di suo fratello (Syd Barrett, Jefferson Airplane, Kaleidoscope, Quicksilver Messenger Service, Country Joe e via dicendo) e a certe bevute serali di birra/martini che – inevitabilmente – si concludevano con il sottoscritto intento a trascinare il giovanissimo chitarrista prodigio a vomitare nel parchetto più vicino. Poi, nel marzo dell’89 (e si noti che non era ancora caduto il Muro di Berlino) il bassista degli Upsets mollò il colpo e Marco mi propose di sostituirlo. Io sapevo a malapena cosa fosse un basso ma da tempo ero ossessionato dall’idea di diventare una rockstar. Se ad andarsene fosse stato il batterista, chissà, forse adesso suonerei la batteria.

Eccitato all’idea di suonare in una rock band, per prima cosa proposi di cambiare nome in “Psychoechoes”. Dopo qualche settimana Marco mi confessò che gli faceva schifo. Ho sempre sospettato che in realtà non fosse capace di pronunciarlo correttamente.

Il nome definitivo che scelse lui non era granché meglio: “Psychedelic Fly”. Siccome era altrettanto difficile pronunciarlo correttamente, cambiò quasi subito in “Electric Fly”.

In questo gioioso caos puberale, mentre io faticosamente  imparavo l’arte di torturare il basso con una o più dita, Marco compose il primo pezzo originale del gruppo: “The Psychedelic Fly”. Conservo ancora da qualche parte il testo, che non trascrivo per ragioni di decenza (contiene più errori di grammatica che parti corrette).

 

Nei quindici anni successivi abbiamo smesso di aspirare a diventare hippie, cambiato svariati batteristi, secondi chitarristi, violinisti, violoncellisti, tastieristi, percussionisti, bonghisti cocainomani, punkabbestia, salmodiatrici di preghiere buddiste e persino un flautista scroccone. Abbiamo sciolto gruppi e rifondato gruppi, cambiato nome tre o quattro volte, cambiato stile, repertorio e pettinature, io ho imparato a suonare addiritura con più di due dita e Marco è diventato un guru del bouzouki. La cosa strana è che, dal marzo dell’89, non ci ha mai nemmeno sfiorato l’idea di non suonare più assieme.

 

Ah, su una cosa in effetti non siamo mai riusciti a metterci d’accordo. A Marco piace John McLaughlin e detesta i Clash. Per me è l’esatto contrario.

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16 risposte a 15 compleanno &nbs…

  1. alderano ha detto:

    be’, questo sì che merita una cena!

  2. mesjac ha detto:

    se fossi serio pubblicheresti la mosca tinta…

  3. razgul ha detto:

    “The psychedelic fly is died…”. Quasi quasi la publico, giusto per sputtanare un po’ il Marco… cena

  4. razgul ha detto:

    Ah, Alderano, guarda che la cena prima o poi la voglio fare…

  5. nike ha detto:

    auguri auguri MEGALOMANE! (rif. commento mesjac)

  6. anonimo ha detto:

    auguri ! sei tu quello della foto , suonate solo nell’interland milanese ? ( pippilotte )

  7. sedicinove ha detto:

    se avessi trovato un Marco sulla mia strada a 15 anni (e io che evitavo l’oratorio, mannaggia) a questo punto la mia salute mentale non sarebbe così gravemente compromessa… e probabilmente non avrei neanche un blog. Auguri Sinceri e Viva i Clash.

  8. razgul ha detto:

    Per pippilotte: no, quello è Marco, io sono la camicia azzurra senza testa sullo sfondo. Suoneremmo ovunque, ma finora non è mai successo che ci chiamassero oltreregione (sai com’è, non è che siamo tanto famosi…)

  9. razgul ha detto:

    Il Pisi rimane comunque sempre il Pisi.Il testo della vostra prima canzone però me lo devi far leggere assolutamente. Paperoga81.

  10. razgul ha detto:

    Caro il mio paperoga, se tu facessi un bel log-out da splinder su quella carcassa di pc che ti ritrovi io ne sarei veramente felice…

  11. dakko ha detto:

    dì pure a marco che non capisce niente

  12. razgul ha detto:

    Nakonec Dakko vernulas’ sjuda! Ura! Glielo dirò stasera, visto che abbiamo le prove!

  13. anonimo ha detto:

    bella questa storia… posso scriverci una tesi? poka

  14. razgul ha detto:

    Ciao, Cigno. Se fai ‘sta tesi dimmelo, così cambiamo nome per l’occasione e ci ribattezziamo “Il duo di picche”. Sai che figurona, con la commissione?

  15. dakko ha detto:

    mi fai una traduzione o sono libera di interpretare la frase come meglio mi pare? (ma marco la pensa ancora così? a me la mahavishnu orchestra andava bene quando avevo 13-14 anni, poi basta!!)

  16. razgul ha detto:

    La frase va tradotta così: “Alla fine Dakko è tornata qui! Urrà!”. Purtroppo Marco la pensa ancora così e, nonostante gli anni di innumerevoli insulti reciproci, ancora adesso ogni tanto riprova a mettermi su la Mahavishnu, dicendo “Ascolta bene… vedrai che poi cambi idea”.

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