Il libretto in fiamm…

Il libretto in fiamme di Moresco

Si inaugura qui una nuova rubrica periodica a scadenza rigorosamente casuale. In primo luogo, poiché sono un insurrezionale e un inarreso, anch’io vo facendomi il mio personale Libretto Rosso. No, Mao non c’entra. Alle ortiche Mao. Se il mio libretto sarà rosso, lo sarà per il colore dell’incendio. Sarà il mio Libretto in fiamme. In secondo luogo, poiché sono un moreschiano integralista (uno di quelli che porta tatuati a destra sul petto il profilo di Moresco e a sinistra l’effigie di Carla Benedetti), sarà – dovrà essere per forza di cose il Libretto in fiamme di Moresco.

“Mi espanderò in questi spazi pieni di comicità, dispera­zione, delicatezza e disprezzo. Entrerò nelle latrine di questo tempio scoppiato, con la mia solitudine, con la mia fiamma. E tenderò e scardinerò queste strutture in fuga totale verso non si sa dove. Le sue linee curve, i suoi piani, le sue sfere. Mentre tutti, da ogni parte, se ne stanno fermi su un piano che non esiste, su un filo di tempo che non esiste. Attorno alle loro tavole apparecchiate, fisse: i piatti al loro po­sto, le posate, i bicchieri. Anche i riflessi delle luci tutti al loro posto, incollati. Niente che si solleva da terra. Niente che si muove, che trema. Qui invece tutto vi­bra, vibrerà. I bicchieri sbattono l’uno con­tro l’altro fin quasi a spezza­rsi, vanno in pezzi contro i miei denti quando me li porto alle labbra per brindare sulla voragine di questo inizio posto dentro un inizio. Le posate si spostano a ondate sulle to­vaglie, le afferro con la mano nell’aria, nello spazio. Le pareti si spa­lancano da tutte le parti, i lam­padari si inventano orbite nuove sopra le nostre teste in fusione, in fiore, mentre diamo inizio a questo pran­zo di nozze e a questo sisma.”

Antonio Moresco, Canti del caos (seconda parte)

Qui si penetra direttamente nel cuore magmatico del pensiero di Moresco, in uno dei suoi concetti fondanti, radicali: “… Sulla voragine di questo inizio posto dentro un inizio”. L’inizio. L’esordio, l’esplosione, la creazione. Il centro del big bang. Le terste sono in fusione, tutto vibra, tutto deflagra e straborda, si espande, le teste sono in fusione, tutto è una colata lavica, le teste eruttano, sbocciano – le teste in fiore. Il mondo che nasce nasce nel caos, è il caos. Tutto è scardinato, tutto ciò che illusoriamente ci eravamo abituati a vedere, a credere immobile, ordinato, ben apparecchiato, giudiziosamente imbalsamato… Ma no, cos’era, quello? Un mondo? Il mondo? Addirittura l’universo?

Per anni ci sono venuti a insegnare che i giochi erano fatti, che da lì in avanti non si sarebbe più data alcuna possibilità di apertura. Che tutto era morto, che tutto si poteva oramai giocare in una dimensione postuma e mortuaria, ma – massimo segno di decadenza mentale – con ironia. E, badate, non l’ironia socratica (che svela il reale ), ma l’ironia depotenziata di un esangue pensiero debole postmoderno.

Non ci credete? Andate a vedere che razza di dibattito infuria in questi giorni la (per una volta non striminzita) pagina culturale dell’Unità: con il solito vecchio barone dell’intelligencija progressista a elevare il solito lamento sugli intellettuali di una volta che non ci sono più, sui romanzieri di una volta che non esistono più, sui romanzi di una volta che non se ne scrivono più. Sempre chiusura, sempre negazione.

Ah, le loro tavole sì, sono fisse e imbambolate nello sgabuzzino dei rottami. Ma sono solo loro a stare fermi. Ché tutt’intorno L’universo è in esplosione.

L’universo è in espansione, caoticamente.

Noi qui si esordisce.

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12 risposte a Il libretto in fiamm…

  1. pippilotte ha detto:

    è vero a volte ci adattiamo a stare dentro all’occhio del ciclone , ci sentiamo forse protetti , ma pur sempre l’occhio del ciclone è … e lì dentro nulla può succedere se non attesa !

  2. razgul ha detto:

    Ma conosci per caso “L’occhio del ciclone” di Moresco o è una coincidenza?

  3. pippilotte ha detto:

    no è una coincidenza , ma mi ha fatto pensare all’occhio del ciclone quello che è scritto . Richiudo il blog , parto per la campagna , ma torno presto sul web e ancora prima a trovarti

  4. razgul ha detto:

    Bon voyage, au revoir à bientot!

  5. alderano ha detto:

    bene, riprendiamo la discussione nell’occhio del ciclone, dunque. ‘il pensiero senza dolore è la morte bianca’, dice il moresco. ma il mio pensiero è nutrito dal dolore per la morte, per la sofferenza, per la miseria: ciò che, in effetti, rifiuto è l’attribuzione di un valore superiore ai morti delle torri, così come a quelli di nassiryia, rispetto ad ogni altro. rispetto ad ogni morte provocata quotidianamente. la morte viene ‘scorporata’ dal corpo che l’ha patita, e la si usa come immagine – se ne fa imago, maschera sepolcrale, dotata dunque di significatività simbolica, e politica. quelle morti sono giocate politicamente, si gioca a farne un valore politico. e le regole le fissano loro. ecco, io a scendere in quel campo non ci sto. me ne resto fuori. io piango le morti reali, non le morti simboliche. e se le piango, le piango nel mio privato, fuori dal loro campo di gioco.

  6. anonimo ha detto:

    Carissimo Alderano , sono d’accordo con te su quello che dici , in teoria , perchè anche noi abbiamo i nostri caduti , e tu questo lo sai bene , sopratutto quando li canti durante i concerti .
    un conto è essere toccati dalla morte , e un conto è dopo ricavarci la cena .

  7. anonimo ha detto:

    …scusa , da questo cmputer campagnolo non risulto , ero pippilotte quella del commento di sotto

  8. anonimo ha detto:

    ma moresco ti paga?

  9. razgul ha detto:

    No, mi offre la cena.

  10. razgul ha detto:

    No, mi offre la pizza.

  11. alderano ha detto:

    cena? andiamo a cena? (io te raz e moresco – paga l’ultimo della lista…)

  12. razgul ha detto:

    Io per la cena ci sto. Moresco lo devo sentire, ma secondo me ci sta anche lui…

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