(LUGLIO, AGOSTO, SET…

(LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE (NERO) # 2
II. Agosto 2001 – San Pietroburgo)

2.

Questa sera siamo invitati a cena a casa di Sasha, dalle parti di Udel’naja.

Ci guida Sergej, un amico di Sasha (e di Ljuba). Sergej parla correntemente lo spagnolo e l’inglese, vive con la nonna, ha trent’anni (ma ne dimostra cinque di meno grazie al fatto che è un simpatico cazzone) e un fiato di aglio che stenderebbe l’armata rossa.

Prima però bisogna fare la spesa: vodka, un bottiglione di plastica da due litri di birra tiepida, pomodori e svariate altre bottiglie di birra.

Sergej ci conduce attraverso il fango delle strade, guardandoci con quei suoi occhi scuri, miti e un po’ bovini. O meglio, guarda con occhi bovini Cristiana (un’amica romana di Sasha che viene con noi alla cena).

Anche Sasha ha trent’anni ma ne dimostra cinque di meno. Insegna russo agli stranieri e fa strage di studentesse (perché è tanto figo, dice Cristiana). Ci accoglie con un’aria divertita e un po’ sfottoria e ci presenta la moglie e la figlia. “Privet: Sasha, Dasha i Asha”. Praticamente una filastrocca.

Prima ancora che il primo sia pronto, il bottiglione di birra calda da due litri è bell’e finito, e mentre Sasha da navigato dj alterna Akvarium e Massive Attack io comincio a sentirmi felicemente brillo. Asha, la piccola peste treenne, soffia furiosamente in un flauto dolce rimbalzando tra le nostre gambe. Il frastuono è assordante.

Suona il campanello. Entra il secondo Sasha, un violinista hippie ultraquarantenne con la coda di cavallo e una faccia da furetto. Si è autoinvitato alla festa. Cristiana a Sasha: “Ma da dove viene, questo qui?” Sasha: “Dal piano di sopra”.

Usciamo sul balconcino a fumare. Il secondo Sasha è un vero spasso, mi parla dei Doors, di come sopravvive suonando il violino in metropolitana e dei bei vecchi tempi dell’underground leningradese, e io capisco tutto quello che mi dice grazie al potere sapienziale dell’alcool. Io e Sedicinove lo facciamo seduta stante oggetto di culto fanatico, in quanto residuato bellico dei favolosi anni Settanta (ah, la stagnazione brezhneviana, il rock clandestino…).

Compare la vodka, partono i brindisi. Si brinda all’eterna amicizia tra il popolo italiano e il popolo russo. Poechali. Escludiamo dal brindisi Berlusconi. Sasha esclude Putin. Ribrindiamo. Poechali.

Sasha ci dice che quando gli sono arrivati i fax con le nostre fototessere si è spanciato dalle risate. Dice che sembravamo dei terroristi. Non so perché, ma il discorso cade sul G8. “Certo che hanno fatto dei bei disastri, i manifestanti!”. Io mi irrito, gli dico che c’ero anch’io in quella bolgia e che era la polizia a fare disastri. I russi annuiscono senza troppa convinzione. Dopo cinque minuti di discussione, il secondo Sasha realizza che ero a Genova durante gli scontri, si illumina e pretende a tutti i costi di farsi fotografare con me. Brindisi za nashego novogo ital’janskogo druga i nastojašego antiglobalista Serdžio! Poechali.

Compare una chitarra giocattolo in vero truciolato. Il secondo Sasha si esibisce in un’incendiaria versione dei più grandi pezzi di Toto Cutugno. Partono i cori. Maria: “Noo, Toto no, non lo reggo!”.

Sergej è vistosamente attratto da Cristiana: man mano che il tasso alcolico sale, la sua espressione da triglia innamorata aumenta d’intensità e il labbro inferiore si protende verso l’esterno. Alla fine della serata somiglierà a uno di quei Papua che s’infilano i dischi nel labbro a mo’ d’ornamento.

Compare un’altra vodka. Poechali.

Poi ci sono delle birre sul tavolo. Ma non erano finite?

Non bisognerebbe mai bere la birra dopo un superalcolico, dico a Maria.

Asha soffia forte nel piffero.

Sergej canta Sten’ka Razin.

Vi amo, russi di merda!

Za druzhbu i mir!

Poechali.

Cosa cazzo è tutto ‘sto fango?!

Stai su da solo o ti devo tenere?

Quanto manca alla fermata?

Faccio un po’ di confusione tra l’alto e il basso…

Nel senso della cultura?

Nel senso che sto per cadere.

Ma non eri astemio, tu?

Burp.

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9 risposte a (LUGLIO, AGOSTO, SET…

  1. anonimo ha detto:

    PaaaEEEchali! (Burp!)

  2. sedicinove ha detto:

    “ma non eri astemio?” credo sia la domanda che mi e’ stata rivolta con piu’ frequenza in questi ultimi anni… :-)

  3. neuronipalpitanti ha detto:

    Gli uomini si distinguono fra loro anche in questo:
    alcuni prima pensano, poi parlano e quindi agiscono. altri, invece, prima parlano, poi agiscono ed infine pensano

  4. dakko ha detto:

    aspetto il prossimo aggiornamento

  5. mesjac ha detto:

    ti sei dimenticato le figlie illegittime dei Led Zeppelin però…

  6. razgul ha detto:

    Le figlie chiii? O mi sono bruciato i neuroni o ero troppo ubriaco ed è successo qualcosa che non ha lasciato traccia nella mia coscienza…

  7. mesjac ha detto:

    NON FARE FINTA DI NIENTE SOLO PERCHE’ A M. HANNO DETTO CHE ERA LA FIGLIA DI JIMMY PAGE…
    Io il violino l’ho suonato (nel senso di una nota a caso) me lo ricordo…

  8. sedicinove ha detto:

    oh ma sai che neanch’io me la ricordo ‘sta cosa?!?! strano, perche’, come e’ noto, sono astemio.

  9. mesjac ha detto:

    burp

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