“UNA MOSTRA SULLA CULTURA DELLA SCARPA SPORTIVA”

“Guarda giu’ ed esprimi un giudizio.
Le calzature che vedi per le strade
sono pubblicita’ per lo spirito.
Grossi, variopinti lacci di Krylon strascicati contro
l’ambizione retro’ degli eroi del velcro.
Dove la via si interrompe
seguono sempre le alte cime.
Unlocked espone le scarpe da ginnastica
della nostra ‘sneaky’ culture.
Le suole che generano opinioni
saranno messe a nudo.
Vieni qui e guarda.”

“Cultura della scarpa sportiva” (aka, più fighescamente, ‘sneaky culture’), “pubblicità per lo spirito” (pubblicità+spirito… bellammerda), “ambizione retrò” (eh?!) degli “eroi del velcro” (eeeh??!!), “dove la via si interrompe seguono sempre le alte cime” (aforisma new age? O non è piuttosto che le ‘alte cime’ sono una metafora per le merde di cane che costellano i nostri marciapiedi?), “le suole che generano opinioni” (oh no, *****d***!).
Sento provenire dagli abissi una voce tonante: “Ma vattel’a pijjà ’n’der culo”.

Questa summa theologica di minchiate fritte stile sushi-bar è vera. La si può leggere a pagina 76 del numero di settembre di “Urban”. Urban” è una rivista paradossale. Viene distribuita gratuitamente, per esempio nei cinema. La redazione è tutta chiaramente di sinistra (spulciando nell’elenco dei redattori e dei collaboratori si possono trovare parecchi nomi noti a chi ascolta Radio Popolare, a partire dal direttore Alessandro Robecchi), l’impostazione è molto frivola e giovanilistica, “trendy”, si dice adesso (che Moretti mi perdoni): ti segnala i locali “gggiusti”, le nuove mode/modi della “urban culture” (che Moretti non mi senta)… insomma, tutto ciò che è “up to date” (Moretti sii clemente!). La pubblicità ivi contenuta è spropositata per quantità (ma mi si dice che è un pegno ineludibile per un foglio gratuito) e mooooolto fighetta. A volte mi fa incazzare (ma come, facevi un programma radiofonico intitolato “Piovono pietre”, à la Ken Loach, e adesso mi pubblichi quattro paginoni di Nike?). Altre volte mi fa cadere i coglioni, come nel caso presente.

Detto questo, la cosa più orrida non è la pubblicità, ma il prodotto reclamizzato: una mostra di scarpe da ginnastica, allestita in un negozio di scarpe in via Torino (là dove si riuniscono per lo shopping le più fantasmagoriche varietà mutanti dell’essere umano) e spacciata per una iniziativa culturale.
Eggià: adesso per far su un po’ di soldi, ti devono anche raccontare che non ti vendono un semplice prodotto, ma un valore culturale, uno stile di vita. Anzi, siamo alla coincidenza pura: merce=cultura.
A me non sta mica tanto bene.

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4 risposte a

  1. nike ha detto:

    dietro questa tua fissazione, questo tuo accanimento, questa attenzione privilegiata al mondo della scarpa si nasconderà mica una qualche perversione sessuale? ;-)

  2. razgul ha detto:

    Ovviamente si’.

  3. sedicinove ha detto:

    sempre a proposito di ex radiopop… oggi e’ stata memorabile la diretta di 4 ore sul matrimonio del principe savoia condotto da cucuzza. storia della tv.

  4. razgul ha detto:

    Al leggere o udir “Savoia” mi sale alle labbra, dolce come la smelata d’api, il nome sacro di Gaetano Bresci. Di GAETANO BRESCI.

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