Luglio 1994, sera. Passeggio lungo viale Montenero sorseggiando una lattina di chinotto, in pace col mondo. Ho indosso una camicetta nera (me l’aveva presa mammà). Passa il tram. Un tipo si sporge dal finestrino e mi urla “Fascista di merda!”. Colto da improvvisa collera, cerco di centrarlo con la lattina, senza riuscirci.

Giugno 2003, sera. Supero piazza Cinque Giornate e imbocco viale Premuda, succhiando una sigaretta in pace col mondo. Ho indosso una maglietta nera e rossa dell’EZLN (ammetto che potrebbe sembrare un vezzo un po’ adolescenziale, ma d’altra parte era l’unica pulita e asciutta). Passa un tipo in motocicletta. Mi guarda, rallenta e mi urla “Compagno del cazzo!” mostrandomi il dito medio. Colto da improvviso orgoglio, sorrido e gonfio il petto.

I casi sono quattro: (1) l’asse Montenero-Premuda è pieno di pirla (mediamente probabile); (2) l’atmosfera politica a Milano in nove anni si è capovolta, passando da un diffuso spirito antifascista al bieco fascismo (mmmh…); (3) si è trattato di tentativi di dialogo tra anime in una società sempre più atomizzata (sé, come no…); (4) il caldo estivo fa male (probabile).

Detto questo, prego di notare la differenza della mia reazione nei due casi.

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2 risposte a

  1. sobol ha detto:

    a me le magliette nere fanno un po’ impressione… non cercare di centrarmi con la lattina però…

  2. Clio ha detto:

    :D

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