…Una di quelle notti estive che si guardano dalla finestra, sporgendosi un poco dal davanzale, quando il cielo è più chiaro della penombra e ha una strana fosforescenza blu, come se avesse un segreto che lo fa tutto vibrare di eccitazione. Mi ero abituato a vedere stelle in questi squarci stretti della città, in questi cieli a brandelli ritagliati dai bordi delle gronde, dai profili seghettati dei tetti. Le luci in città sono sempre troppo forti, troppo invadenti, anche quando è la stagione calda e tutti sembra che non vedano l’ora di scappare via in altri paesi, in altre città, per incontrarsi di nuovo in altre piazze e altre vie, le stesse facce, le stesse parole sulle stesse trasmissioni televisive. Ora invece una stella galleggia in alto, un  po’ sperduta e fuori luogo, oltre lo spiovente di destra. Una di quelle nottate che una brezza inattesa rinfresca e rende più trasparenti, più sgranate, una di quelle che, se solo ci si ferma un attimo a fissare la stella galleggiante, bruciano gli occhi con nostalgie a tradimento. E io mi faccio ingannare come uno stupido, consapevolmente, senza attenuanti. Strani pensieri sgorgano dal mio corpo a tubo, ricordi alticci di vecchie pettinature, mandibole, barbe, iridi macchiate, antiche memorabili traiettorie di zanzare sulle pareti di case altrui, muri bianchi su cui qualche donna in sottoveste aveva appiccicato a caso quadri e fotografie di nipoti e genitori, cinture vulcaniche di gesso sbocciate sul soffitto, camicie a righe come quella che strappai sul treno che mi portava a Parigi in una notte di febbre e tosse. Ma quello succedeva in un’altra vita, in un’altra storia, a un’altra persona. Da molto tempo ho smesso la manutenzione della memoria, e molto di quello che avevo messo via nello scatolone si è sbriciolato.

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4 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    …peccato

  2. anonimo ha detto:

    adesso che ho letto il post mi sento un po’ in imbarazzo a pensare che mentre lo scrivevi, ti stavo interrompendo con le menate sui (gia’ mitici) petrogradskaja storona… :)

  3. razgul ha detto:

    Nessun disturbo, è sempre un piacere conversare con te.

  4. anonimo ha detto:

    certe notti la macchina e’ calda, e dove ti porta lo decide lei…

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