Dal corriere della sera del 23 luglio 2001 (editoriale di Piero Ostellino):
Sull’irruzione di ieri notte delle forze dell’ordine nelle due sedi del Genoa Social Forum e sulle brutalità alle quali esse avrebbero fatto ricorso (…), le versioni sui due fronti sono, come era prevedibile, discordanti. Sull’episodio indagherà la magistratura. (…) Detto questo non possiamo però ignorare quale sia la natura dei fatti che sono all’origine delle devastazioni di Genova. Chi, in un Paese di democrazia liberale, protesta armato di spranghe di ferro, lanciando molotov, distruggendo vetrine, incendiando automobili, aggredendo le forze dell’ordine, non esercita un diritto democratico, ma una violenza opposta, antidemocratica. (…) E’ un eversore anche chi, pur a mani nude, pretendeva di sfondare le barriere della cosiddetta «zona rossa» creata dallo Stato per assicurare la sicurezza dei suoi ospiti stranieri.
(…)
Che, poi, le forze dell’ordine si oppongano alla violenza, anche con le maniere forti, è spesso e aggiungiamo purtroppo, nella stessa logica delle cose. E’ un atto di legittima difesa, prima ancora che da parte dei singoli, da parte dell’ordinamento giuridico esistente che si vuole violare.”

Dal corriere della sera del 13 maggio 2003:
“La «vigorosa resistenza di alcuni degli occupanti della scuola Diaz» non c’è mai stata. E le versioni degli operatori di polizia su quanto accadde la notte del 21 luglio all’interno della scuola dove dormivano 93 manifestanti no global, presentano «vistose discordanze». Prosciolti, tutti. L’inchiesta sulla presunta resistenza a pubblico ufficiale (resistenza che secondo la versione delle forze dell’ordine sarebbe stata all’origine dei pestaggi avvenuti nella scuola) dei no global della Diaz è stata archiviata. Ma il giudice per le indagini preliminari Anna Ivaldi è andata oltre la richiesta fatta dal pm Francesco Lalla, che con una formula molto prudente si era appellato alla impossibilità di attribuire singolarmente i reati ai responsabili.
Il gip Ivaldi invece dice altro. Sostiene che da parte dei 93 no global non c’è stata alcuna forma di resistenza. E tutto quello che fecero gli agenti nella scuola durante l’irruzione alla Diaz – «Pestaggi continuati», «banchi e sedie scagliati contro gli occupanti», «persone fatte sdraiare a terra e poi colpite nuovamente» – non fu quindi causato dalla reazione di chi dormiva nell’istituto.
«Il personale di polizia – scrive il giudice – si è accanito nei confronti di persone che non opponevano alcuna resistenza».”

Smettete di leggere il corriere. Credetemi, già dopo due giorni avvertirete una sensazione di benessere.

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Una risposta a

  1. anonimo ha detto:

    bene, come già si sapeva, il tentativo di far passare l’aggressione come atto di legittima difesa contro una folla di no global armati di sacco a pelo e panini al prosciutto cotto, ormai rancido, è fallita.
    E adesso?
    ovviamente il nulla…
    nike

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