“…Lenin riuscì precisamente perché il suo appello, scavalcando la nomenclatura di partito, trovò un’eco profonda in ciò che si sarebbe tentati di definire come una micropolitica rivoluzionaria: l’incredibile esplosione di democrazia dal basso, di comitati locali sorti dappertutto nelle grandi città russe ignorando l’autorità del governo ‘legittimo’ e prendendo direttamente in mano la situazione. È questo il non detto, la storia rimossa della Rivoluzione di ottobre, il rovesciamento del mito di un piccolo gruppo di sradicati rivoluzionari di professione che danno vita a un coup d’état”.
Slavoj Žižek, Tredici volte Lenin

La Rivoluzione d’ottobre, vecchio mito della sinistra da tempo caduto in disgrazia, in una rilettura inconsueta (almeno per me) e non stereotipata che la fa assomigliare ai movimenti radicali di oggi, quelli in cui anch’io mi rispecchio e mi riconosco: l’esplosione di democrazia dal basso, il fermento della micropolitica (i comitati, in russo sovety, oggi forse li si potrebbe ritradurre come “forum” o “social forum”)…
Situazione curiosa: se me l’avessero predetto non ci avrei creduto, eppure per un attimo sono stato sfiorato dal pensiero di essere inconsapevolmente leninista.

Eppure, che la Russia della rivoluzione fosse anche un’immensa promessa di felicità – come un’utopia improvvisamente incarnata – da proteggere e appoggiare, è un’idea che bisognerebbe rivalutare e riproporre, oggi. Anche al di fuori della ristretta cerchia di slavisti che hanno la possibilità di apprendere l’incredibile vitalità e fermento di quegli anni direttamente dalle pagine di Chlebnikov o Majakovskij, di Platonov o di Victor Serge.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a

  1. sedicinove ha detto:

    oggi alla fiera del libro di bg, per soli 3 euri ho preso un raccolta usata e ingiallita di teatro satirico sovietico degli anni ’20. Probabilmente anche grazie al tuo post, che avevo letto poco prima di uscire.

  2. anonimo ha detto:

    skvoz’ grozy sijalo nam solnce svobody, i Lenin velikij nam put’ ozaril…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...