«Alla vista di tutto l'Ellesponto coperto delle sue navi e di tutta la spiaggia del mare e la pianura di Abido piene dei suoi soldati, Serse si considerò felice; ma subito dopo scoppiò a piangere.
Se ne accorse Artabano, suo zio paterno (…). Quest'uomo, avendo osservato che Serse piangeva, gli disse, in tono di domanda: "O re, quanto è diverso il tuo modo di comportarti ora da quello di poco fa; prima infatti ti ritenevi un uomo felice, ora piangi". E quello replicò: "Sì, perché mi è sopraggiunto un senso di commiserazione, al pensare quanto è breve nel suo complesso la vita umana, se di tutta questa enorme folla nessuno sarà in vita fra cento anni"».
Erodoto, Le Storie, VII, 45-46

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