Archivio dell'autore: Sergio Baratto

Cinque feste della città di A.

(Fine settimana di caroselli, zucchero filato e autopiste al paese. Così metto qui un racconto non-racconto che avevo postato sul Primo amore qualche tempo fa.) 79 Quand’ero piccolo, nella casa in cui vivevano i miei nonni e mia zia trovavo … Continua a leggere

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Lotte geneticamente degenerate

Concentrare tutta la critica agli OGM sulla questione se siano o no nocivi per la salute è un errore strategico clamoroso. Del resto, se ai tempi del movimento no-global si tentò di inquadrare la questione all’interno di un dibattito serio, … Continua a leggere

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Il crocifisso come piscio di cane

Pensavo al crocifisso nei luoghi pubblici, per esempio nelle scuole statali, e a quanto sia faticoso e quasi sempre infruttuoso cercare ogni volta di spiegare che la mia contrarietà non si basa su alcun odio antireligioso o anticattolico, che non … Continua a leggere

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Bilancio provvisorio 2014

Nel 2012 ho pubblicato un libricino in cui raccontavo la breve stagione dei movimenti altermondialisti dal mio punto di vista, timido e discosto ma partecipe, di militante semplice e disarmato. Parlavo di Genova, ovviamente, ma anche di tutto ciò che … Continua a leggere

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Senza alcuna pretesa di redenzione

«Mi pareva che sopra di me il fragore di stelle stesse aumentando a dismisura. Interi piani di spazio stavano andando alla deriva, smottavano macinando firmamenti, mentre Dio si trovava in preda all’angoscia dell’illimite. “Un tempo…” mi pareva stesse silenziosamente vociando … Continua a leggere

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Id quo maius cogitari nequit

Dopo la pioggia la città si sveglia appiccicosa. Gli scarafaggi galleggiano morti nelle pozzanghere sui marciapiedi dei controviali, dalle persiane ancora abbassate delle finestre ai piani bassi filtrano rumori di televisioni accese. L’afa sale dall’asfalto ancora umido, ricopre la pelle … Continua a leggere

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JC & Goatboy

Ho sognato che Gesù Cristo tornava sulla Terra, ma era incazzato nero e aveva un nuovo vice. Niente dodici o tredici apostoli teste di cazzo, stavolta solo un aiutante, una specie di spalla tuttofare, e questo aiutante era Bill Hicks … Continua a leggere

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Il bisogno e l’esperienza della bellezza nascono in noi come un antidoto palliativo alla disperazione che è la nostra condizione costitutiva.

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Idioletto famigliare #11. «Brüscìtt»

La famiglia è anche il luogo della convivialità e della condivisione del cibo (o se vogliamo il luogo dell’incubo della convivialità – ma questo è un altro discorso), perciò è fatale che parecchie voci di questo mio idioletto famigliare siano … Continua a leggere

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Idioletto famigliare #10. «Bruscandoli»

Finalmente una parola del mio idioletto famigliare che è bensì dialettale (seppur repertoriata in diversi dizionarî), ma non milanese. “Bruscandoli”, o per meglio dire bruscàndoei, è il nome con cui in Veneto si designano i butti primaverili del luppolo selvatico. … Continua a leggere

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