Mi chiamo Sergio Baratto, sono nato il 18 giugno 1973, vivo e lavoro a Milano.
Il mio primo blog personale/pubblico si chiamava “Tunga!” ed è sopravvissuto dal marzo 2003 al dicembre 2011 su Splinder. Tutto l’archivio di quei quasi nove anni è ora consultabile qui su “Bruciare nel buio”.
Dal 2003 al 2005 ho fatto parte del collettivo di Nazione Indiana. Nel 2005 sono stato tra i fondatori del blog Il primo amore e da allora faccio parte della sua redazione. Dal 2007 sono redattore anche dell’omonima rivista cartacea.
Ci sono cose di cui m’importa sega. Sono: il calcio, le macchine e i programmi televisivi. Compresi quelli belli tipo i telefilm americani superfighi che non puoi non conoscere e tutti postano i video su youtube pieni di battute sul sesso che fanno morir dal ridere & con personaggi stronzi ma irresistibili ecc.
Del resto da molti anni non ho la tele e vivo benissimo senza. E pazienza se a qualcuno basta questo per decidere che sono uno snob di merda.
Ci sono cose che mi stanno sul cazzo. Esempi: lo ska con testi sulla marijuana, il reggae con testi sulla marijuana, il combat folk con testi tipo compagni avanti viva il comunismo (ok, è roba cha andava forte negli anni Novanta, ora per fortuna gli anni Novanta son finiti quindi non vedo motivo di continuare a perseguitarmi con Bella ciao rifatta – di merda – dai modena city ramblers a ogni corteo).
Detesto la gente che se la mena come se non cagasse mai, gli arroganti, gli arrampicatori.
I libri di merda.
I dogmi.
Il dogma dell’ironia. Quello, per intenderci, per cui una cosa vale se “non si prende sul serio”: “Si prende (troppo) sul serio!”. Come a dire: guai se credi davvero in quello che fai senza prenderne ironicamente le distanze. Ecco, ogni volta che sento o leggo una cosa del genere, provo l’impulso di usare il bazooka. Per fortuna non ce l’ho.
Anche i deliri cospirazionisti son roba che mi fa girare ecc.
Per non parlare della lega. Quella è gente che… (lasciamo perdere, sennò la polizia postale mi sequestra il sito).
Odio il fascismo, il bigottismo, l’antisemitismo, il razzismo. E l’ingiustizia, l’autoritarismo, la prevaricazione. L’omofobia, il sessismo. La violenza sulle donne.
Infine ci sono le cose che amo – davvero troppe per elencarle qui: vanno dal cioccolato al latte alla slavistica (sono laureato in lingua e letteratura russa) e dal rock psichedelico alla poesia, passando per i crepuscoli, le finestre illuminate e le insurrezioni.
Non riuscirei a vivere senza leggere e scrivere libri.


